
Carlo Bianchi
13 Luglio 2026
Editoriale
Iñaki e Nico Williams, davvero una bella storia
Iñaki e Nico Williams, davvero una bella storia
Una bellissima storia quella dei due fratelli Williams, figli di immigrati ghanesi ma che per propria volontà militano ora in due nazionali diverse. Iñaki, il maggiore, in quella ghanese e Nico in quella spagnola, ambedue però giocatori dell'Athletic.
I trascorsi
I loro genitori María Confort Arthuer e Félix Williams sono stati protagonisti di una storia quanto mai avvincente e non priva di significati profondi. Si conobbero entrambi in Ghana e per uscire dalla povertà il loro primo obiettivo fu quello di raggiungere il Regno Unito, anche per una questione di lingua. Un amico di Félix gli suggerì che per mille dollari avrebbero potuto raggiungere facilmente la Spagna e così fecero mettendosi nella mani dei soliti trafficanti. Il cammino come spesso succede fu estremamente lungo, tortuoso e soprattutto pericoloso avendo attraversato il Sahara oltre che ben otto paesi fra i quali Nigeria, Libia, Algeria e Marocco prima di approdare a Melilla. Furono appiedati nel ben mezzo del cammino, fatti scendere dal furgone che li avrebbe dovuti portare verso una meta per così dire sicura. Senza acqua nè cibo per alcuni giorni (tralasciamo i dettagli sui bisogni fisiologici) costretti a bere finanche il proprio liquido organico. Furono costretti a camminare scalzi nel deserto a cinquanta gradi oltre che essere testimoni delle morti di alcuni loro compagni di sventura che non ce la fecero.
Arrivo alla meta
Finalmente nel 1994 arrivarono a Melilla, saltarono la recinzione quando María era incinta, pur senza saperlo, del primogenito Iñaki. Furono detenuti e solo l'intervento di un avvocato della Caritas fu risolutivo. Li fece dichiarare profughi da un paese in guerra sollecitando così asilo politico. Stracciarono i documenti ghanesi affermando che procedevano dalla Liberia, nazione che stava affrontando ai tempi una guerra civile. Di quell'avvocato si persero le tracce. Lui riuscì anche ad ospitarli in una pensione, poi in un appartamento facendo visitare la futura madre dal personale medico. Il 15 Giugno María diede alla luce Iñaki nell’ospedale basco di Basulto ed il suo nome lo si deve ad un sacerdote che da anni lavorava in Africa. Il padre Félix riuscì, sempre tramite la Caritas, a trovare un lavoro ma decise di trasferirsi a Londra per poter aiutare la famiglia. Nico nacque nel 2002 e costituisce assieme al fratello di otto anni maggiore di lui una coppia indissolubile. Fino al raggiungimento della maggiore età non sapevano dell’odissea dei propri genitori, tanto che la madre sempre disse loro che in Spagna ci erano arrivati ... in aereo.
La carriera
Cominciano a giocare in alcune squadre giovanili locali, poi nell’Osasuna per poi passare entrambi all’Athletic club. Iñaki fa un po’ da secondo padre a Nico, sostituendosi ai genitori impegnati a sbarcare il lunario. Ora lo stipendio dei fratelli è fra i più alti della rosa basca, possono permettersi una lussuosa casa a Marbella, proprio vicino a quella di Djokovic. Gli introiti si sono decuplicati anche aggiungendo i diritti d’immagine ed i ricordi passati della famiglia Williams si vanno via via diffuminando nel tempo.
Cominciano a giocare in alcune squadre giovanili locali, poi nell’Osasuna per poi passare entrambi all’Athletic club. Iñaki fa un po’ da secondo padre a Nico, sostituendosi ai genitori impegnati a sbarcare il lunario. Ora lo stipendio dei fratelli è fra i più alti della rosa basca, possono permettersi una lussuosa casa a Marbella, proprio vicino a quella di Djokovic. Gli introiti si sono decuplicati anche aggiungendo i diritti d’immagine ed i ricordi passati della famiglia Williams si vanno via via diffuminando nel tempo.
Storie d'immigrazione
Una volta e non molto tempo fa le storie d’immigrazione riportavano di famiglie intere in sofferenza per anni senza vedere un futuro per i propri figli. Intere generazioni costrette agli stenti e ad accettare lavori nel Nord Europa, come nelle miniere belghe, che non permettevano loro di vedere per giorni la luce del sole. I più fortunati intraprendevano i viaggi della speranza nel continente americano per raggiungere il loro sogno di entrare a far parte di una delle tante catene di montaggio a Detroit e dintorni. I più intraprendenti riuscivano ad organizzare una propria attività commerciale per poi chiamare a raccolta tutta la famiglia ed installarsi magari a Broccolino iniziando così una nuova vita. I tempi sono di certo cambiati e dar calci ad una palla fa dimenticare come per incanto i trascorsi. Se poi ci si fa arredare la villa da Fendi casa, allora non ci sarà più un domani.
Il Campionato

Le Coppe

In Casa


















