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Celo, celo, mi manca

Celo, celo, mi manca

Davide Giordana

09 Giugno 2026

Celo, celo, mi manca


Juventus: avanti tutta per Emiliano Martinez!

Juventus: avanti tutta per Emiliano Martinez!

La Juventus ha rotto totalmente gli indugi, entrando in forte pressing su Emiliano Martínez, con il 'Dibu' che è stato individuato come il profilo perfetto per guidare i pali bianconeri nella prossima stagione. La dirigenza della Vecchia Signora, come rivelato da Tuttosport, infatti sta accelerando i contatti con l’entourage dell'argentino per cercare di blindare un accordo di massima. Sul piatto è pronto un quadriennale da 5 milioni di euro netti a stagione: insomma, una proposta importantissima visti i parametri del club piemontese, anche se inferiore ai 7 milioni di euro che il portiere percepisce ad oggi in Premier League.

LO SCOGLIO ASTON VILLA
Una volta raggiunto l'accordo con il giocatore, la Juventus dovrà affrontare lo scoglio rappresentato dall’Aston Villa. Secondo le prime indiscrezioni, infatti, si parla di una possibile offerta (iniziale) pari a 5 milioni di euro per il cartellino: insomma, una proposta sulla falsariga falsariga di quella presentata al Liverpool nelle scorse settimane per Alisson. La consapevolezza, in casa bianconera, però è certificata: ovvero che il club di Birmingham non ha alcuna intenzione di svendere Martinez, chiedendo almeno 15 milioni di euro per farlo partire.
Una distanza, tra la domanda ed offerta, che non viene considerata incolmabile dagli esperti di mercato. Infatti, i 10 milioni di euro che separano le due società, potrebbero essere limati nei prossimi giorni: ma come? O inserendo dei bonus facilmente raggiungibili oppure sfruttando i discorsi paralleli legati alle cessioni di Bremer e David in Premier League: in due giocatori, infatti, garantirebbero quel tesoretto necessario per accontentare gli inglesi.

Insomma: da una parte Luciano Spalletti spinge per avere il 'Dibu' prima del ritiro, dall'altra la dirigenza farà di tutto per colmare il gap tra i pali.

La Juventus accelera per quanto riguarda le grandi manovre, con l'obiettivo di ridisegnare la propria difesa e trovare il nuovo portiere da consegnare a Luciano Spalletti. La dirigenza bianconera, dunque, è al lavoro per rinforzare la porta e sta restringendo in maniera decisa il casting internazionale a due soli profili di notevolissimo spessore. Dalla Continassa, infatti, seguono con attenzione le figure di Emiliano Martinez e Guglielmo Vicario, due numeri uno di di altissimo livello, ma che presentano costi d’ingaggio e di cartellino decisamente differenti.

LA SITUAZIONE ECONOMICA
Il primo punto di valutazione per la Juventus riguarda l’impatto sui bilanci legato agli stipendi dei due calciatori. Sotto questo aspetto, infatti, Martinez garantisce un’esperienza assoluta: ma a fronte di un investimento pesante, considerando che l'argentino percepisce uno stipendio annuo pari a 7 milioni di euro netti fino al 2028. L’ex Empoli e attuale portiere del Tottenham, dal canto suo, percepisce una cifra decisamente inferiore rispetto al collega: insomma, un’opzione decisamente più in linea con il nuovo tetto salariale della dirigenza piemontese.
Per quanto riguarda la situazione economica, invece, la stessa si ribalta completamente. Per quanto riguarda la valutazione dei cartellini, infatti, l’Aston Villa valuta il 'Dibu' circa 5 milioni di euro, ovvero un vero e proprio prezzo di saldo per un profilo della sua caratura internazionale e per la volontà del portiere di cambiare aria. Sul fronte opposto, invece, il Tottenham per lasciare partire Vicario non vuole scendere sotto i 15 milioni di euro.

