

Giancarlo Rizzoglio
In Casa Genoa
03 ottobre 2026
Con sedici assenze, il Grifone cede al Rapid
Si sapeva già salendo sul charter diretto a Bucarest.
Tra giocatori infortunati, rimasti a Pegli a causa degli allenamenti differenziati e soprattutto quelli impegnati nelle rispettive nazionali, Daniele De Rossi avrebbe dovuto far appello a tutta la sua fantasia per schierare una formazione in grado di dare indicazioni attendibili sul recupero fisico di alcuni elementi.
E così è stato, basti pensare ai ben dieci giocatori della “primavera” al seguito dei titolari.
Con Stolz in porta, Marcandalli centrale in una difesa inedita insieme ai due “braccetti” Ehizibue a destra e Sabelli a sinistra, anche il centrocampo presenta la novità Traorè al fianco di Frendrup, in linea con Drameh a destra e El Shaarawy a sinistra; Colombo è l’unica punta supportata sulla trequarti da Vitinha e il giovane Robinho Jr, autore di spunti davvero interessanti.
Primo tempo in equilibrio
La prima frazione di gara è condotta dalle due squadre a ritmo contenuto, in cui il Rapid si fa pericoloso solo al 7°, quando Stolz è bravo a neutralizzare una conclusione di Stojikovic.
Dopo alcuni puntuali salvataggi di Marcandalli, protagonista di una buona prova, al 36° il Genoa va vicinissimo al vantaggio: destro dell’ottimo Robinho Jr, Aioani non trattiene una palla rimasta vacante in area di rigore sulla quale Vitinha non riesce a deviare, facendosi anticipare da Kramer all’ultimo momento.
Alla fine del tempo, Colombo è costretto a lasciare il campo per una brutta botta alla caviglia sinistra, che probabilmente gli impedirà di prendere parte alla prossima partita di campionato contro la Fiorentina a Marassi.
Calo fisico rossoblù nella ripresa
Nel secondo tempo rimangono in campo fino al termine sia Traorè e sia El Shaarawy, quest’ultimo spostato però sulla trequarti campo; vengono sostituiti Stolz da Sommariva e Colombo da Marcelo Vaz, che si rende protagonista al 55° commettendo un fallo di mano al limite dell’area.
La successiva punizione di Stojikovic è deviata dallo stesso Vaz che inganna Sommariva, altrimenti sulla parata: Rapid in vantaggio.
Mentre Robinho Jr. viene sostituito al 73° da Mendolia, il Genoa si rende pericoloso al 76° con Frendrup, il cui tiro è probabilmente deviato da un difensore con un braccio, giudicato dall’arbitro Giulesti attaccato al corpo: Ungureanu blocca.
I rossoblù tentano di recuperare ma – forse a causa dei loro pesanti carichi in allenamento – il Rapid pare avere più “benzina”, tanto da arrivare al raddoppio.
Infatti, all’81° Pop si infila in una difesa genoana sulla linea del centrocampo (in un ripetersi dei gol subiti a Parma) e, arrivato davanti a Sommariva, lo batte con un sinistro radente indirizzato sul palo più lontano.
A fine partita, dai duecento tifosi genoani al seguito della squadra arriva la contestazione, di cui – pur con tutte le attenuanti del caso – i rossoblù dovranno tenere conto.
02 ottobre 2026
Sucu: “se trovo partner più forti di me, rimango socio minoritario”
Aveva detto che doveva essere una festa e perlomeno ne ha creato i presupposti.
Il presidente rossoblù Dan Sucu ha parlato a margine dell’amichevole di oggi a Bucarest tra il Rapid ed il Genoa con delle dichiarazioni tutt’altro che banali, dimostrando sempre quel cliché serio ed affidabile mostrato fin dal suo arrivo a Genova.
E subito ha toccato un tasto molto sensibile per i tifosi genoani.
“Nel momento in cui sento che la potenzialità finanziaria richiesta è più grande di ciò che io posso fare – ha detto Sucu -, sono sempre disposto a trovare altri partner, perché non sono interessato a restare necessariamente l’unico azionista di riferimento”.
Il presidente avverte le potenzialità della piazza, rendendosi disponibile ad operazioni che ne facilitino la crescita secondo il suo grande blasone.
“Vogliamo trasformare il Genoa, riportarlo dove è stato anni fa. Questa è l’idea. Lo avevo sempre detto e lo sto ripetendo. Dove io non posso fare da solo, lo farò insieme con altri partner. E se trovo partner più forti di me non c’è nessun problema, perché io posso rimanere anche un socio minoritario”.
