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Editoriale

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Carlo Bianchi

04 Agosto 2026

Editoriale


Gli stadi in Italia: farsa o pantomima?

Gli stadi in Italia: farsa o pantomima?

Sembra irreale quanto sta succedendo in Italia riguardo agli stadi prescelti per l'Europeo 2032 ma è tutto vero. Quasi un Mistero Buffo ricordando le gesta di quell'artista da Premio Nobel, conosciuto come Dario Fo. Veniamo per gradi.
 
La Turchia
Dapprima ricordiamo che è stata la Turchia a permetterci di accodarci nell'organizzazione dell'Europeo fra sei anni avendo loro già pronti ben otto stadi con possible ampliamento a dieci. Noi invece siamo ancora alla conferma delle sedi con calma piatta sugli impianti. Una volta si era sotto l'egida del CONI, che tramite la Sisal ed il Totip finanziava tutto lo sport italiano ma che aveva il potere economico di pretendere che ogni stadio fosse munito di regolare pista d'atletica. Di queste agevolazioni le varie amministrazioni locali ne traevano benefici e non solo d'immagine (ci siamo capiti) mentre da tempo ormai gli introiti provenienti da quelle fonti sono stati completamente azzerati. Anziché rimboccarsi le maniche e trovare altre fonti di finanziamento si cerca di mettere i bastoni fra le ruote nella realizzazione di nuovi impianti.
 
Le proposte
A Roma si parla addirittura di tre stadi: l'Olimpico che prevede un investimento di poco inferiore al 200 milioni, il nuovo della AS Roma in quel di Pietralata (punto interrogativo), per non parlare del Flaminio di pura competenza del Presidente-Senatore Lotito. A Napoli abbiamo la ristrutturazione del San Paolo, che dovrebbe essere finanziata da Comune e Regione, oltre che un nuovo progetto targato De Laurentiis ma che finora ha visto solo l'individuazione della zona (i più scettici e con verve tipicamente partenopea si augurano che non sia quella dei Campi Flegrei o della Terra dei Fuochi). La grande Milano da bere non può certo fare la voce grossa anche perché il nuovo impianto targato Inter-Milan ha visto per il momento l'abbattimento della sola Biglietteria Sud ma altri mezzi pesanti non se ne vedono da quelle parti. Per non parlare della pseudo ristrutturazione del Franchi di Firenze, là dove non si può toccare nemmeno una mattonella del vecchio impianto per non fare rivoltare dalla tomba l'architetto Berta. Che dire poi del Barbera di Palermo con problemi da parte della Giunta Comunale preoccupata di perdere le entrate degli attuali parcheggi adiacenti? Tralasciamo di citare le altre città per non tediarvi ulteriormente.
 
La morale
Come vedete una situazione davvero inverosimile che solo l'arte di un vero guitto riuscirebbe a sdrammatizzare pur sapendo che poi la sua vita artistica continuerebbe nella miseria. Gli attori da strapazzo sono altri, costituiscono una vera compagnia di girovaghi che stanno rendendo l'Italia alla stregua di un piccolo borgo nel quale sono soliti esibirsi. Dario Fo da vero giullare di corte li smaschererebbe tutti.