Insomma, la Juventus si trova ora di fronte a un bivio strategico: ovvero scegliere di investire immediatamente una cifra maggiore sul cartellino dell'italiano, oppure puntare sul carisma (a prezzo di saldo) dell’argentino accettando un monte ingaggi più sostanzioso.

04 giugno 2026
Juventus: le richieste di Spalletti per il dopo Vlahovic

Il matrimonio tra Dusan Vlahovic e la Juventus si è chiuso definitivamente, dopo quattro anni e mezzo, nella giornata di ieri. Como noto, infatti, nel faccia a faccia di mercoledì tra l'attaccante serbo e la dirigenza bianconera ha sancito una volta per tutte la fine di un legame durato esattamente 1.587 giorni: una storia caratterizzata da grandi fiammate e da profonde sofferenze.

Il bilancio del ventiseienne serbo parla chiaro: 68 reti in 168 presenze, condite dalla sola Coppa Italia vinta nel 2024 contro l'Atalanta. Come sappiamo, ovviamente, i soldi uniscono e dividono: Vlahovic fu acquistato nel gennaio 2022 dalla Fiorentina per una cifra intorno agli 85 milioni di euro e, proprio ieri, il bomber ha varcato per l’ultima volta i cancelli della Continassa a bordo della sua Maserati nera da svincolato, pronto a accasarsi altrove a parametro zero insieme a papà Milos.

Damien Comolli ha tentato l'ultimo sforzo, provando ad assecondare la volontà di Luciano Spalletti: ma restando comunque fermo sulla proposta di 6 milioni di euro annui più bonus. Insomma: un "prendere o lasciare" rispedito al mittente da Vlahovic.

LE RICHIESTE DI SPALLETTI

Con l’addio del nazionale serbo, John Elkann ha garantito a Spalletti un mercato da scudetto: partendo da un attacco totalmente rivoluzionato. Il tecnico di Certaldo si aspetta, ora, un doppio innesto di spessore: da Randal Kolo Muani a Alexander Sorloth.

Il primo è il preferito per una questione di esperienza e perché ha già vestito i colori bianconeri: sul francese i contatti con il PSG e l’entourage proseguono, facilitati dalla mancata presenza del giocatore ai prossimi Mondiali. Per quanto riguarda il gigante dell’Atletico Madrid, reduce da 20 reti in questa stagione, ha già incontrato la dirigenza tramite il suo agente.

02 giugno 2026
Juventus-Kalulu: blindare il difensore è una priorità!

La Juventus, al centro del proprio progetto di rifondazione, mette la permanenza di Pierre Kalulu. L'ex difensore del Milan, infatti, è considerato a tutti gli effetti dai bianconeri uno dei punti fermi sia del presente che del futuro: proprio per questo motivo la dirigenza sta spingendo per pianificare un rinnovo fino al 30 giugno 2030.

Il giocatore francese, ad oggi, percepisce un ingaggio pari 2,5 milioni di euro a stagione. La trattativa per quanto riguarda il prolungamento contrattuale è entrata nel vivo, anche se attualmente si registra una leggera distanza economica sulle cifre. La richiesta dell’entourage di Kalulu, infatti, è di 4 milioni di euro più bonus, mentre la Juventus vorrebbe spingersi non oltre ai 3,5 milioni di euro bonus inclusi.

Insomma: ci sarà bisogno di un lavoro di mediazione, per limare i dettagli e venirsi incontro a vicenda.

LE SIRENE INGLESI

Alla Continassa c'è parecchia fretta, anche perché le sirene di mercato sono sempre più rumorose. Infatti, uno dei club più interessati a Kalulu è il Manchester United, con gli inglesi da tempo estimatori dell'ex difensore del Milan. E. sotto questo aspetto, la Juventus ha alzato un muro preventivo: qualora la trattativa per il rinnovo dovesse subire clamorosi intoppi, dunque, il prezzo fissato per il cartellino sarebbe altissimo, ovvero con una valutazione non inferiore ai 40 milioni di euro.