Le vicissitudini legali come elemento frenante nelle trattative
Ora che il Genoa sembra aver finalmente risolto tutte le querelle di natura legale, il presidente è molto più ottimista sull’ingresso di nuovi soci nel club.
“Il problema principale – ha detto Sucu -, è che la metà del tempo che dedico al Genoa lo perdiamo in tribunale, lo spendiamo in questioni legali, per cui è difficile trovare un valido e forte partner con questi problemi. In trent’anni non avevo mai visto così tante battaglie legali come a Genova in sei mesi.
Ora che le cose sono diventate più chiare, per il Genoa è molto più facile pensare ad un futuro brillante e trovare un partner forte per poter sviluppare un’operazione di crescita insieme”
Rimane immutata la fiducia nel tecnico De Rossi e nel d.s. Lopez
Il presidente rossoblù sottolinea gli sforzi della società fatti durante il mercato estivo.
“Sono convinto che avete visto i nostri importanti investimenti durante questo mercato. Chiaramente quando fai investimenti di questa dimensione, stai un po’ pensando di arrivare in una posizione più ambiziosa. Ed è altrettanto chiaro che per adesso non siamo dove speriamo di arrivare”.
Nonostante questo, il club continua a credere nell’allenatore e nel direttore sportivo Lopez, a cui si è interessato il Burnley, squadra della Championship inglese.
“Abbiamo un allenatore campione del mondo che ha la fiducia di tutti noi – ha detto Sucu -. Siamo convinti di questa decisione e l’ultima cosa che voglio fare è mettere pressione alla squadra. Sono convinto che De Rossi senta non solo la mia fiducia, ma la fiducia di tutti noi e dei suoi giocatori. Sono convinto che lui sente che insieme tutto è possibile, per arrivare al posto in classifica a cui siamo interessati. Ho letto anch’io del sondaggio che il Burnley avrebbe fatto per Lopez. Sono cose che nel calcio succedono più o meno ogni settimana, perché ci sono persone che parlano. Vedremo cosa succederà”.
01 ottobre 2026
Il Grifone vola a Bucarest
Oggi, con un volo charter, la truppa rossoblù capitanata dal tecnico Daniele De Rossi è partita alla volta di Bucarest, dove domani alle ore 18 italiane affronterà il Rapid, ossia l’altra squadra di proprietà del presidente del Genoa Dan Sucu.
“Dovrà essere una festa”, ha detto il massimo dirigente rossoblù, sebbene il suo Rapid occupi il secondo posto in classifica nel campionato romeno mentre il Genoa sia penultimo in Serie A con un solo punto.
In una trasferta che ancora ricorda al Vecchio Grifone la fantastica cavalcata in Coppa Uefa nella stagione 1991/92, durante la quale eliminò anche le squadre romene della Dinamo e della Steaua, De Rossi sarà costretto a rinunciare anzitutto a ben nove giocatori impegnati nelle rispettive nazionali: Ellertsson, Mitaj, Osmajic, Ostigard, Otoa, Puczka, Sow, Vasquez e Wiafe si aggiungeranno all’assenza di Meichtry, rientrato dalla nazionale Svizzera Under 21 per una distrazione muscolare all’anca, che lo terrà fermo dalle due alle tre settimane.
Bijlow, Messias e Amorim rimangono a Genova
A scopo precauzionale, lo staff tecnico rossoblù ha deciso di lasciare al campo di allenamento “Signorini” di Pegli Bijlow e Messias, impegnati in un lavoro differenziato utile a rafforzarne le note fragilità fisiche.
Discorso diverso, invece, per Amorim, che ancora risente di un trauma distorsivo alla caviglia rimediato già nella gara di Coppa Italia contro il Sudtirol a Marassi.
Diversi, dunque, i ragazzi della squadra primavera che seguiranno i titolari alla volta della capitale romena.
Test probante per Hamed Traorè
Atteso con impazienza fin dall’inizio della stagione, l’attaccante ivoriano sta ormai scaldando i motori.
Dopo i nove minuti giocati in Coppa Italia e i cinque disputati a Parma, Traorè sta acquisendo sempre più minutaggio e presumibilmente verrà impiegato fin dall’inizio a Bucarest, al fine di valutarne la tenuta fisica in vista della ripresa del campionato.
Stesso discorso per El Shaarawy per il quale c’è attesa di conoscerne la posizione in campo, se cioè impiegato sulla trequarti o come “quinto” di centrocampo.
Nonostante dunque le molte assenze, l’amichevole del Genoa a Bucarest è attesa con curiosità per verificare il lavoro di recupero dei giocatori più importanti e quello in corso sugli schemi della squadra, che dovrà necessariamente fornire nuove indicazioni su una maggiore pericolosità in fase d’attacco.
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