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Romanzo del campionato

Romanzo del campionato

Fabio Lo Cascio

07 Aprile 2026

Romanzo del campionato


Dalla Bosnia con furore: ecco a voi Barella e Politano

Dalla Bosnia con furore: ecco a voi Barella e Politano

La disfatta in terra di Bosnia, dove il tricolore è stato ammainato per la terza volta consecutiva dal pennone del calcio mondiale, ha dato sfogo alle ire del popolo italico. Un minuto dopo la realizzazione dell’ultimo rigore bosniaco, quello vincente, la piazza era già pronta a chiedere teste a destra e a manca tra dirigenti, allenatori, calciatori e perfino maestranze varie. Il cerchio si chiudeva con l’assoluta convinzione della caduta imminente dell’Inter, considerata ormai obbligata a dimettersi dalla lotta al titolo nazionale nonostante il buon vantaggio in classifica.
Accusata di essere la maggior fornitrice di "materia prima" (i calciatori) per la nazionale della vergogna, la squadra di Chivu era chiamata a un impegno di prima fascia contro una Roma in piena lotta Champions. Ebbene, quando meno te l’aspetti, ecco gli undici condottieri nerazzurri tirare fuori una prestazione di quelle ormai sopite da un po’. Grazie al rientro di capitan Lautaro, vero trascinatore, a un Thuram e un Barella letteralmente trasformati e a un Calhanoglu maestro di "taglio e cucito", i nerazzurri hanno rifilato un netto 5-2 agli uomini di Gasperini. Un risultato che ben si adatta a una partita che detiene il record assoluto di reti segnate; una novità assoluta, invece, per gli amanti della statistica, dato che un punteggio simile non si era mai verificato prima tra le due compagini.
Sulla partita abbiamo già detto nella nostra cronaca; ci piace solo ricordare come il nerazzurro milanese sia per Gasperini una cromia davvero indigesta, data la decima sconfitta personale consecutiva. Adesso l’Inter ha il dovere di amministrare, a sette giornate dal termine, un vantaggio relativamente rassicurante, a cominciare dalla prossima trasferta di Como. Per la Roma, invece, il compito di rientrare nel giro Champions si fa difficilissimo: Juventus e Como, oltre al vantaggio di punti, sembrano vantare una condizione nettamente migliore.
Le inseguitrici: Napoli e Milan
A fare da contraltare alla sfida del Meazza ecco quella del Maradona — immaginate che coppia sarebbe stata — tra Napoli e Milan, per eleggere la vera rivale dell’Inter. I partenopei hanno dovuto rinunciare all’artiglieria pesante (Hojlund e Lukaku) per motivi diametralmente opposti, trovandosi costretti a schierare l’acerbo ma interessante Giovane al centro dell’attacco. Allegri, di contro, ha fatto accomodare inizialmente in panchina i suoi due punteros, Leao e Pulisic, per poi inserirli nel disperato finale.
Perché disperato? Perché il Napoli, a un quarto d’ora dalla fine, ha pescato il jolly vincente con Politano, altro reduce dalla disfatta balcanica e qui "risorto dalle ceneri". Così, nonostante l’inserimento di tutti gli attaccanti disponibili, i rossoneri non sono riusciti a riequilibrare le sorti e si sono visti scavalcare in classifica dagli uomini di Conte. Ora il Milan ha l'obbligo di guardarsi alle spalle, mentre al Napoli spetta il compito di tenere vivo l’interesse per il campionato in queste ultime sette giornate.
Le altre sfide
Delle altre partite del weekend pasquale diciamo che il Como non è riuscito a prolungare la sua striscia di vittorie, fermandosi in quel di Udine e rischiando grosso. La Juventus, come sempre "double face", ha mostrato un ottimo primo tempo e una ripresa da dimenticare; la necessaria vittoria l'ha comunque portata a casa battendo un buon Genoa per 2-0, con i liguri capaci di fallire il rigore che poteva riaprire la contesa.
La Lazio è tornata scialba nella prova casalinga contro il Parma, riuscendo solo a rimediare un sudato pareggio. Successo immeritato, invece, per la Fiorentina, che ha espugnato Verona segnando al minuto 85 con il primo tiro nello specchio (traversa iniziale a parte). Il Verona, pur tirando ben 17 volte verso la porta di De Gea, ha dovuto sventolare bandiera bianca; per i viola la salvezza è sempre più vicina.
L’Atalanta ha espugnato in scioltezza il campo del Lecce, dando una sbirciatina a quel quarto posto lontano ma non impossibile. Per i salentini, ora, la paura deve "mettere il pepe addosso". Rovinosa sconfitta interna della Cremonese contro un Bologna in salute: per i lombardi, iniziare a raccogliere anche un solo punticino deve essere un imperativo categorico in chiave salvezza. Anche il Cagliari ha bisogno di racimolare punti, missione fallita contro il Sassuolo nonostante il vantaggio iniziale: la spia rossa comincia a lampeggiare.
Chiudiamo con Pisa-Torino, gara che poco o nulla aveva da dire e che, per la cronaca, ha visto la vittoria granata di stretta misura.
Alla prossima