Insomma: la Vecchia Signora vuole blindare il proprio pilastro, allontanando in modo deciso le minacce provenienti dalla Premier League.

28 maggio 2026
Juventus: Spalletti e Comolli divisi sul futuro di Douglas Luiz

Il rientro a Torino dei calciatori in prestito rischia di creare un vero e proprio scossone in casa Juventus. Infatti, secondo quanto riportato da 'La Gazzetta dello Sport', la situazione riguardante Douglas Luiz spacca in due la Vecchia Signora, creando una divergenza importante tra quelle che sono le visioni di Luciano Spalletti e quelle della dirigenza. Come noto, il centrocampista è pronto a fare il suo rientro a Torino dopo l’esperienza all’Aston Villa, culminata con la storica vittoria dell’Europa League ma che non cancella una stagione vissuta decisamente da non protagonista.

SPALLETTI-COMOLLI: DUE PENSIERI DIFFERENTI

La parabola di Douglas Luiz ha generato una spaccatura tra Spalletti e Comolli, divisi sul futuro del calciatore. L’allenatore, infatti, si è schierato a favore della permanenza del brasiliano, convinto di poterlo rigenerare dal punto di vista mentale e convinto a trattenerlo in rosa per affidargli le chiavi del centrocampo. Spalletti, dunque, vede nelle corde del brasiliano le qualità geometriche e la personalità necessarie per impostare la manovra della Juventus del prossimo anno.

Parere totalmente opposto quello di Damien Comolli, con l'amministratore delegato che spinge fortemente per una cessione immediata perché convinto possa essere un’opportunità per fare cassa, andando così a finanziare gli altri colpi in entrata: di fronte alla necessità di far quadrare i conti, dunque, la dirigenza ritiene il brasiliano sacrificabile. Insomma: i prossimi vertici e le prossime settimane dovranno stabilire chi, tra Spalletti e Comolli, riuscirà ad imporre la propria strategia sul futuro di Douglas Luiz.

28 maggio 2026
Juventus: il messaggio di Francisco Conceicao ai tifosi bianconeri

Nella giornata di ieri, esattamente tre giorni dopo il pareggio contro il Torino, alla Juventus la delusione non è svanita: anzi, questo comporta parecchia preoccupazione in vista del futuro, vista anche la mancata qualificazione alla prossima Champions League.

A Torino, però, c'è chi prova a tenere alta la testa: ovvero Francisco Conceicao, uno dei migliori all'interno della stagione negativa della Vecchia Signora. Nella serata di ieri il portoghese, infatti, ha rotto il silenzio pubblicando sul profilo personale IG un post nel quale traspare la voglia di non lasciarsi abbattere dal desiderio di rivincita.

LE PAROLE DI FRANCISCO CONCEICAO

"Tifosi juventini, so che non esistono parole capaci di esprimere quanto siamo frustrati e delusi per non aver raggiunto i nostri obiettivi.

Non ci siamo riusciti, e voi, che siete l’anima di questo club, non lo meritate. Tuttavia, nella vita tutto è un nuovo inizio e faremo ciò a cui questo club è sempre stato abituato: rialzare la testa e lavorare ancora più duramente per tornare a trionfare e riportare il club dove merita davvero di stare.

Oggi il sentimento è di delusione, ma il domani sarà diverso, credeteci. Grazie per il sostegno durante tutta la stagione, la vostra passione e la vostra voce saranno di nuovo ricompensate. Fino alla Fine".

Parole, quelle dell'esterno offensivo portoghese, che certificano la voglia di ripartenza del calciatore ma che vanno di passo contrario a quanto accaduto nelle ultime settimane e che hanno visto la Juventus essere estromessa dalla Champions League 2026/2027.

