

Carlo Bianchi
In Casa Inter
28 aprile 2026
La Marotta League al contrario
Fanno veramente sorridere le notizie che stanno scatenando in questi giorni la gogna mediatica nei confronti della classe arbitrale tirando per i capelli anche la Beneamata. I fatti oggetto delle indagini risalgono alla passata stagione adducendo il rapporto Rocchi-Marotta nel concordare arbitri graditi alla società nerazzurra. Meno male che parliamo di graditi quando i fatti testimoniano il contrario. Si parla dell'incontro Inter-Verona del 6 gennaio 2024 arbitrato da Fabbri ed il fatto non è altro che la gomitata di Bastoni su Duda non segnalata dal VAR. Nessuno però fa cenno al rigore fischiato nel recupero a favore degli scaligeri e sbagliato da Henry. Frattesi poi nel rovesciamento di fronte diede la vittoria ai nerazzurri. Passiamo poi alla semifinale di Coppa Italia vinta dal Milan per 3-0 con l'arbitro Doveri che certamente non è mai stato fra i preferiti dalla dirigenza milanese. Per non parlare poi del fallo di Ndicka su Bisseck a due minuti dalla fine in un Inter-Roma vinta dai giallorossi. Chi era l'arbitro? Ma guarda un po' ancora Fabbri. Vogliamo anche tirare in ballo il rigore fischiato a favore della Lazio per un mani di Bisseck e trasformato da Pedro per il 2-2 finale? Di cosa stiamo parlando? Una Marotta League veramente al contrario. Ma ormai è evidente quanto lo sconquasso nella classe arbitrale che segue quanto successo in Federazione porta a pensare che sia tutto un fatto politico. Il senatore Lotito che sta tramando nell'ombra (l'unico dei presidenti che non ha appoggiato la candidatura di Malagò da parte della Lega) cerca assieme al ministro Abodi di arrivare al commissariamento non solo della FIGC ma ora anche dell'AIA. In quest'ultimo caso ricordiamo che il suo Presidente Antonio Zappi, anche lui al centro di un'indagine da parte della Procura Federale per presunte e poi accertate pressioni sugli organi competenti delle Serie C e D, è stato dapprima deferito per poi venire squalificato per tredici mesi. Veramente un bel ambientino. A questo punto visto che si ventila all'orizzonte l'intervento di un commissario, chi meglio di Maigret ed il suo fido ispettore Lucas, loro sono già stati messi in preavviso.
22 aprile 2026
Non chiamatelo Doblete
Menzionare quella parola porta sfortuna, ci costringe a toccar ferro e se vogliamo usare un'espressione spagnola "tocar madera" ossia toccare il legno. Inutile evocare leggende e storie passate come quella del Triplete, sono passati sedici anni da quel Maggio 2010 e ricordare ancora le gesta dello Special One e della sua truppa non va affatto bene. Aggiungete pure la decisione dell'allenatore portoghese di cadere nella braccia di Florentino Pérez e di non tornare a festeggiare con i suoi giocatori ed i suoi tifosi la mattinata del giorno successivo. Questo è bene ricordarlo e sicuramente molti interisti la pensano in questo modo. Chivu è Chivu e giustamente non accetta paragoni ora che lo scetticismo nei suoi confronti ha lasciato spazio a celebrazioni tipiche di un'italianità pronta a far sentire la propria voce alla bisogna. Non ci si ricorda ormai delle critiche del dopo Juventus-Inter, amara sconfitta rimediata nel finale di gara, quando gli si chiedeva di qualche modifica sull'aspetto tattico della squadra che si rendeva oltremodo necessario. Oppure il perché l'opinione pubblica avesse così poca pazienza esprimendo giudizi affrettati e non certo positivi sui nuovi arrivati come Luis Henrique, Diouf e Sucic ai quali andava concesso il tempo per ambientarsi. Il tecnico romeno ha sempre fatto spallucce prendendo spunto, questo si, dallo Special Mou ingraziandosi alcune volte a dismisura i propri giocatori e mai schierandosi contro qualcuno di loro. La tattica e non solo quella sul campo è stata chiara fin dall'inizio ed a giocolungo anche vincente. Ora ci troviamo con la Beneamata nella finale di Coppa Italia e con dodici punti di vantaggio sulle due inseguitrici (si fa per dire) a sole cinque giornate dal termine. Certo l'eliminazione da parte del Bodo ha fatto scalpore ed ancora brucia ma siamo poi sicuri che si sarebbe potuti andare avanti nella competizione viste le squadre arrivate alle semifinali? Meglio non andarci in finale se poi ne prendi cinque senza combattere. Ora Inzaghino vorrebbe tornare in Italia dopo aver perso come suo solito punti nel finale di stagione ma ahimé troppo tardi anche se dando un'occhiata al suo conto in banca se ne farà di certo una ragione.
