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Editoriale

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Carlo Bianchi

05 Luglio 2026

Editoriale


Il sogno americano trasformato in un vero bluff

Il sogno americano trasformato in un vero bluff

Ed anche questo 4 Luglio ce lo siamo tolti dai ... sermoni. Festa grande quella di ieri per i 250 anni dell'indipendenza del paese a stelle e strisce, tutto iniziò nel 1773 (ma pensate che qualcuno da quelle parti lo sappia?) con la rivolta del tè quando i coloni americani si ribellarono ad anni di sopprusi del potere inglese gettando a mare enormi quantità di tè che arrivava sulle loro coste ma gravato di insostenibili dazi. Una Gran Bretagna che, causa la guerra dei sette anni e l'enorme deficit economico accumulato, si rese protagonista nell'innalzare la tasse verso le proprie colonie situazione che provocò la ribellione degli americani visto che un accordo con la corona britannica non si sarebbe mai potuto raggiungere. Fa sorridere leggere questi dettagli alla luce della situazione attuale.
 
Festa grande
Ieri c'e stata la consacrazione della festa più amata dagli americani, unitamente al Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day) nel quale i tacchini e le tacchine fanno a botte per sfuggire alla cattura. L'americanata negli stadi del Mondiale ha del patetico oltre che anacronistico. Sotto l'egida di un finto liberalismo che tutti celebrano anzi non tutti visto che almeno il 50% la pensano diversamente dal loro presidente. La festa consiste, tanto per cambiare, in barbecue all'aperto, non importa se si tratta di un piccolo giardino ricavato dietro casa od un grande parco cittadino, l'occasione è ghiotta per una grigliata che poi è la quinta essenza del ragionamento americano. Costine di maiale, salsicce ed hot-dog fanno bella mostra sulle griglie di tutto il paese, oltre che lattine e bottiglie di birra annacquata per completare l'opera. Che non manchino le salse di tutti i gusti e colori alla faccia degli asterischi sulle proprie analisi.
 
Stessa situazione
Lo stesso panorama si è visto negli stadi, gente indaffarata a conquistarsi un posto non sulle tribune ma nei numerosi posti ristoro che pullano negli impianti, se poi le due pause dell'Hydration Break vengono istituzionalizzate ancor meglio. Sui prezzi meglio non parlare visto che i nostri amici presenti negli USA ci parlano di un vassoietto di insalata mista (praticamente quattro foglie di lattuga e dieci palline di mais) viene pagata 25 dollari, forchetta in plastica a parte. Una porzione che per una tartaruga delle Galapagos la porterebbe a ritirarsi nel proprio guscio. Una bottiglietta d'acqua da 33 cc a 7 dollari per non parlare di una Coca Light o Zero fatta con polveri e shakerata con acqua del rubinetto. Se poi vi venisse in mente di frequentare un ristorante, lasciate ogni speranza voi che entrate. Per una pasta ed una T-Bone steak il prezzo supera i 100 dollari, vino escluso e mancia istituzionale a parte. Sui mezzi pubblici neanche parlarne, prezzi decuplicati mentre Uber e taxi si sfregano le mani avendo triplicato le proprie tariffe. Con questo panorama come dar torto a chi si faccia di Fentanilo e si dimentichi di essere a questo mondo?