Un Conceicao che, nella stagione appena conclusa, ha collezionato 42 presenze (tra tutte le competizioni) con uno score di 4 reti e 5 assist.

26 maggio 2026
Juventus: Spalletti starebbe provando a convincere Salah!

Le grandi manovre di calciomercato della Juventus non si fermano. Dopo aver incassato il benestare di Alisson al trasferimento a Torino, in attesa del 'nulla osta' del Liverpool, secondo quanto riportato da 'la Repubblica' Luciano Spalletti starebbe provando a convincere anche Mohamed Salah. La strategia della Vecchia Signora si basa su un fattore chiave, ovvero che il giocatore egiziano deciderà il suo futuro solamente al termine del Mondiale. Una situazione, insomma, che lascia il giusto tempo alla dirigenza bianconera per tentare quella che resta una difficilissima opera di persuasione.

L'OSTACOLO EUROPA

Nell'ottica di Salah all'ombra della Mole, però, pesa notevolmente il clamoroso fallimento stagionale che ha visto la Juventus estromessa dalla prossima Champions League: insomma, un ostacolo difficilmente sormontabile per Madama.

In tutto ciò, resta il fatto che le prospettive per l'ex attaccante della Roma sembrano delinearsi su due strade totalmente distinte. La prima riguarda la parte economica: se l’obiettivo principale saranno i contratti faraonici, accostati ad un calcio meno frenetico, il suo destino porterà quasi sicuramente in Arabia Saudita. Dall'altra, invece, se a prevalere dovesse essere la continuità a livello di ambizione sportiva, allora i vari top club in Europa possono garantirgli quei palcoscenici che oggi la Juventus non è più in grado di offrirgli.

Insomma: un sogno egiziano che potrebbe restare disperso nel deserto.

23 maggio 2026
Juventus: la nota del Club in risposta alla stretta del Torino per il derby

In vista del derby di domani sera, il Torino richiama i tifosi al rispetto delle regole per motivi di sicurezza, preparando uno stadio interamente rivestito di granata. Sotto questo aspetto, la società di Urbano Cairo ha ribadito nelle ultime ore il divieto di accesso con vessilli bianconeri nei settori Distinti e Curva Primavera: ovvero le aree riservate esclusivamente ai tifosi granata ed ai neutrali. Una misura, questa, adottata per evidenti ragioni di sicurezza e per evitare tensioni, in vista di una sfida che si annuncia da record sia a livello di presenze che per partecipazione emotiva.

Insomma: il Torino ha precisato che "non sarà consentito l’accesso a chi indossa maglie, sciarpe o altri simboli della squadra ospite", invitando tutti i tifosi "a rispettare questa regola di buonsenso per garantire a tutti un ambiente sicuro e sereno".

Una situazione che, ai tornelli, non esclude la possibilità di intervento delle forze dell’ordine durante i controlli previsti prima dell’ingresso allo stadio.

LA RISPOSTA DELLA JUVENTUS CON UNA NOTA UFFICIALE

Dopo la richiesta del Torino, non si è fatta attendere la risposta della Juventus che, con una nota ufficiale, dichiara:

"Juventus Football Club esprime forte perplessità in merito alla comunicazione diffusa da Torino FC relativamente alle modalità di accesso al settore Distinti in occasione della prossima gara. Pur comprendendo e condividendo la priorità assoluta della sicurezza all’interno degli impianti sportivi, Juventus rileva come tali disposizioni non risultino supportate da indicazioni ricevute dal Club da parte delle autorità competenti.

Il calcio, e in particolare una partita dal forte valore simbolico e territoriale come il derby, deve rappresentare un momento di confronto sportivo aperto, nel quale ogni tifoso possa vivere la propria passione nel rispetto delle regole e degli altri.

Juventus confida pertanto che, anche attraverso il dialogo istituzionale con le autorità preposte, si possa garantire un equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e diritto dei tifosi a partecipare all’evento sportivo in modo libero e responsabile.