14 aprile 2026
Calma e gesso, ora testa al Cagliari
Fine settimana favorevole alla Benemeata che ha risposto da par suo al pareggio napoletano in terra ducale disputando una bella ma sofferta partita in quel del Lario dopo un primo tempo giocato con il freno a mano tirato. In soli venti minuti fra la prima e seconda frazione quattro gol ripetendo la quaterna dell'andata ad una difesa che in tutto il torneo di reti ne ha subite finora solo ventisei. Dicevamo appunto dei primi quarantacinque minuti conclusisi sul 2-1 per i comaschi. Gli uomini di Fàbregas hanno dimostrato ancora una volta la loro forza e convinzione, qualità che li fanno ancora sperare e lottare per la quarta posizione Champions. Le prestazioone dei singoli nerazzurri: Sommer che prima o poi imparerà che le respinte vanno fatte in calcio d'angolo e non sui piedi degli avversari, Akanji ed Acerbi che hanno avuto il loro bel daffare per rintuzzare gli attacchi locali e soprattutto con un Douvikas, Nico Paz e soci dal comportamento indemoniato. La fascia sinistra ha fatto acqua da tutte le parti con un Bastoni ed ancor più Dimarco dimostratisi l'ombra di se stessi. A centrocampo Calhanoglu e Zielinski hanno retto grazie all'apporto di un ritrovato Barella, sicuramente fra i migliori assieme a Dumfries e Thuram autori delle due doppiette. Pio Esposito irriconoscibile come pure il subentrato Bonny chiaramente in fase calante soprattutto in questa seconda parte del torneo. Meno male che Carlos Augusto ha fatto il suo mentre sia Sucic che Luis Henrique non hanno fatto altro che confermare le loro scialbe prestazioni nonchè la poca personalità. Ora testa al Cagliari nell'anticipo di Venerdì con gli isolani che pare essersi tolti dalla zona calda grazie anche alla vittoria casalinga contro i rivali della Cremonese. "Calm and chalk" come direbbe un professore dello Yorkshire richiamato alla lavagna.
09 aprile 2026
Attenzione a "Nessie" Fàbregas
Non ci sarà bisogno di organizzare un viaggio per vivere una terribile avventura sul Lago Ness sperando di vedere seppure in lontananza e magari aiutati da una suggestiva fantasia il mostro del Loch Ness. Basterà recarsi domenica sera a pochi chilometri da Milano ed ancor meno da Appiano per poter scrutare da qualsiasi riva del Lario le sue acque scure e sbirciare delle parti del Sinigaglia per vedere il mostro. Ma sì parliamo proprio di Fran...cesc Fàbregas che sta trasformando i Cumasch nella squadra del momento, oltre che rivelazione del campionato, dalla quale gli uomini di Chivu faranno bene a guardarsi. E' pur vero che finora la Beneamata non ha subito alcuna rete nei quattro incontri disputati con i lariani mettendone a segno otto ma la recente sfida di Coppa Italia giocata sotto anestesia da ambedue le formazioni non fa dormire sonni tranquilli alla tifoseria tutta. Tifosi ultras che per protesta non parteciperanno alla trasferta visto che non hanno accettato di comprare i biglietti per la partita di domenica sera attraverso i canali ufficiali del club comasco. Dopo l'esaltante vittoria contro la Roma l'Inter si presenta all'appuntamento rinsaldata nel morale e con il duo Calhanoglu-Barella protagonisti finalmente di una bella prestazione. Gli applausi di San Siro hanno fatto bene a Bastoni mentre ci sembra ancor giù di corda Dimarco, non ritornato ai suoi livelli abituali. Finalmente a Thuram è ritornato il sorriso dopo aver accolto a braccia aperte il ritorno di capitan Lautaro ed il suo rendimento ne ha positivamente risentito. Como che causa il pareggio friulano ora si sente tallonato dalle tre: Juve, Roma ed Atalanta e se non riuscisse a centrare l'obiettivo Champions almeno in Europa andrebbe sicuramente (unica sua presenza nella Mitropa della stagione 80-81). Poco importa se di giocatori stranieri ne schiera una valanga, provate a dirlo alla proprietà ed al Presidente Suwarso, meglio di no. Ragion per cui se domenica sera vi trovate dalle parti del Sinigaglia e vedete un lungo collo spuntare dalla panchina lariana, quello è "Nessie" Fàbregas, il nostro mostro che è pronto a giocare lo scherzetto alla capolista. Chivu avvisato ...
06 aprile 2026
Chiamatelo Lautaro e non Martínez
Il capitano è tornato e con lui l'Inter tutta ha riacquistato quella fiducia smarrita nelle ultime partite grazie ad una sua doppietta oltre al gol di Thuram (per il francese anche due assist che hanno favorito proprio l'argentino). Dicevamo del nome Lautaro che è la forma ispanizzata del nome Lef-Tradu che in mapudungun, la lingua del popolo amerindo dei Mapuche, significa "falco veloce". E' un nome particolarmante diffuso in Sudamerica e principalmente in Argentina e Cile, a Santiago il club Colo-Colo ha come simbolo proprio un indigeno mapuche. Dicevamo appunto di Lautaro che grazie al suo rientro ha fatto rinascere la banda Chivu che ha ritrovato nella serata di ieri orgoglio e convinzione. Tutto questo fin da un principio segnando la prima rete quando non erano passati neppure centoventi secondi. Il pareggio di Mancini non li ha demoralizzati, anzi, ed il raddoppio di Calhanoglu è stato l'episodio, anche a detta del tecnico Gasperini, che ha deciso l'incontro a favore della compagine nerazzurra. Il trio anzi il quartetto "bosniaco" composto da Bastoni, Barella, Dimarco e Pio Esposito (quest'ultimo subentrato nel finale) ha risposto da par suo e soprattutto il cagliaritano pare ritornato ai livelli di un tempo segnando anche il gol che oltre a mancare da tempo decretava "la Manita" a sfavore dei giallorossi. Ora testa al Como in lotta per il quarto posto e che nelle ultime quattro partite contro i nerazzurri (tre in campionato ed una di Coppa Italia) non ha mai segnato subendo otto gol. Cesc Fàbregas ne starà preparando qualcuna delle sue?
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