

Redazione
Champions League
Inter-Club Brugge 3-4 - Difesa horror e la sconfitta è servita. Allarme
Inter-Club Brugge 3-4 - Difesa horror e la sconfitta è servita. Allarme
Inseguimento a vuoto
C'è un vecchio gioco dei bambini in cui chi rincorre tocca sempre l'ombra e mai la persona. All'Inter, al Giuseppe Meazza, è successo qualcosa di simile per tutta la sera: ogni volta che sembrava aver raggiunto il Club Brugge, se lo ritrovava di nuovo davanti. Finisce 3 a 4, ed è un tonfo che nessuno aveva messo in conto. I nerazzurri recuperano lo svantaggio prima dell'intervallo, poi passano la ripresa a rincorrere senza mai arrivare. Diciamo pure che la serata se la sono complicata da soli, con distrazioni difensive che hanno spalancato la porta a un passivo pesantissimo. Ma sarebbe ingiusto non vedere l'altra metà della storia: di fronte c'era una squadra perfetta.
Tresoldi ben spesi
Gli uomini di Leko hanno giocato un calcio veloce, aggressivo e pulito, con un pressing che ha tolto il respiro alla manovra interista. Hanno colpito una traversa su schema da corner prima ancora di passare. Dopo il vantaggio hanno continuato a cercare la porta, con Virgili che a giro dal limite ha sfiorato il palo e più tardi ne ha centrato la base. Ogni errore avversario è diventato un'occasione, ogni occasione un pericolo vero. Il Club Bruges si prende così la prima vittoria in questa Champions League e si sistema, per il momento, a metà classifica. Espugnare un campo così con questa naturalezza non capita tutti i giorni.
Il conto delle distrazioni
Dove si è persa, l'Inter? Soprattutto dietro. Il rigore nasce da un intervento di Calhanoglu su Forbs, il secondo gol belga da un errore di Martínez che lascia la porta vuota. Davanti, poi, l'imprecisione ha fatto il resto: Thuram di esterno a lato in avvio, Calhanoglu sulla traversa, Dimarco al volo fuori di poco, un colpo di testa di Lautaro annullato per fuorigioco. Zielinski, lanciato in area, ha esitato fino a farsi rimontare. Lui e Akanji sono sembrati frastornati, i più spaesati in una serata storta per molti. Gli uomini di Chivu restano a zero punti, provvisoriamente nelle retrovie della classifica, e incassano la quarta partita di fila senza vittorie nelle coppe europee. La strada comincia a farsi in salita. Altro che passeggiata.
Lautaro contro tutti
Sul piano dei singoli, la serata ha due facce. Da una parte Tresoldi, che apre col piatto all'incrocio dal dischetto e poi aggiunge altri due gol: una tripletta che vale l'intera partita. Dall'altra Lautaro, l'unico a non arrendersi mai. Firma una doppietta, prima su cross di Dimarco e poi quando la gara sembrava chiusa, e tocca quota trenta gol europei con la maglia dell'Inter. Nel recupero arriva anche Bonny, al primo gol in Europa in nerazzurro, ma il suo resta un timbro buono soltanto per le statistiche. Ha deciso la partita un ragazzo del Club Brugge che si è preso il Giuseppe Meazza, mentre il capitano interista lottava da solo.
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