Il Club ribadisce il proprio impegno costante nella promozione di valori di rispetto, inclusione e correttezza, dentro e fuori dal campo".

21 maggio 2026
Juventus: cosa succede senza Champions League?

Gli ultimi novanta minuti nel Derby della Mole in casa del Torino e poi in casa Juventus sarà l'ora della resa dei conti, nella quale non sono escluse sorprese.

Se i bianconeri restassero fuori dalla prossima Champions League, infatti, il danno economico e sportivo sarebbe notevole: una situazione che porterà a conseguenze inevitabili. Ma, in tutto ciò, chi rischierebbe di più in caso di mancato raggiungimento del quarto posto?

LA POSIZIONE DI COMOLLI E DI SPALLETTI

Dopo la sconfitta interna contro la Fiorentina, alla Juventus non basterà solamente vincere il Derby ma i bianconeri avranno bisogno una serie di combinazioni favorevoli su almeno altri due campi per raggiungere la qualificazione alla prossima Champions League. Infatti almeno una tra Roma e Milan dovrebbe perdere ed il Como non vincere, oppure sia il Milan che la Roma perdono o se ancora i rossoneri ed i giallorossi pareggino ed i lariani non vincono.

Se la Juventus non dovesse centrare l'obiettivo la posizione maggiormente a rischio sarebbe quella di Damien Comolli che, oltre agli errori commessi sul mercato, non ha mai fatto scattare quel feeling con Luciano Spalletti. Una certificazione, quest'ultima, pubblicamente dichiarata dall'allenatore toscano nel presentarsi personalmente dalla proprietà e scavalcando così l'Amministratore Delegato.

Per quanto riguarda il futuro dello stesso Spalletti, che ha rinnovato il contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2028 poche settimane fa, non sembra dipendere dal piazzamento finale. Infatti Elkann ha apprezzato il lavoro svolto dall'allenatore e, a meno di clamorosi colpi di scena, l'ex commissario tecnico della Nazionale italiana sarà l'allenatore della Juventus anche nella prossima stagione: con o senza Champions League.

Lo stesso Spalletti, però, chiederà precise garanzie per restare, a partire da qualche modifica nell'attuale assetto dirigenziale.

20 maggio 2026
Juventus: Comolli molto duro con i giocatori

La Juventus sta inevitabilmente vivendo il momento più complicato della sua stagione, dove la sconfitta casalinga contro la Fiorentina ha sia reso quasi impossibile la qualificazione alla prossima Champions League, ma anche messo in evidenza i difetti di una squadra che non è stata in grado di fare il salto di qualità che tutti si aspettavano. In tutto ciò, come riportato da 'Tuttosport', la settimana è iniziata con un confronto tra la società ed i calciatori, dove il protagonista è stata una delle figure più in discussione in questo momento: Damien Comolli.

DALLA CENA DI SQUADRA ALLA MULTA A LOCATELLI E VLAHOVIC

Come riportato dal quotidiano sportivo, c'è un dettaglio che certifica come all'interno del gruppo ci sia una mancanza di comprensione dei momenti.

Proprio sotto questo aspetto, infatti, la squadra aveva organizzato una cena di fine stagione con grande anticipo: ovvero prima che venisse strappato il pass per la prossima Champions League. Insomma, una sorta di festa per chiudere la stagione, ma non sicuramente pensata nel miglior momento possibile. Una cena poi annullata dopo il ko interno contro la Fiorentina. E proprio nella gara contro i toscani, inoltre, c'è stato il diverbio tra Manuel Locatelli e Dusan Vlahovic: una scena diventata virale e nella quale la Juventus ha deciso di multare entrambi i giocatori di 40mila euro a testa.

Un'azione, questa, con la quale il club ha voluto richiamare tutti all'ordine in vista del decisivo derby contro il Torino.

