

Marco Gherardi
In Casa Roma
25 marzo 2026
Roma, ecco chi sono i giocatori impegnati con le nazionali
La Roma continua a lavorare a Trigoria nonostante la sosta per le nazionali, nonostante l'assenza di alcuni giocatori impegnati con le proprie selezioni. Nella seduta di ieri pomeriggio si è rivisto in gruppo Soulé, che dopo i problemi legati alla pubalgia proverà ad essere a disposizione per il finale di stagione. Gasperini dovrà svolgere il lavoro senza 12 giocatori, che sono partiti in vista di amichevoli e qualificazioni ai mondiali. Tra gli italiani, con la speranza che aiutino la nazionale ad accedere alla prossima Coppa del Mondo, ci sono Cristante, Mancini e Pisilli. Venturino invece sarà impegnato con l'U21. Tra gli altri convocati per le qualificazioni ai mondiali ci saranno Celik con la maglia della Turchia e Ziolkowski con quella della Polonia. Amichevole di lusso per Wesley in Brasile-Francia, mentre Malen, El Aynaoui e Tsimikas scenderanno in campo per le amichevoli previste venerdì. Ndicka invece giocherà contro Corea del Sud e Scozia. Tra i convocati anche Giorgio De Marzi, terzo portiere dei giallorossi impegnato con gli Stati Uniti.
23 marzo 2026
Il giorno dopo Roma-Lecce
Inevitabilmente, la Roma il colpo lo ha incassato. Le cinque partite senza vittoria, dalla Juventus fino all'eliminazione dall'Europa League con il Bologna, sono costate tanto ai giallorossi in termini di motivazione e di energie. In queste gare la Roma ha subito 12 gol, tanti quanti nelle precedenti 17 partite tra tutte le competizioni. La tensione era nell'aria, il Lecce poteva rappresentare un ostacolo enorme. Non riuscire a portare a casa i tre punti significava rinunciare con ogni probabilità alle ambizioni europee, non solo parlando di Champions League. Il ritmo partita basso, un avversario chiuso e una gara bloccata sullo 0-0. A tutto questo si aggiungono i fischi dell'Olimpico a fine primo tempo, segno di uno stadio ancora frustrato e deluso dalle ultime due settimane. Le continue assenze ed infortuni hanno portato Gasperini ad affidarsi a quattro cambi su cinque composti da giocatori nati dopo il 2003, segnale di chiara emergenza. Il quinto è Angelino, che, salvo 10 minuti in due partite di Europa League, non si vedeva in campo dal 28 settembre. Lo spagnolo è stato accolto da un'ovazione gigantesca dall'Olimpico, che forse ha finalmente ritrovato uno dei giocatori più importanti della scorsa stagione. Sostituzioni che, seppur abbiano abbassato il tasso tecnico, hanno portato forze fresche ad una squadra evidentemente stanca. Basti pensare a Mancini e Pisilli, con il primo che è uscito all'intervallo per un fastidio e il secondo che ha terminato esausto gli ennesimi 90 minuti stagionali. L'ingresso di ragazzi giovani, ma motivati, ha cambiato la partita. Ancora una volta il simbolo è stato Robinio Vaz, spesso criticato per il peso economico che si porta dietro di sé. Parliamo comunque di un classe 2007, inserito in un altro paese e in un altro campionato. Un segnale positivo è arrivato anche dal reparto difensivo, che torna a tenere la porta inviolata dopo le lacune delle ultime partite. Ieri sera, più che sul piano tecnico con una Roma qualitativamente superiore, l'attenzione andava posta su quello mentale. La risposta è stata quella di un reparto vigile e concentrato. La sosta per le nazionali arriva in un momento in cui è necessario prendersi del tempo per lavorare e recuperare energie. Diversi giocatori saranno comunque impegnati con le rispettive nazionali, ma altrettanti avranno modo di riprendersi e di tornare al massimo della forma. Tutto questo per ritrovare serenità davanti a un finale di stagione pieno di insidie, con una partita a settimana e un obiettivo complicato ma non del tutto impossibile: tornare in Champions League.
