
Fabio Lo Cascio
05 Maggio 2026
Romanzo del campionato
Inter così non è giusto!
Inter così non è giusto!
Abbiamo volutamente aspettato le partite delle due romane, impegnate in gare strategiche — se non decisive — per la lotta Champions e la salvezza, nonostante la giornata avesse già emesso il verdetto più importante: l’Inter è campione d’Italia per la ventunesima volta nei suoi 118 anni di storia.
Presi quasi dal rimorso per non aver ancora celebrato a dovere le gesta nerazzurre, eccoci qui a complimentarci sinceramente con Christian Chivu e i suoi "cavalieri" per aver stradominato un campionato che, dopo le prime quattro giornate, li vedeva staccati di ben 6 punti dalla vetta. Un cammino impressionante che ha demolito la concorrenza, nonostante non sia arrivata neppure una vittoria contro Napoli e Milan, che nel giorno del titolo occupano il ruolo di inseguitrici, seppur distanti 12 e 15 punti.
Tanti i protagonisti, oltre al quasi esordiente mister, ma il podio dei migliori lo assegniamo senza ripensamenti a Lautaro, Dimarco e Calhanoglu. Lasciamo al vostro giudizio l'ordine di preferenza, ma è impossibile non citare il finale di stagione di Marcus Thuram e Nicolò Barella, la classe immensa di Zielinski, l’esperienza di gente come Akanji, Mikitharian, Acerbi e De Vrji, l’abnegazione di Carlos Augusto, l’esuberanza di Dumfries e Bisseck, la gioventù di Esposito, Sucic, Bonny, Diouf e Luis Enrique, la pazienza di Frattesi, la caparbietà di Sommer, la professionalità di Darmian, le peripezie di Martinez (il portiere) e di un Bastoni "crocifisso" e infine moralmente risorto il giorno del trionfo. Quanto alla partita con il Parma — è la seconda volta che i ducali permettono all’Inter di cucirsi il tricolore sul petto — si è trattato di ordinaria amministrazione per riscuotere il premio finale.
Tornando alle romane, causa indiretta del nostro ritardo, entrambe hanno vinto aprendo una breccia importante. La Roma ha ipotecato la zona Champions strapazzando con un perentorio 4-0 la malcapitata Fiorentina; la Lazio ha invece dovuto attendere l’ultimo minuto per espugnare Cremona, lasciando i grigiorossi nella disperazione, ora lontani quattro punti dalla salvezza. Per gli aquilotti l’attenzione è tutta sul doppio confronto con i neo-campioni dell’Inter: sabato in campionato e, ben più importante, mercoledì 13 per la finale di Coppa Italia, dove una vittoria significherebbe Europa League.
Fine settimana drammatico, sportivamente parlando, per Milan e Juventus. Le nemiche giurate dell’Inter, oltre a subire il trionfo nerazzurro, sono cadute rovinosamente: i rossoneri sono stati sconfitti 2-0 sul campo del Sassuolo dopo una prestazione incolore, mentre i bianconeri hanno pareggiato in casa contro l'ultima in classifica, il Verona, salvati solo da una punizione di Vlahovic. Questi passi falsi compromettono seriamente la corsa Champions: la Roma è ormai a un passo, mentre il Como, dopo il pareggio interno con il Napoli, vede ridursi le speranze dato il distacco di 3 punti dal quarto posto.
Con il Napoli quasi sicuro della piazza d’onore, segnaliamo il successo vitale del Lecce sul campo del Pisa, che mette i salentini in netto vantaggio sulla Cremonese. Un plauso va all’Udinese, che gioca un bel calcio e ha messo sotto un Torino capace solo di limitare i danni (2-0). Infine, da registrare gli insipidi 0-0 di Atalanta-Genoa e Bologna-Cagliari, utili solo agli ospiti per puntellare una classifica lontana dalla zona retrocessione.
Alla prossima.
Presi quasi dal rimorso per non aver ancora celebrato a dovere le gesta nerazzurre, eccoci qui a complimentarci sinceramente con Christian Chivu e i suoi "cavalieri" per aver stradominato un campionato che, dopo le prime quattro giornate, li vedeva staccati di ben 6 punti dalla vetta. Un cammino impressionante che ha demolito la concorrenza, nonostante non sia arrivata neppure una vittoria contro Napoli e Milan, che nel giorno del titolo occupano il ruolo di inseguitrici, seppur distanti 12 e 15 punti.
Tanti i protagonisti, oltre al quasi esordiente mister, ma il podio dei migliori lo assegniamo senza ripensamenti a Lautaro, Dimarco e Calhanoglu. Lasciamo al vostro giudizio l'ordine di preferenza, ma è impossibile non citare il finale di stagione di Marcus Thuram e Nicolò Barella, la classe immensa di Zielinski, l’esperienza di gente come Akanji, Mikitharian, Acerbi e De Vrji, l’abnegazione di Carlos Augusto, l’esuberanza di Dumfries e Bisseck, la gioventù di Esposito, Sucic, Bonny, Diouf e Luis Enrique, la pazienza di Frattesi, la caparbietà di Sommer, la professionalità di Darmian, le peripezie di Martinez (il portiere) e di un Bastoni "crocifisso" e infine moralmente risorto il giorno del trionfo. Quanto alla partita con il Parma — è la seconda volta che i ducali permettono all’Inter di cucirsi il tricolore sul petto — si è trattato di ordinaria amministrazione per riscuotere il premio finale.
Tornando alle romane, causa indiretta del nostro ritardo, entrambe hanno vinto aprendo una breccia importante. La Roma ha ipotecato la zona Champions strapazzando con un perentorio 4-0 la malcapitata Fiorentina; la Lazio ha invece dovuto attendere l’ultimo minuto per espugnare Cremona, lasciando i grigiorossi nella disperazione, ora lontani quattro punti dalla salvezza. Per gli aquilotti l’attenzione è tutta sul doppio confronto con i neo-campioni dell’Inter: sabato in campionato e, ben più importante, mercoledì 13 per la finale di Coppa Italia, dove una vittoria significherebbe Europa League.
Fine settimana drammatico, sportivamente parlando, per Milan e Juventus. Le nemiche giurate dell’Inter, oltre a subire il trionfo nerazzurro, sono cadute rovinosamente: i rossoneri sono stati sconfitti 2-0 sul campo del Sassuolo dopo una prestazione incolore, mentre i bianconeri hanno pareggiato in casa contro l'ultima in classifica, il Verona, salvati solo da una punizione di Vlahovic. Questi passi falsi compromettono seriamente la corsa Champions: la Roma è ormai a un passo, mentre il Como, dopo il pareggio interno con il Napoli, vede ridursi le speranze dato il distacco di 3 punti dal quarto posto.
Con il Napoli quasi sicuro della piazza d’onore, segnaliamo il successo vitale del Lecce sul campo del Pisa, che mette i salentini in netto vantaggio sulla Cremonese. Un plauso va all’Udinese, che gioca un bel calcio e ha messo sotto un Torino capace solo di limitare i danni (2-0). Infine, da registrare gli insipidi 0-0 di Atalanta-Genoa e Bologna-Cagliari, utili solo agli ospiti per puntellare una classifica lontana dalla zona retrocessione.
Alla prossima.
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