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Editoriale

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Carlo Bianchi

17 Gennaio 2026

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Un ricordo di Rocco Commisso

Un ricordo di Rocco Commisso

Non c'è proprio pace in casa viola, il suo Presidente 76enne Rocco Commisso ci ha lasciato dopo lunga malattia ed a quasi due anni dalla morte del suo fido Joe Barone. Se sommiamo anche la vicenda Astori di anni fa vediamo come sulle sponde dell'Arno sarà difficile festeggiare quest'anno i cent'anni della società. Fu Presidente dei New York Cosmos che ha pensato di cedere tempo fa per permettere alla squadra che fu di Pelé, Chinaglia & Co. di rinverdire i fasti del passato. Ad un passo dall'acquisizione del Milan, che probabilmente non tutti sanno, ai tempi del fantomatico Mister Li, che gli fece uno sgarbo non presentandosi all'ultima e definitiva riunione, approfittò dell'incerta situazione della Fiorentina per diventarne il Presidente sei anni fa. Immigrato negli USA all'età di nove anni, suonatore di fisarmonica, aspetto che gli permise di entrare con una borsa di studio alla Columbia University. Come molti italiani si fece via via strada nel mondo della finanza pur rimanendo molto legato alla propria terra e volendo prima o poi ritornare nella sua amata Italia. Lo fece finalmente acquistando las squadra toscana coronoando così un suo sogno pur essendo stato tifoso juventino fin da bambino. Rocco dal carattere fortre ed alcune volte arrogante, ma il il giusto, si trovò a combattere contro qualche presidente di Lega scontrandosi con una realtà che lui made in USA non conosceva. Si affidò poi all'amico Joe Barone e la perdita di questo suo punto di riferimento è stata delederia sia per lui che soprattutto per la società. Ora ci si troverà ad affrontare una crisi istituzionale per non parlare di quella latente sportiva che i tifosi tutti si augurano possa risolversi a breve. Non ci resta che esprimere le nostre più sincere condoglianze alla piazza di Firenze e soprattutto alla famiglia invitandovi a visitare il nostro canale YT nel quale abbiamo realizzato un'intrevista a Massimo Lopes Pegna, che fu per anni corrispondente Gazzetta da New York e che ebbe la fortuna di conoscerlo. Massimo ci ha reso un'incredibile ed interessante testimonianza e di questo lo ringraziamo.