LE PAROLE DI COMOLLI E LA SUA POSIZIONE

Come detto in precedenza, ad inizio settimana c'è stato un confronto tra la società e la squadra, dove Spalletti (ad un certo punto) ha lasciato parola a Damien Comolli. Come rivelato da 'Tuttosport', l'Amministratore Delegato bianconero non ha certo usato i guanti di velluto, rivolgendosi al gruppo con un "Inutile sprecare tante parole: se i risultati sono questi, non ho altro da dirvi".

Una frase tutt'altro gradita ad alcuni calciatori, la quale non riescono ad inquadrare il dirigente francese come uomo di campo e che gli stessi avrebbero già scaricato. Una situazione che riguarda anche Luciano Spalletti, la quale i rapporti con Comolli sarebbero praticamente inesistenti.

Insomma, Elkann dovrà prendere in mano la situazione con scelte consone al bene della Juventus e nella quale la figura più a rischio resta quella dell'Amministratore Delegato.

19 maggio 2026
Juventus: la crescita con Spalletti c'è stata, ma non abbastanza

La Juventus è ad un passo dal non qualificarsi alla prossima Champions League e questa situazione potrebbe influire anche sul futuro di Luciano Spalletti:

è bastata, infatti, la sconfitta contro la Fiorentina (la prima dallo scorso 21 febbraio), per cambiare completamente la prospettiva delle cose.

I bianconeri sono passati, nell'arco di poco più di novanta minuti, dalla speranza di poter strappare il pass per la prossima Champions League con un turno di anticipo, alla realtà odierna: ovvero da un traguardo lontanissimo.

Una situazione che ha portato sul banco degli imputati anche il tecnico di Certaldo che, al termine della gara di domenica, non ha nascosto tutta la sua delusione.

JUVENTUS SECONDA CON SPALLETTI

L'ex commissario tecnico è approdato sulla panchina bianconera lo scorso 30 ottobre per sostituire l'esonerato Igor Tudor e per rilanciare le ambizioni di una squadra che sembrava essere sprofondata in una crisi di risultati e di identità.

Nelle 28 panchine in campionato con la Juventus, Luciano Spalletti ha messo a segno di 15 vittorie, 8 pareggi e 5 sconfitte: uno score che si traduce in una media di 1,89 punti a partita. Un bottino di 53 punti che porta, in questo arco temporale, la Juventus ad essere la seconda squadra nel torneo, alle spalle solamente ai neo Campioni d'Italia dell'Inter che hanno viaggiato ad una velocità supersonica.

inoltre, con Spalletti in panchina, Madama ha fatto meglio delle dirette concorrenti alla corsa per un posto in Champions, aumentando l'andatura rispetto alla media di 1,5 punti tenuta in precedenza con Igor Tudor. Un miglioramento che, con molta probabilità, non basterà per raggiungere l'obiettivo minimo stagionale.

La battuta d'arresto di domenica contro la Fiorentina, nella quale tutte le dirette concorrenti hanno vinto, si è tradotta in un sesto posto in classifica e che richiede una serie di combinazioni più che favorevoli per tornare ad essere protagonista sul più importante palcoscenico europeo per club.

In tutto ciò, però, non si può nascondere il fatto che con Spalletti la Juventus sia cresciuta sotto il punto di vista del gioco. Infatti, quella che sembrava una squadra ormai nel limbo, ha provato a scalare la classifica attraverso una maggiore tenuta difensiva ed una superiore qualità di manovra.

Ma, anche ridisegnando le varie zone del campo, i risultati arrivati non sono stati che quelli che proprietà e tifosi si aspettavano.

Insomma: una frenata portata anche dai limiti di una rosa che non si può minimamente accostare a quelle della Juve del passato.

