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Alessandra Azzurra Pericoli

03 Ottobre 2026

In Casa Lazio


03 ottobre 2026
Ricordando Cecco, la figurina più bella

Il 3 ottobre 1976 la Lazio affrontava la Juventus all’Olimpico. Sono passati cinquant’anni da quella domenica e, tra le immagini rimaste nella storia biancoceleste, ce n’è una che conserva ancora oggi un significato particolare: il gol di Luciano Re Cecconi.

Quel gol alla Juventus

Cecco riceve il pallone al limite dell’area, supera il difensore con una finta e batte Dino Zoff. Un gesto tecnico bellissimo, seguito dalla corsa sotto gli spalti, con quei capelli biondi che lo avevano reso inconfondibile agli occhi dei tifosi. La partita finirà 3-2 per la Juventus. Un risultato che oggi conta relativamente, perché quella rete è diventata soprattutto una delle immagini attraverso cui ricordare Re Cecconi. Campione d’Italia con la Lazio del 1974, uomo fondamentale nella squadra di Maestrelli, Cecco rappresentava perfettamente lo spirito di quel gruppo: sacrificio, carattere e una generosità che in campo non veniva mai meno, era uno dei volti nei quali il popolo laziale aveva imparato a riconoscersi.

Una corsa rimasta nella memoria

Dopo quel goal arrivò l’esultanza, la corsa verso la gente, le braccia aperte. Un’immagine che con il passare degli anni ha assunto un significato ancora più forte. Pochi mesi dopo infatti, il 18 gennaio 1977, Luciano Re Cecconi sarebbe scomparso tragicamente a soli 28 anni. Per questo quella corsa, rivista oggi, sembra appartenere non soltanto a una partita, ma a un pezzo intero di storia biancoceleste. Era il 3 ottobre 1976, sono passati cinquant’anni. Mezzo secolo che non ha scalfito il ricordo di Cecco, rimasto per sempre una delle figurine più belle della Lazio.

01 ottobre 2026
L’addio di Patric chiude un’epoca

La nuova Lazio sta prendendo forma e uno dei reparti che ha cambiato di più è sicuramente la difesa. Sono arrivati nuovi giocatori, sono cambiate le gerarchie e, nel frattempo, hanno salutato alcuni dei volti che negli ultimi anni erano diventati familiari ai tifosi biancocelesti. Tra questi c’è anche Patric, passato all’Al-Ittifaq dopo undici stagioni a Roma.

La storia di Patric

Il suo addio è diverso dagli altri soprattutto per la storia che c’è dietro: quando arrivò dal Barcellona, nel 2015, era ancora tutto da scoprire. Negli anni non sono mancate le critiche, anzi Patric è stato spesso uno dei giocatori più discussi dalla tifoseria. Poi, lentamente, qualcosa è cambiato. La disponibilità, il lavoro quotidiano e il fatto di essersi sempre fatto trovare pronto gli hanno permesso di guadagnarsi spazio e rispetto. Non è mai stato uno dei giocatori più celebrati della Lazio, ma con il passare delle stagioni è diventato uno di quelli che davano l’impressione di conoscere davvero l’ambiente e il peso di quella maglia.

Da ragazzo ad uomo

Ora la difesa biancoceleste guarda altrove, con nuovi interpreti e nuove responsabilità. Patric comincia invece un’altra avventura, lontano da Roma. Nel suo messaggio di saluto ha ricordato di essere arrivato alla Lazio da ragazzo e di andarsene da uomo. Ed è probabilmente questo l’aspetto che i tifosi hanno apprezzato di più. Undici anni dopo, Gaba lascia Formello con molte critiche alle spalle, ma con un tale affetto che, specie all’inizio della sua avventura, sarebbe stato difficile immaginare.