

Gabriele Lucchini
Europa League
Juventus-Nec 5-0 - La Juve reagisce allo schiaffo del "Mapei", manita agli olandesi
Juventus-Nec 5-0 - La Juve reagisce allo schiaffo del "Mapei", manita agli olandesi
Il ritorno nell'Europa «minore»
Decisamente positivo l'esordio della Juventus in Europa League, che tra le mura amiche ha demolito i non irresistibili olandesi del Nec Nijmegen. Lo Stadium, benché ancora stordito dalla disfatta di Reggio Emilia, decide di concedere fiducia ai propri beniamini, che non tradiscono, esibendosi in una prestazione convincente, assistita da un discreto pressing e un gioco finalmente in verticale, dove non si disdegna l'opzione di saltare il centrocampo. Certamente il valore degli avversari ha influito e il risultato rotondo di cinque reti a zero non deve illudere.
Il primo tempo
Innegabilmente l'aver trovato il vantaggio dopo pochi minuti con Nico Gonzalez, servito da un lungo lancio del portiere Grabara (al debutto con i colori bianconeri) e agevolato da un grossolano errore dell'estremo difensore avversario, Polster, ha posto la gara in discesa per i padroni di casa, che schieravano Gatti a far coppia con Lucumi al centro della difesa e un centrocampo finalmente logico con Douglas Luiz assistito dal neo acquisto Pape Sarr e dal rientrante McKennie. Le note liete sono rappresentate dall'eccellente impatto di Alajbegovic, autore di una rete di pregevolissima fattura, dopo una splendida azione Sarr-McKennie e dell'assist allo scatenato Nico Gonzalez, che si è procurato il rigore, poi trasformato dal glaciale Woltemade e in un centrocampo finalmente solido, nel quale Douglas Luiz è stato efficacemente "scortato" dai succitati McKennie e Sarr.
Una ripresa "accademica"
Il 3-0 del primo tempo ha trasformato la ripresa in un'inutile accademia. Gli olandesi hanno provato a riaprire il match, ma non si sono mai avvicinati con pericolosità alla porta di Grabara. Al contrario c'è gloria per Kolo Muani, partito dalla panchina, il quale si è distinto per l'eccellente spunto sulla sinistra e l'assist per il 4-0 di Celik e per il contropiede del 5-0 da lui stesso finalizzato. La prestazione del francese dimostra, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che ha nella progressione e nel gioco in profondità il suo marchio di fabbrica. Non può essere né l'ariete, né il centravanti-boa in grado di fare le sponde (per quello c'è Woltemade).
Gli avversari e l'arbitraggio
Detto del disastroso estremo difensore avversario Polster, l'unica nota lieta degli olandesi è rappresentata da Dele Thomas, dai cui piedi sono partiti gli unici tiri nello specchio della porta bianconera, neutralizzati con facilità dall'esordiente Grabara. Agevole l'arbitraggio di Derevinskyi, aiutato dalla correttezza dei contendenti
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