STAGIONE FALLIMENTARE SENZA CHAMPIONS

La mancata qualificazione alla prossima edizione della Champions League certificherebbe il fallimento totale nella stagione bianconera, sia dal punto di vista del blasone e dei mancati introiti, sia a livello di ambizioni certificate solamente pochi mesi fa. E, sotto questo aspetto, è normale che a finire sul banco degli imputati ci sia anche Luciano Spalletti che ha sì migliorato la Vecchia Signora, ma che i progressi non sono stati all'altezza delle aspettative.

Un eventuale arrivo al sesto posto, escludendo la penalizzazione dell'annata 2022/2023, dunque rappresenterebbe il peggior risultato ottenuto dalla Juventus negli ultimi quindici anni.

Insomma, un futuro tutto da scrivere, in attesa del colloquio tra Luciano Spalletti e John Elkann: unico vero referente per l'allenatore di Certaldo all'interno della società.

05 maggio 2026
La rinascita passa per la Conference League

di Gabriele Lucchini

Dopo aver visto la Roma maramaldeggiare contro una Fiorentina in disarmo e probabilmente sollevata dalla sconfitta della Cremonese contro la Lazio, sulla Juventus aleggiano “sinistri presagi”: la qualificazione alla Champions, che sembrava ampiamente alla portata dei bianconeri, improvvisamente è tornata in discussione.

Eppure sommessamente si fa largo quella che, per dirla alla Patty Pravo, è una "pazza idea": e se la rinascita della Juve passasse proprio dalla mancata qualificazione non solo alla Champions, ma anche all'Europa League?

Sembra folle, ma non lo è, basta vedere le strategie di mercato. La Juve insegue Alisson, corteggia Lewandowski, vorrebbe Bernardo Silva (che però pare prossimo a convolare a nozze con il Barcellona). E in più Bremer, autore di una prova molto discutibile contro il Verona, scalpita, perché a 29 anni vuole vincere e "La Juve - parole sue - galleggia da sei anni".

Riflettiamo un attimo: l'eventuale qualificazione nella c.d. "Europa che conta" cancellerebbe in un istante tutte le incertezze, tutte le crepe e le fragilità mentali che si sono ripetute sistematicamente lungo tutto l'arco della stagione. Si finirebbe per spacciare per un successo, ciò che è stato solo uno "scampato pericolo". Per la Champions allora ci vuole uno squadrone, si dirà: ma la realtà è che nessun giocatore nel pieno dell'attività e della maturità calcistica verrebbe in Italia, né la Juve potrebbe permettersi acquisti costosissimi.

La qualificazione alla Conference, invece, rappresenterebbe un salvifico bagno di umiltà, nessuna follia sarebbe consentita, zero appeal da parte anche di campioni a fine carriera... Ma ci sarebbe spazio per ricostruire dalle fondamenta, perché si riparte da zero solo se si viene messi di fronte alla cruda realtà di un fallimento epocale.

C'è un meraviglioso Daffara da riportare a Torino, dopo la splendida stagione irpina (altro che Alisson o De Gea): non è bastato l'errore di non puntare su Edoardo Motta, finito (non si sa perché) alla Lazio ed eroe della semifinale di Coppa Italia con l'Atalanta? O quello di svendere Huijsen, poi acquistato a peso d'oro dal Real Madrid? Non sarebbe opportuno investire sul terzino goleador della Next Gen David Puczka? E sul talentuoso Adin Licina, scippato alle giovanili del Bayern, al pari di Yildiz? O magari su giovani italiani in cerca di rilancio?

La Conference intanto obbliga a trasferte impensabili (e questo può temprare lo spirito dei più giovani), ma soprattutto consente di affrontare le gare con pressioni ambientali notevolmente inferiori rispetto al palcoscenico della Champions. Se invece tutto dovesse finire "a tarallucci e vino" i tifosi si preparino a vedere un'altra campagna acquisti insensata, cui farà seguito un altro campionato con più ombre che luci, dove l'unico obiettivo realmente raggiungibile sarà il solito quarto posto.