

Carlo Bianchi
06 Luglio 2026
Coppa del Mondo FIFA
Che afa ... fa!
Che afa ... fa!
Dopo aver visto el Senhor Carletto accennare l'inno brasiliano (cantarlo sarebbe stato davvero un po' troppo) unitamente alla dimostrazione di un sano nepostismo avendo al suo fianco in panchina il figlio Davide, appiccicato al tablet per tutto l'incontro, l'eliminazione del suo Brasile era cosa scontata.
Consigli per Davide
Abbiamo già analizzato tempo fa il problema dell'inno ma su quello del figlio assistente vorremmo soffermarci poichè in modo spassionato consigliamo a Davide di strappare una volta per tutte questo cordone ombelicale che secondo noi lo opprime e fare del suo meglio già dalla prossima stagione con i francesi del Lille. Il primo tentativo con il Botafogo e andato male anche se il club carioca veniva dall'aver vinto dopo anni una Libertadores, siamo sicuri che lui sappia dimostrare tutto il suo valore, la sua semplicità unita ad una maniacale professionalità.
Nel nome del padre
Sul padre vorremo stendere un velo questa volta impietoso anche perché non dimentichiamoci che ormai è da quasi un anno al comando della Canarinha e nel girone di qualificazione a questo Mondiale il rendimento della sua squadra è stato ben al di sotto delle aspettative raccogliendo tante sconfitte come mai successo in passato. A dire il vero la formazione presentata, riserve comprese, non era affatto competitiva. Senza un centravanti di ruolo (e stiamo vedendo come avere una punta centrale faccia enormi danni in questa manifestazione) lasciando solo all'irascibile e destabilizzante Vinicius tutto il peso dell'attacco. Danilo e Casemiro hanno già passato i titoli di coda, Allison non è più quello di un tempo causa infortunio, Marquinhos logorato da un'intensa stagione nel Paris. Se poi aggiungiamo l'infortunio di Raphinha e la scomparsa dai radar di elementi come Bremer, Fabinho ed Alex Sandro, pian piano se ne viene ad una. Menzione a parte va fatta per un super cotto e bollito Neymar che prima di calciare il rigore, ininfluente per il risultato, si è permesso di sbeffeggiare il portiere norvegese per poi scoppiare in un pianto dirotto in mezzo al campo come un bambino appena disarcionato dal suo cavallo a dondolo.
Il futuro
Insomma un Brasile irriconoscibile ma Ancelotti non se ne preoccupa più di tanto, dell'alto dei suoi dieci milioni netti a stagione da qui al Mondiale del 2030. E poi c'è qualcuno che ancora si meraviglia del fatto che i 43 gradi del MetLife Stadium gli abbiano permesso di indossare un completo con tanto di pullover, camicia abbottonata e cravatta nera d'ordinanza. Ci sovviene un aneddoto di cui fu protagonista il tecnico Javier Aguirre che disse in una conferenza stampa post-partita di un Real Madrid-Osasuna in pieno Agosto. Alla domanda se avesse sofferto il caldo come l'allenatore merengue, il quale se ne era lagnato, il tecnico messicano gli consigliò di fare come lui, indossare una polo e non il classico vestito da matrimonio. Ormai pare che non gli porti più fortuna.
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