20 marzo 2026
Il giorno dopo Roma-Bologna
Per i tifosi neutrali è stata una grande serata di calcio, con gol e spettacolo. Per quelli del Bologna è stata l'ennesima prova di consapevolezza di un club con un progetto serio e sostenibile, che può puntare a grandi obiettivi. Se i tifosi della Roma a fine partita hanno rispedito i giocatori negli spogliatoi, dopo aver infuocato l'Olimpico con un'atmosfera infernale, allora bisogna rivedere qualcosa. Uscire agli ottavi in casa davanti ai propri tifosi non è da grande squadra, tantomeno da ''Champions League''. E' la seconda volta che accade in stagione, era già successo in Coppa Italia con il Torino. Questa volta, però, è ancora più grave. Perché il senso di rivalsa che dovrebbe pervadere quantomeno i presenti nella maledetta notte di Budapest, non può portare a inseguire il risultato dopo 22 minuti. I meriti del Bologna ci sono e vanno riconosciuti. Una squadra preparata, con giocatori di valore sia nell'11 titolare che nelle rotazioni. Una differenza è proprio lì, nelle sostituzioni. Sei cambi di Italiano, quattro di Gasperini, di cui uno forzato dopo venti minuti e due ai supplementari. Nel secondo tempo il Bologna inserisce Casale, Dallinga, Cambiaghi e Orsolini, la Roma Robinio Vaz. Quattro giocatori esperti, freschi e vivaci contro un ragazzo, seppur di prospettiva, alla sesta presenza in Europa. Hanno inciso gli infortuni, uno staff medico troppo incerto (basti pensare alle situazioni di Dybala, Soulé e Ferguson) e un mercato di gennaio che oltre a Malen non ha aggiunto niente di particolare. La Roma non vince da un mese, è fuori dalle coppe a marzo e sesta in campionato, dietro a Como e Juventus. Uno scenario impensabile fino al minuto 92 proprio di Roma-Juventus, con il gol di Gatti che è la principale sliding door della stagione della Roma. La gara di ieri potrebbe essere la seconda, ma ancora più pesante. La classifica vede ancora i giallorossi a -3 dal quarto posto, ma la realtà è quella di un ambiente deluso, con il morale a terra e poche certezze a cui aggrapparsi. In due settimane la Roma sta rischiando, se non lo ha già fatto, di vanificare una stagione iniziata nel migliore dei modi. Forse il problema è stato proprio quello, tale da creare troppe aspettative su una squadra che non gioca la Champions League da otto anni. ''Roma non è stata costruita in un giorno'' è stata tra le frasi più utilizzate nell'ultimo anno e mezzo. A Gasperini serve tempo, ai giocatori ed alla società anche. Adesso, con una partita a settimana, il tempo c'è. Vedremo se ci saranno anche l'orgoglio e la volontà di riscattarsi.
