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Gabriele Lucchini

06 Maggio 2026

In Casa Juventus


05 maggio 2026
La rinascita passa per la Conference League

Dopo aver visto la Roma maramaldeggiare contro una Fiorentina in disarmo e probabilmente sollevata dalla sconfitta della Cremonese contro la Lazio, sulla Juventus aleggiano “sinistri presagi”: la qualificazione alla Champions, che sembrava ampiamente alla portata dei bianconeri, improvvisamente è tornata in discussione.

Eppure sommessamente si fa largo quella che, per dirla alla Patty Pravo, è una "pazza idea": e se la rinascita della Juve passasse proprio dalla mancata qualificazione non solo alla Champions, ma anche all'Europa League?

Sembra folle, ma non lo è, basta vedere le strategie di mercato. La Juve insegue Alisson, corteggia Lewandowski, vorrebbe Bernardo Silva (che però pare prossimo a convolare a nozze con il Barcellona). E in più Bremer, autore di una prova molto discutibile contro il Verona, scalpita, perché a 29 anni vuole vincere e "La Juve - parole sue - galleggia da sei anni".

Riflettiamo un attimo: l'eventuale qualificazione nella c.d. "Europa che conta" cancellerebbe in un istante tutte le incertezze, tutte le crepe e le fragilità mentali che si sono ripetute sistematicamente lungo tutto l'arco della stagione. Si finirebbe per spacciare per un successo, ciò che è stato solo uno "scampato pericolo". Per la Champions allora ci vuole uno squadrone, si dirà: ma la realtà è che nessun giocatore nel pieno dell'attività e della maturità calcistica verrebbe in Italia, né la Juve potrebbe permettersi acquisti costosissimi.

La qualificazione alla Conference, invece, rappresenterebbe un salvifico bagno di umiltà, nessuna follia sarebbe consentita, zero appeal da parte anche di campioni a fine carriera... Ma ci sarebbe spazio per ricostruire dalle fondamenta, perché si riparte da zero solo se si viene messi di fronte alla cruda realtà di un fallimento epocale.

C'è un meraviglioso Daffara da riportare a Torino, dopo la splendida stagione irpina (altro che Alisson o De Gea): non è bastato l'errore di non puntare su Edoardo Motta, finito (non si sa perché) alla Lazio ed eroe della semifinale di Coppa Italia con l'Atalanta? O quello di svendere Huijsen, poi acquistato a peso d'oro dal Real Madrid? Non sarebbe opportuno investire sul terzino goleador della Next Gen David Puczka? E sul talentuoso Adin Licina, scippato alle giovanili del Bayern, al pari di Yildiz? O magari su giovani italiani in cerca di rilancio?

La Conference intanto obbliga a trasferte impensabili (e questo può temprare lo spirito dei più giovani), ma soprattutto consente di affrontare le gare con pressioni ambientali notevolmente inferiori rispetto al palcoscenico della Champions. Se invece tutto dovesse finire "a tarallucci e vino" i tifosi si preparino a vedere un'altra campagna acquisti insensata, cui farà seguito un altro campionato con più ombre che luci, dove l'unico obiettivo realmente raggiungibile sarà il solito quarto posto.