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Alessandra Azzurra Pericoli

20 Agosto 2026

In Casa Lazio


20 agosto 2026
Icardi sfuma, Dieng non supera le visite: il mercato accende il malumore dei tifosi

Il nome di Mauro Icardi aveva acceso per qualche giorno le speranze dei tifosi della Lazio, sia per il valore dell’attaccante argentino, libero sul mercato, ma soprattutto per quello che il suo eventuale arrivo avrebbe rappresentato. Dopo Frattesi, portare a Formello un centravanti dal curriculum di Icardi sarebbe stato un altro segnale forte: la dimostrazione della volontà di Claudio Lotito di rilanciare le ambizioni del club dopo mesi segnati dalla contestazione della piazza.

Icardi, il colpo che poteva cambiare il clima

La trattativa non è però decollata. Icardi ha preso tempo e alla fine ha detto no alla Lazio, mentre le difficoltà per arrivare a Pinamonti hanno spinto il club verso Bamba Dieng. È proprio in questo passaggio che il mancato arrivo dell’argentino assume un significato più ampio. Icardi era diventato, almeno nell’immaginario di parte della tifoseria, il possibile colpo capace di restituire entusiasmo e soprattutto di offrire a Lotito un argomento concreto contro chi da tempo accusa la società di ridimensionamento.

Da Icardi a Dieng, cresce il malumore

Il repentino passaggio da Icardi a Dieng ha alimentato lo scetticismo della piazza, soprattutto per il segnale che questa scelta ha trasmesso sul livello delle ambizioni del club (e non per il confronto tra i due giocatori). Repubblica ha raccontato la reazione dei tifosi parlando apertamente di stupore e rabbia. A infierire su una situazione già delicata sono state poi le criticità emerse sulle condizioni del ginocchio di Dieng, che hanno spinto la Lazio a non procedere con il tesseramento. Il mancato superamento delle visite mediche, infatti, ha ulteriormente complicato il quadro. In un ambiente già segnato dal boicottaggio degli abbonamenti e dalla dura contestazione contro Lotito, la vicenda del centravanti rischia quindi di diventare l’ennesimo simbolo della frattura tra società e tifoseria. Oltre alla situazione Icardi, a pesare è proprio la percezione di un mercato senza una direzione chiara e progressivamente al ribasso e che arriva in un momento non facile, in cui la piazza chiedeva segnali di rilancio.

16 agosto 2026
Lazio tra presente e passato: arriva Frattesi, saluta Immobile

La Lazio accoglie Davide Frattesi e, almeno sulla carta, ci sarebbero tutti gli ingredienti per parlare soprattutto del nuovo arrivato. Il centrocampista torna nel club in cui è cresciuto, arriva da una big come l’Inter e a Fiumicino ha già trovato tifosi pronti ad accoglierlo tra selfie e autografi. Sui siti e sui social biancocelesti l’entusiasmo non è mancato. Eppure, quasi nelle stesse ore, un’altra notizia ha finito per prendersi una parte importante dell’attenzione dei laziali: Ciro Immobile ha deciso di lasciare il calcio.

Ciro non gioca più altrove

Quando Immobile lasciò la Lazio nel 2024, per molti tifosi si trattò di un addio alla maglia, non ancora di un vero addio a Ciro. Prima il Besiktas, poi Bologna e infine il Paris FC: continuava a giocare e quindi, in qualche modo, restava “Ciro che gioca altrove”. Adesso cambia tutto. A 36 anni Immobile ha deciso di fermarsi e quella distanza diventa definitiva. Non c’è più una partita da controllare, un suo gol da rivedere con un’altra maglia o l’idea, anche solo lontana, di poterlo rivedere un giorno in campo all’Olimpico.

Il mercato guarda avanti, i tifosi per un attimo indietro

Forse è anche per questo che il ritiro di Immobile sta facendo più rumore emotivo dell’arrivo dei nuovi acquisti. Non perché Frattesi non piaccia o perché il mercato della Lazio non interessi, sono semplicemente due notizie che toccano corde diverse. Frattesi rappresenta quello che deve ancora succedere, Immobile ricorda quello che è già successo e che per otto anni ha accompagnato la vita dei tifosi laziali. Con 207 gol è il miglior marcatore della storia del club e il suo nome resta legato a una delle pagine più importanti della Lazio recente. Il mercato può quindi portare entusiasmo e curiosità. Ma in questi giorni basta leggere molte delle reazioni dell’ambiente biancoceleste per capire che il pensiero torna inevitabilmente a Ciro. Da oggi non è più l’ex capitano della Lazio che continua la sua carriera altrove. È, definitivamente, un ex calciatore. E per i tifosi laziali questa differenza pesa.