16 marzo 2026
Il giorno dopo Como-Roma
La sconfitta di ieri contro il Como riporta definitivamente con i piedi per terra l'ambiente giallorosso. Come in due degli ultimi tre scontri diretti, la Roma passa in vantaggio con un gol cercato. Il rigore di Malen nasce da una pressione a tutto campo e dal recupero del pallone di un generoso El Shaarawy. E' stata fin da subito una gara tattica ad alto ritmo, lo si poteva immaginare. Era altrettanto prevedibile il dominio territoriale del Como, che dal gol di Malen in poi ha sempre fatto la partita. I lariani macinano occasioni, con una Roma più attendista e compatta. Gasperini è riuscito anche a prepararla bene, focalizzandosi sulle preventive alternando pressing altissimo e blocco basso. Poi un Como dilagante travolge la diga giallorossa. La Roma terminerà la partita con 3 tiri totali e uno in porta, il calcio di rigore. Mai così male da questo punto di vista in stagione. Ancora una volta è un errore individuale a propiziare il gol degli avversari. E' il turno di Hermoso, che si fa scappare Douvikas in un malinteso con la linea di difesa. Un errore per certi versi simile a quello di Ndicka contro l'Inter nella gara d'andata. Il Como domina, mentre la Roma fatica ad arrivare da Malen ma resta in partita. L'episodio che condiziona la gara e condanna i giallorossi arriva al minuto 64 ed è l'ennesimo ''orrore'' arbitrale del campionato. Diao in campo aperto si lascia cadere in un contatto con Wesley e Rensch. La mano sul corpo del senegalese è di Rensch, ma Massa ammonisce Wesley. Secondo giallo e Roma in dieci uomini. Altro disastro arbitrale e altro segnale che richiama la necessità di rimodellare un regolamento assurdo. Qualche minuto dopo Diego Carlos stende Robinio Vaz al limite dell'area, con il francese sul punto di arrivare sul pallone. Solamente cartellino giallo per il match winner della serata. Si tratta del secondo errore consecutivo a sfavore della Roma, dopo il rigore negato a Genova che aveva fatto infuriare Gasperini. Dall'espulsione in poi, ogni analisi tecnico-tattica è superflua, con i giallorossi completamente in balia del Como.
La squadra di Fabregas era sicuramente uno degli avversari peggiori da incontrare, con un calcio stellare e giocatori di qualità fuori dal comune. Il periodo di forma della Roma è decisamente negativo, come certificano le sole due vittorie nelle ultime dieci partite. Un trend da invertire, una strada da ritrovare e una coppa da puntare. Sono questi gli obiettivi della settimana della Roma, in attesa del ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna.
14 marzo 2026
Roma, dentro l'avversario: il Como, la prova del nove
Prima del ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna, la Roma affronta il Como nella terza trasferta in sette giorni. La squadra di Fabregas è la favola del campionato, un gruppo formato da giocatori giovani e forti che giocano, insieme all'Inter, il miglior calcio in Italia. I lariani sono quarti in classifica a pari punti con la Roma e quello di domani sarà uno scontro più che diretto per la Champions, in attesa del risultato della Juventus.
Il Como è primo in Serie A per possesso palla e ultimo per numero di lanci lunghi. Tradotto: il pallone va tenuto e allontanato il meno possibile. Si tratta anche della seconda squadra per tiri in porta tentati dopo l'Inter, oltre ad essere il terzo miglior attacco e la seconda miglior difesa del campionato insieme alla Roma. I dati certificano che la squadra di Fabregas non solo domina il possesso, ma riesce anche a trasformarlo in occasioni da gol.
All'andata finì 1-0 con la firma di Wesley e una prestazione perfetta della Roma, che riuscì a mettere in difficoltà il Como con una pressione altissima. In quella partita è passata in secondo piano l'assenza del giocatore più importante per la costruzione del Como: Maximo Perrone. Nella scorsa gara, l'argentino è uscito per infortunio e sulla sua presenza dal primo minuto, Fabregas ha dichiarato ''60% no, 40% sì'', ma dovrebbe essere della partita. A disposizione anche Diao, che torna tra i convocati. Davanti a Butez, l'arma in più per la costruzione dal basso, i difensori centrali non si toccano, con Ramon e Kempf confermati. A destra Smolcic è in vantaggio su Van Der Brempt per una maglia da titolare, come Valle su Moreno a sinistra. In mediana l'insostituibile Da Cunha sarà affiancato da uno tra Sergi Roberto e Caqueret nel caso in cui non ce la facesse Perrone, il cervello del Como. La punta sarà probabilmente Douvikas e alle sue spalle ci saranno i due giocatori più pericolosi del Como. Nico Paz e Baturina, il 10 e il 20, sono due calciatori stellari, in grado di decidere le partite con una giocata. Per il primo 9 gol e 6 assist in campionato, per il secondo 5 gol e 3 assist: numeri che parlano da soli.
