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Redazione

21 Ottobre 2026

Champions League


Inter.Shakhtar Donetsk 1-0 - Alla fine è bastato solo tanto cuore. L'Inter si rialza

Inter.Shakhtar Donetsk 1-0 - Alla fine è bastato solo tanto cuore. L'Inter si rialza

Tre ore con le mani in tasca

Bella forza, direte voi: con un uomo in meno tutti diventano eroi. Eppure certe partite funzionano così, come l'acqua che bolle solo quando il fuoco è già alto. L'Inter ha battuto lo Shakhtar Donetsk 1-0 al Giuseppe Meazza, ma per un'ora ha fatto la parte dell'ospite educato a casa propria, mentre dall'altra parte si palleggiava con una classe che i nerazzurri non erano riusciti a imitare. Diciamo pure che il merito del primo tempo è stato più degli avversari che dei padroni di casa.

Il tiro dopo l'altro

Non per questo mancavano le occasioni. Riznyk ha detto no a Thuram dopo pochi minuti e poi ancora a Bonny sul primo palo, mentre Çalhanoğlu e lo stesso Bonny avevano già sprecato la mira. Dall'altra parte Ocheretko, solo sul secondo palo, ha mandato fuori di pochissimo e Martínez ha dovuto volare per togliere dall'angolino la testa di Bondar. Insomma, una gara aperta, con lo Shakhtar a tessere e l'Inter a colpire a strappi.

Il rosso che sveglia

Poi, al sessantottesimo, il colpo di scena. Bastoni ha spinto Ocheretko, ha preso il secondo giallo ed è uscito: nerazzurri in dieci. Succede, in questi casi, che la squadra smetta di ragionare e cominci a correre. Tutt'altra musica. Gli uomini di Chivu, costretti a difendersi, hanno trovato quella convinzione che per un'ora era rimasta negli spogliatoi, e dieci minuti più tardi Mkhitaryan ha messo il cross giusto per il sinistro di Carlos Augusto.

Carlos Augusto, il solito

Il gol è nato da una ripartenza di grande pregio, di quelle che si disegnano con la riga e il compasso e poi si eseguono in pochi secondi. Carlos Augusto, con questa rete, arriva a due in questa Champions League e a tre nelle coppe europee con la maglia dell'Inter: uno che toglie le castagne dal fuoco con puntualità quasi notarile. Il resto l'ha fatto Martínez, che nel finale ha respinto di istinto la testa di Matviyenko e parato il tiro di Newerton, mentre Mkhitaryan, solo in area, si è perso il tempo per chiuderla.

Il conto da rifare

Il quadro, a conti fatti, resta imperfetto: i nerazzurri sono ventesimi con tre punti in tre partite, lo Shakhtar diciassettesimo con uno in più. Servivano questi punti per ricordarsi che passare il turno è alla portata dei campioni d'Italia, per quanto il cammino finora, fra la sconfitta di Madrid e quella con il Club Brugge, non l'abbia mostrato. Con lo Shakhtar l'Inter non ha mai perso nelle coppe, e il dato dice qualcosa: non basta a promettere, ma spiega perché Feyenoord sia ora l'esame che conferma o smentisce. Gli ucraini, dal canto loro, hanno una buona partita da archiviare e un'altra da giocare, in casa contro lo Sporting Lisbona.