Vai al contenuto principale

Stefano Brianti

25 Ottobre 2026

In Casa Parma


Le aquile biancoazzure, ieri sera, non hanno perdonato. Lazio-Parma 2-1, un risultato che dice poco e dice tutto: la squadra di Gattuso sale a 22 punti e vola in vetta, quella di Gilardino incassa la terza sconfitta consecutiva e scivola in piena zona rossa.Il risultato finale è fuorviante solo per il tabellino perché il gol di Simone Lontani al 95' – tiro-cross di sinistro dal limite su assist di Fabbian – è un sussulto tardivo e fortunoso che non cancella almeno 70 minuti di sofferenza.

Le scelte di Gilardino che non convincono.

Due nodi su tutti, e sono scelte di gestione prima che tattiche.

Il primo:  Edoardo Corvi

Il portiere, titolare ininterrottamente, avrebbe meritato un turno di riposo. Con Daffara – e Ghidotti – in panchina e pronti alla chiamata, insistere su Corvi in un momento di evidente appannamento della retroguardia è una forzatura. Ha colpa diretta sul gol preso dalla classica “partenza dal basso” e la difesa ha ormai bisogno di scosse e di gerarchie rimescolate.

Il secondo:  Simone Lontani 

Il giovane più brillante dell'ultimo mese, l'unico a dare imprevedibilità tra le linee, parte ancora dalla panchina. Entra al 63' al posto di Ordóñez e in mezz'ora crea di più di tutta la mediana messa insieme, fino a trovare il fortunoso gol. La domanda è inevitabile: perché non nell'undici titolare? In una partita dove serviva coraggio, la sua esclusione iniziale è un segnale di eccessiva prudenza.

Diego Carlos, serata da dimenticare

Se c'è un simbolo del momento gialloblù è  Diego Carlos. Il centrale esperto, chiamato a guidare la linea a cinque, ha vissuto una serata di sofferenza fisica e tecnica. Sovrastato da Noslin, Zaccagni e Frattesi, in ritardo nelle chiusure, ha culminato la sua prestazione con l'autorete del 58' che ha di fatto chiuso la partita: un cross basso di Nuno Tavares deviato nella propria porta. Sostituito al 72' da Frigan, la sua uscita è stata quasi una “liberazione”.

La mediana non costruisce

Il problema più grave però è in mezzo. Con Sierro ammonito e sostituito all'intervallo da Bernabè, Keita e Ordóñez incapaci di dare ritmo e verticalità, il Parma ha avuto solo il 33% di possesso palla e ha effettuato appena 8 tiri totali verso la porta laziale. Nessuna costruzione offensiva, nessun filtro davanti alla difesa, nessun collegamento con Romero e Touré, lasciati isolati a lottare contro Sutalo e Provstgaard. Il Parma non ha un problema di finalizzazione, ha un problema di creazione.

Mercoledì il Tardini non può più aspettare la vittoria

E adesso arriva l'esame più delicato.Mercoledì al Tardini arriva l'Udinese. Non è più una partita come le altre: è uno scontro diretto per la salvezza, è la possibilità di spezzare una striscia di 4 sconfitte nelle ultime 5, è l'occasione per ritrovare un pubblico che ieri sera, sia allo Stadio Olimpico  e anche da lontano, ha sofferto con la squadra. Servirà coraggio nelle scelte: forse davvero dare fiato a Corvi e lanciare Daffara, dare a Lontani le chiavi della trequarti dal 1', ritrovare Diego Carlos o avere il coraggio di cambiarlo. Lazio-Parma ha detto che il tempo degli alibi è finito. Mercoledì non si può sbagliare.