La spettacolare sfida di domani sarà decisiva per non staccarsi dal quarto posto e tornare a vincere, con i tre punti che mancano dal 22 febbraio. La partita sarà complicata e l'avversario è di livello assoluto, ma la Roma ha dimostrato di saper fare la prestazione anche contro le grandi squadre. Fino ad ora è mancato solo il risultato. Domani sarà fondamentale.
13 marzo 2026
Roma, adesso è ufficiale: Eurobet.live è il nuovo Main Sponsor
Nella giornata di oggi è arrivata l'ufficialità dell'accordo come nuovo Main Sponsor con Eurobet.live. Si tratta di una piattaforma di livescore dedicata agli appassionati di calcio per la consultazione in tempo reale dei risultati sportivi e delle statistiche approfondite di oltre 30 sport. L'accordo pluriennale sarà fino al 2029 e permetterà alla Roma di incassare 16 milioni a stagione (bonus inclusi) per un totale di oltre 50 milioni di euro. L'esordio con il logo Eurobet.live sulla maglia sarà già domenica contro il Como. Oggi si è tenuta anche la conferenza stampa di presentazione presso il Salone delle Colonne. All'evento, oltre ad Andrea Faelli, CEO Eurobet, e Michael Gandler, responsabile commerciale della Roma, erano presenti anche Claudio Ranieri e Ricky Massara. Con loro, ha preso la parola anche il mister Gian Piero Gasperini, che ha dichiarato la collaborazione ''un investimento importante che rende le maglie ancora più belle di quanto non lo siano già''. Il tecnico di Grugliasco ha poi dichiarato decisivo questo momento della stagione, in attesa dello scontro diretto di domenica al Sinigaglia con il Como.
07 marzo 2026
Roma, dentro l'avversario: il Genoa di De Rossi
Una Roma imbattuta da quattro partite, ma ancora scossa dall'ultimo quarto d'ora contro la Juve, arriva a Genova per dare continuità a questo trend positivo. Davanti trova un Genoa affamato e bisognoso di punti. Il Grifone si trova a +3 dal terzultimo posto con una sola vittoria nelle ultime 5, poi il pareggio contro la Cremonese e le sconfitte con Lazio, Napoli e Inter. Il dato migliora considerando le gare interne dei rossoblù, che al Ferraris hanno realizzato tre vittorie nelle ultime quattro. All'andata la Roma vinse 3-1 dominando interamente la sfida, con il commovente saluto di Daniele De Rossi alla Curva Sud a fine partita. Domani sarà diverso, al Grifone servono punti e si giocherà una vera e propria battaglia. Il Genoa è primo in Serie A per duelli vinti, dotata di grande fisicità ma anche di giocatori di qualità dalla trequarti in avanti. Spesso tende a lasciare il controllo del gioco agli avversari, senza però schiacciarsi troppo nella propria area di rigore. Sviluppa la costruzione con i tre difensori centrali e un centrocampista, per poi sfruttare le corsie laterali da cui provengono diversi cross. La prima novità rispetto all'andata è Bijlow tra i pali, portiere ex Feyenoord che ha già incontrato tre volte la Roma, tra cui la finale di Conference League a Tirana. In difesa il ballottaggio è Marcandalli-Otoa, mentre confermati Ostigard e Vasquez. Sulle fasce ci sono i veri punti di forza della squadra di De Rossi: Martin a sinistra ha già un gol e quattro assist in campionato, mentre è ancora in dubbio la presenza di Norton-Cuffy, al rientro dall'infortunio. I due di centrocampo garantiscono qualità e quantità: Frendrup è il cervello del Genoa, da lui passano tutti i palloni in impostazione. Occhio anche a Malinovskyi e al suo mancino, che Gasperini conosce bene dai tempi dell'Atalanta. Sulla trequarti è in dubbio l'ex di turno Baldanzi, mentre davanti Vitinha e Colombo, con quest'ultimo in panchina all'andata e favorito su Ekuban.
