

Redazione
Conference League
Ajax-Atalanta 2-0 - L'Ajax sfodera il suo blasone e mette in ginocchio l'Atalanta
Ajax-Atalanta 2-0 - L'Ajax sfodera il suo blasone e mette in ginocchio l'Atalanta
Novanta minuti di nulla
Chi aspettava fuochi d'artificio ad Amsterdam è rimasto al buio per quasi tutta la serata. Fino all'ottantasettesimo la partita è stata un lungo tira e molla senza padrone: la cosa più vicina a un gol, per tutto il primo tempo, è stato il tiro di Marcos Leonardo, finito di un soffio a lato sul cross basso di Brandt. Poi, nel finale, il copione è cambiato di colpo. Ajax-Atalanta 2-0, e il risultato dice più di quanto si fosse visto fino a quel momento. Gli uomini di Sánchez hanno fatto fruttare due palle gol in sei minuti, mentre gli orobici, per quasi un'ora e mezza, erano rimasti in partita senza mai dare l'impressione di poterla vincere.
Un finale da campioni
Certo, sulla carta l'Ajax è sempre l'Ajax: un blasone enorme, anche se da un pezzo non siede più fra i grandi del calcio europeo. Ma non c'era bisogno del nome per vincere questa gara. Servivano lucidità e freddezza, e nel momento giusto sono arrivate. Merito della pazienza, prima di tutto: i padroni di casa hanno aspettato che la partita si spezzasse e hanno colpito nel momento in cui l'avversario non aveva più tempo per rimediare. Il risultato è pesante, ma non ha niente di casuale. Con questa vittoria l'Ajax sale al tredicesimo posto della fase campionato.
Un'Atalanta a corrente alternata
Dall'altra parte, il quadro è meno sereno. Il rendimento dei bergamaschi è troppo altalenante in questo periodo: a un pareggio e a una vittoria di misura, in trasferta, si sono aggiunti un successo largo in casa e adesso questo scivolone olandese. Diciamo pure che è una squadra che ancora non sa che cosa voglia essere. Alla fine, davanti, non si è vista nemmeno un'occasione nitida da raccontare: e per una squadra come l'Atalanta è un dato che dovrebbe far riflettere. La classifica resta tutt'altro che compromessa, al quindicesimo posto, appena due gradini sotto l'Ajax. Ma c'è molto lavoro da fare per Sarri, e il tempo per farlo non è infinito.
Arokodare e Ouazane
Gli uomini della serata sono due, e vengono dalla stessa parte. Arokodare ha rotto l'equilibrio all'ottantasettesimo: ha tenuto botta a Obrić, difensore dell'Atalanta, e si è ritrovato solo davanti a Carnesecchi, battuto a tu per tu. Un centravanti di peso, di quelli che il pallone lo proteggono e lo mettono dentro quando conta. Sei minuti più tardi, ormai a gara chiusa, ci ha pensato Ouazane: entrato in area da sinistra, ha superato ancora Carnesecchi per il 2 a 0 definitivo. Due guizzi, due ragazzi, e una serata che da noiosa diventa memorabile.
Ora tocca al Kairat
L'Ajax andrà a giocare in Danimarca, contro il Midtjylland, con in tasca il carburante di una vittoria sofferta e l'entusiasmo di chi ha trovato il gol quando serviva. All'Atalanta tocca invece rialzarsi in casa, contro il Kairat: un esame che non ammette distrazioni, perché sprecare un altro appuntamento davanti al proprio pubblico vorrebbe dire complicare una classifica che, per ora, concede ancora tutto.
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