
Carlo Bianchi
07 Febbraio 2026
Editoriale
Milano-Cortina 2026: pillole olimpiche - parte 5
Milano-Cortina 2026: pillole olimpiche - parte 5
Chiudiamo la rubrica con la parte medaglie. Quella d'oro fu dell'atleta più fortunato, l'australiano Steven Bradbury nei 1000 metri di pattinaggio di velocità in pista corta a Salt Lake City 2002 visto che i tre atleti che gli erano davanti caddero nell'ultima curva. Lui fu anche il primo atleta dell'emisfero sud a vincere un oro. Il colmo si raggiunse con i saltatore statutitense Anders Haugen che finì quarto per cinquantanni a Chamonix 1924, il terzo posto gli fu assegnato solo alcuni anni dopo quando lui ne aveva ottantacinque. I gemelli americani Phil e Steve Mahre arrivarono primo e secondo a Sarajevo 1984 con una differenza di ventun centesimi quando Steve nella prima manche aveva ben sette decimi di vantaggio su Phil che recuperò il distacco per poi vincere. L'atleta più giovane ad aver conquistato una medaglia è stata la pattinatrice sudcoreana Kim Yun-Mi con tredici anni ed 83 giorni quando vinse l'oro di squadra sui 3000 metri in pista corta a Lillehammer 1994. La più giovane ma a livello individuale fu la pattinatrice artistica statunitense Tara Lipinski che vinse con quindici anni e 255 giorni a Nagano 1998. L'atleta svedese Carl August Kronlund può considerarsi il più vecchio ad aver vinto la medaglia d'argento con cinquantotto anni e 158 giorni nel curling a Chamonix 1924 mentre nella stessa specialità l'oro lo vinse l'nglese Robin Welsh con cinquantaquattro anni e 101 giorni mentre individualmente nello slittino a Sochi 2014 abbiamo il russo Albert Demchenko vincendo l'argento con 42 anni. Ed ora spazio alle gare!
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