La partita di domani sarà uno snodo cruciale per entrambe: il Genoa per la salvezza, la Roma per la Champions. De Rossi e Gasperini contro il proprio passato, il Genoa e la Roma contro il proprio futuro.
06 marzo 2026
Roma, Dybala si opera: stagione finita?
Il calvario che da anni tortura Paulo Dybala sembra non avere fine: l’argentino si opera. Era stato convocato nell’ultima gara contro la Juventus senza scendere in campo, poi altri segnali positivi che lo vedevano sul punto di rientrare in gruppo. Dopo soli dieci minuti di allenamento con i compagni un nuovo stop: il ginocchio sinistro fa ancora male e il dolore non è passato. Di qui la decisione di operarsi, con Dybala che è arrivato questa mattina a Villa Stuart dal Professor Mariani per sottoporsi all’intervento chirurgico in artroscopia al ginocchio sinistro e scoprire la natura degli incessanti dolori. Presente anche Francesco Totti in clinica per assistere all’ingresso dell’argentino. La Joya non gioca dalla gara casalinga contro il Milan del 25 gennaio e con la trasferta di Genova saranno 15 le partite saltate per infortunio in questa stagione. Difficile ipotizzare i tempi di recupero, ma si pensa ad almeno un mese di stop che potrebbe protrarsi fino al termine della stagione. La speranza è quella di ritrovare Dybala per l’ultima parte di campionato e di poterlo salutare come merita prima del sempre più probabile addio a fine stagione.
02 marzo 2026
Il giorno dopo Roma-Juventus
Terzo scontro diretto del 2026 e terzo pareggio. La Roma, con il 3-3 di ieri sera non ha compromesso nulla: si trova al quarto posto in classifica a +3 dal Como e a +4 dalla Juventus. Come ha confermato Gasperini nel post-partita, un punto prima del fischio d’inizio sarebbe stato un risultato soddisfacente. Se poi si congiunge ad una prestazione quasi impeccabile per 75 minuti, con un’espressione di gioco di qualità e cuore, allora il bicchiere è da vedere mezzo pieno. Il quarto d’ora finale, però, pesa tanto soprattutto sul sapore che lascia questa partita: una gara travolgente con un vantaggio di due gol rimontata per due volte sugli sviluppi di un calcio piazzato. La stessa situazione di due settimane fa al Maradona, quando la passività della Roma nei minuti finali è stata punita dal gol di Alisson Santos. Una dinamica che si è presentata anche contro la Juventus in occasione del primo e del terzo gol, con due falli ingenui di Pellegrini ed El Aynaoui e la difesa dei giallorossi poco reattiva. Da una parte il posizionamento corretto dei giocatori in marcatura, dall’altra la paura di vincere partite del genere e di non saperle gestire. A mancare è stato proprio l’aspetto della gestione di un risultato ormai da archiviare, quando da un corner a favore al 91esimo minuto la Roma decide di tornare da Svilar invece di guadagnare secondi preziosi. Neanche due minuti dopo l’angolo arriva il gol di Gatti. C’è rammarico per non aver sfruttato la possibilità di portarsi a +7 dalla Juventus, ma il morale a terra non è sicuramente un’opzione. Il percorso intrapreso fin qui dalla squadra di Gasperini è decisamente positivo e lo testimonia la prestazione di ieri sera di un gigantesco Pisilli, oltre a quelle dei due esterni di centrocampo e del solito Malen, che con 6 gol in 7 partite è già diventato il miglior marcatore della Roma. Un bel gioco espresso, tante occasioni da rete create, la superficialità nel finale e un segnale chiaro: per andare in Champions servirà combattere fino all’ultima giornata.
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