

Pietro Celeste
In Casa Bologna
10 settembre 2026
Libra, il nuovo 'cinno' che ha stregato Tedesco e il Bologna
Libra entra e cambia il Bologna: il nuovo “cinno” conquista il Dall’Ara
Marco Libra Alvarado, meglio noto semplicemente come Marco Libra: l'ultimo giocatore ad aver scritto una pagina indelebile della propria carriera e della storia del club, entrandone a far parte. Centrocampista elegante, dotato di grande qualità con il pallone tra i piedi, mantenendo il ritmo della corsa quando in possesso della sfera. Cattura l'occhio per le sue movenze, leggiadre, sulla scia di un ragazzo nemmeno tanto più vecchio, autore della cavalcata Champions proprio con il Bologna, di Thiago Motta. Stiamo parlando del polacco classe 2004, Kacper Urbanski. Ammaliati dal loro talento, ruolo preciso indecifrabile: né mezz'ali, né veri e propri play, tantomeno trequartisti, dove è richiesta intensità di esecuzione. Certo è che il Bologna di Tedesco ha muscoli e volume, ma non la qualità di cui, invece, dispone Marco Libra.
Il Bologna traballa, Libra convince
L'avvio del Bologna nel nuovo formato non è stato dei migliori: appena un punto raccolto nelle prime tre giornate di Serie A. Dopo le prime due sconfitte, entrambe per uno a zero - malgrado l'apporto offensivo non sia mancato -, ecco che contro il Sassuolo è arrivato un due pari solo nei minuti conclusivi. Paradossalmente, i ragazzi di Tedesco, hanno fatto risultato quando non meritato, e per di più entrambi gli attaccanti arrivati nel mercato estivo sono andati a segno. Non è stata, però, la nota più dolce della serata: ad accendere il caloroso tifo dell'Andrea Costa ci ha pensato Marco Libra Alvarado. Sotto all'intervallo, il tecnico di casa non ha voluto perdere tempo, facendo una tripla mossa a inizio ripresa, tra cui quella del centrocampista venezuelano. E pensate che avrebbe rischiato di non esserci...
Il punto sul mercato
Facciamo un passo indietro. In estate il Bologna ha subito un vero e proprio cambiamento, dovendo rinunciare all'ossatura della rosa: Lucumì alla Juventus, Freuler all'Olympiakos e Santiago Castro alla Roma; non dimenticandoci di Rowe all'Atalanta nell'ultimo giorno di mercato. Si è parlato tanto del non semplice ruolo che avrebbero dovuto avere i nuovi per limitare il rimpianto dei partenti, senza interessarsi più di tanto della zona nevralgica del campo. Dopo aver catturato l'occhio dei meno avvezzi soltanto a maggio nella semifinale del campionato primavera contro la Fiorentina, ecco che Marco Libra si è pian pianino guadagnato il debutto. Lo Scudetto sfiorato con l'Under 18, la prima storica convocazione in Nazionale maggiore venezuelana e il ritiro a Valles con la Prima squadra... fino ad arrivare al debutto in Serie A. Tedesco ha voluto non mettere mano al centrocampo, credendo fortemente nel ragazzo come "jolly" di centrocampo.
Il nuovo beniamino dell'Andrea Costa
Un'accoglienza così non la si vedeva dallo scorso 9 novembre, quando in casa si presentò un Napoli inerme davanti a un Bologna gigantesco. Ma non fu per la vittoria l'ovazione, bensì per l'ingresso dopo pochi minuti del portierino classe 2007, Massimo Pessina, dopo l'infortunio di Skorupski e l'assenza di Ravaglia. Il Dall'Ara per un attimo è tornato indietro, esaltandosi per un nuovo "cinno", oramai diventato anch'esso figlio acquisito di Bologna. La palla, poi, è passata al campo, nel quale il classe 2008 ha dispensato calcio, presentandosi con il filtrante per Cambiaghi ed entrando nel gol del pareggio al novantesimo.
1° settembre 2026
Bologna, altra beffa: questa volta più dolorosa!
A chiudere la giornata di Serie A nuovamente il Bologna di lunedì: stesso giorno, esito uguale. I rossoblù cadono ancora, questa volta alla New Balance Arena di Bergamo con un gol al 96' di Samardzic, aiutato da uno Skorupski non esente da colpe. Il Bologna ha il pallino del gioco, crea più occasioni ma manca sottoporta, dove si vincono le partite, pur non concedendo assolutamente nulla eccezion fatta per la scoccata vincente.
I protagonisti
L'accoppiata centrale formata dai due norvegesi sembra funzionare sempre di più, anche se va sottolineato l'impasse nerazzurro; novità sulla fascia sinistra: non c'è il solito Miranda, bensì Alhassane, autore di una buona prova seppur con qualche incertezza. Sulla destra un Holm che si limita al compitino, marcando la scarsa voglia e la bassa soglia di attenzione. Il migliore in campo del Bologna è l'uomo davanti alla difesa, Lewis Ferguson, che sembra - almeno per quest'oggi - essersi messo alle spalle la malacopia vista nell'ultimo anno. Pobega solido, Odgaard poco cercato, ma positivo quando trovato tra le linee e artefice di un ottimo lavoro a schermare il play dell'Atalanta. Bernardeschi vispo, uno dei più pericolosi: Carnesecchi gli nega il gol in un paio di circostanze, seppur nella prima ci fosse il leggero tocco di Piccoli di testa a sottolineare i grandi meriti del portiere italiano.
Bene le fasce, manca il riferimento centrale
Cambiaghi molto vicino a Piccoli in fase di non possesso sulle uscite dal basso, con addirittura Alhassane su Zappacosta e Heggem a scalare. Il primo guizzo dell'esterno del Bologna nasce da una dormita di Kossounou: Cambiaghi gli strappa il pallone e s'invola in porta, ma davanti a Carnesecchi il suo tiro è troppo timido. La ripresa si apre con il palo colpito proprio dall'esterno di Tedesco; nel mezzo tante corse e combinazioni con il terzino di riferimento. Piccoli-Dovbyk sotto la sufficienza, mentre l'ingresso di Orsolini è più che sfortunato, dovendo salutare la compagnia praticamente subito per un fastidio ai flessori della coscia sinistra (le condizioni verranno valutate nei prossimi giorni). Come se non bastasse...ecco la beffa nel finale: Samardzic si crea lo spazio per tirare e da oltre 30 metri lascia andare la gamba, Skorupski se la fa sfilare sotto le braccia, condannando il Bologna alla seconda sconfitta su due.
Il Campionato

Le Coppe

In Casa


