12 agosto 2026
Zaccagni ribalta il Frosinone, ora per la Lazio si fa sul serio

La Lazio chiude con un’altra vittoria un precampionato fin qui perfetto. A Frosinone finisce 2-1 per i biancocelesti, ma non è stata una passeggiata. I padroni di casa partono meglio e al 12' trovano il vantaggio con Calò. La Lazio reagisce quasi subito e dieci minuti dopo arriva il pareggio di Zaccagni con una bella conclusione al volo. Nella ripresa il ritmo si abbassa, anche per i tanti cambi. La partita sembra destinata all'1-1, poi al 90' arriva il rigore che decide tutto. Dal dischetto va ancora Zaccagni e non sbaglia: doppietta e rimonta completata.

Buoni segnali, ma c'è ancora da lavorare

Il risultato fa comodo, ma qualcosa da sistemare resta. La Lazio ha sofferto qualche ripartenza di troppo e in alcuni momenti la manovra è sembrata lenta. Niente di allarmante (siamo ad agosto!) però il tempo degli esperimenti sta finendo... e Gattuso lo sa. La nota più positiva è ancora Zaccagni. Due gol e la sensazione di essere già dentro la stagione, pronto a prendersi di nuovo un ruolo importante.

Ora c'è il Mantova

Archiviata l'ultima amichevole, adesso si fa sul serio. Domenica 16 agosto all'Olimpico arriva il Mantova per la Coppa Italia, primo impegno ufficiale della stagione. E lì conterà anche l'ambiente. I tifosi aspettano segnali dal campo, ma non solo. Il rapporto con Lotito resta complicato e il malumore di una parte della piazza non è certo sparito con una vittoria in amichevole. Il 2-1 di Frosinone non cambia tutto, ma almeno chiude la preparazione con un sorriso. Adesso servono risposte vere. Prima il Mantova, poi il campionato.

06 agosto 2026
Lazio-Ostia Mare, sgambata sotto il caldo: finisce 4-0 a Formello

Nel caldo torrido di Formello, la Lazio di Gennaro Gattuso ha superato 4-0 l’Ostia Mare nell’amichevole disputata il 5 agosto a porte chiuse. A firmare il successo biancoceleste sono state le doppiette di Ratkov, in gol al 19' e al 41', e di Mattia Zaccagni, a segno nella ripresa al 73' e al 79'. L’avvio è stato più equilibrato di quanto dica il risultato: l’Ostia Mare ha anche colpito un palo con Tonin, sfiorando il vantaggio.

Il controllo della gara e il sigillo finale

La Lazio, però, ha preso rapidamente il controllo della gara grazie al giovane attaccante serbo Ratkov, bravo a sbloccare il risultato di testa su calcio d’angolo e a raddoppiare poco prima dell’intervallo. Nella ripresa, i numerosi cambi e il calo degli ospiti hanno favorito i biancocelesti. Zaccagni ha chiuso definitivamente i conti con due inserimenti vincenti, fissando il punteggio sul 4-0.

Curiosità storiche

Il test, in quanto condizione isolata e senza pubblico, è servito a Gattuso per provare schemi e ritmi di pressione in totale tranquillità, in vista degli impegni ufficiali di agosto. La sfida ha riportato alla memoria le precedenti amichevoli tra Lazio e Ostia Mare, disputate nel 1979, 1985 e 1993 allo storico Stadio Stella Polare di Ostia. Un curioso dato statistico accompagna quei precedenti: in due casi su tre, la Lazio concluse la stagione successiva con la retrocessione in Serie B. Una semplice coincidenza, naturalmente, o come si usa dire in questi casi: “ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale”.

10 luglio 2026
Il triste Mondiale del tifoso laziale

Zero giocatori convocati al Mondiale: per la prima volta negli ultimi quarant'anni, la Società Sportiva Lazio vive l'assenza totale alle convocazioni ai Mondiali. Questo record negativo testimonia l’involuzione tecnica della rosa, a cui si contrappone la sola eccezione di Lionel Scaloni, ex bandiera biancoceleste ora CT dell'Argentina. Altro che rilancio della campagna abbonamenti! Per una tifoseria abituata ai campioni internazionali, guardare il torneo americano da spettatrice passiva è una grande amarezza. Mentre le altre big della Serie A festeggiano i propri tesserati in giro per il mondo, la squadra si ritrova orfana di rappresentanti, prova concreta di un ridimensionamento gestionale che non deve passare inosservato. L'unico filo conduttore con la massima competizione resta l’ex difensore Scaloni, un legame nostalgico che amplifica quel vuoto lasciato da un progetto sportivo sempre più votato al ridimensionamento. Ieri, la prima giornata di prelazione riservata ai vecchi abbonati si è chiusa con meno di 100 tessere sottoscritte. Il malcontento dei tifosi ha ampiamente superato il limite di guardia, la tifoseria diserterà in massa optando per uno sciopero a oltranza. L'obiettivo è irremovibile: la totale e incondizionata abdicazione della presidenza di Claudio Lotito, considerata l'unica vera responsabile di questo declino strutturale. Secondo quanto riportato da varie testate in questi giorni, Lotito potrebbe pagare a caro prezzo l’assenza di spettatori allo stadio la prossima stagione. Si parla infatti di quasi 8 milioni di euro in meno nelle casse del club, cifra che corrisponderebbe all’incasso portato nell’ultima annata dai 30.000 tifosi abbonati.

Ma questo, tutto sommato, sarebbe solo il male minore.

05 luglio 2026
Il Muro Contro Muro della Capitale: Lotito risponde alla piazza - Parte 3

Lotito ha rispedito le accuse al mittente, blindando la propria posizione attraverso i risultati concreti della sua gestione: "Intorno alla mia persona c'è un clima che non rende affatto merito a ciò che ho fatto per questo club. Con Lotito il risultato economico e sportivo è garantito, questo ci tengo a ricordarlo sempre. Io non bado alle contestazioni di piazza, bado ai fatti". Ha poi incalzato giocando la carta dello stadio Flaminio, per rispondere concretamente alle accuse di immobilismo e per depotenziare la spallata politica di Rocca, Lotito ha rilanciato con forza il tema del rinnovo dell’infrastruttura: "Stiamo portando avanti il progetto per la riqualificazione dello Stadio Flaminio, che rappresenterà un'occasione di sviluppo epocale sia per la Lazio sia per la città di Roma". Una menzione strategica quella del Flaminio, proprio all'indomani del corteo, atta a dimostrare alle istituzioni e alla città che la proprietà ha una visione a lungo termine e non ha alcuna intenzione di cedere alle pressioni della piazza.

05 luglio 2026
Il Muro Contro Muro della Capitale: La protesta diventa un caso politico - Parte 2

L’aspetto più singolare e dibattuto del corteo biancoceleste è stato l’intreccio tra dinamiche sportive e politiche. La presenza alla manifestazione di Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio ed esponente di Fratelli d’Italia, ha aperto un caso politico particolarmente significativo. Pur appartenendo alla stessa maggioranza di governo, Rocca e Lotito (senatore della Repubblica Italiana eletto nelle file di Forza Italia) si sono ritrovati su fronti opposti quando il tema è diventato la gestione della Lazio. Alleati nei palazzi della politica ma antagonisti sul terreno della passione calcistica romana, Rocca ha scelto di schierarsi al fianco dei tifosi, prendendo le distanze dalla linea del patron biancoceleste. «La passione va ascoltata. Sono qui perché c'è una sofferenza reale della tifoseria. Un club non è solo un’azienda privata, è patrimonio di identità popolare. Lotito deve sedersi e ascoltare la sua gente», ha dichiarato il presidente della Regione. La frattura ha superato i confini dello stadio diventando un tema di consenso popolare che richiede una vera e propria rivoluzione strutturale e filosofica. I tifosi accusano la presidenza di applicare una gestione che va a risparmio, mirata solo a vincere i bilanci anziché concentrata sulla competitività sportiva.

05 luglio 2026
Il Muro Contro Muro della Capitale: Analisi del Corteo Biancoceleste - Parte 1

Ne avevamo parlato qualche giorno fa, annunciando la sentita manifestazione di giovedì 2 luglio 2026, che ha segnato il punto di non ritorno nei rapporti tra il popolo laziale e la presidenza di Claudio Lotito. Con circa 20.000 persone in strada tra Ponte Milvio e il Flaminio, l’evento si è attestato come la più imponente contestazione mai registrata contro l’attuale gestione societaria. In un clima ad alta densità emotiva, colorato da migliaia di bandiere, torce e fumogeni, l'evento ha mantenuto il tono pacifico e senza incidenti di ordine pubblico. La presenza dell’aquila Olympia in piazza, portata dallo storico ex falconiere Juan Bernabé, ha rappresentato lo “sfratto simbolico” della tradizione del club dalla gestione attuale. A Piazzale Ankara i portavoce hanno ribadito lo slogan “O noi o lui”, definendo il presidente un “ladro di sogni”. Come esito della protesta è stato annunciato il boicottaggio della campagna abbonamenti 2026/2027, che porterà la Curva Nord a rimanere vuota con l’obiettivo di colpire i ricavi e l’immagine del club. La richiesta della tifoseria resta chiara e non negoziabile: la cessione delle quote di maggioranza della società a nuovi investitori, nella convinzione che solo un cambio di proprietà possa rilanciare la Lazio sul piano sportivo e internazionale.