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Editoriale

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Carlo Bianchi

05 Giugno 2026

Editoriale


1000 secondi con... Francesco Repice

1000 secondi con... Francesco Repice

La “Hall of Fame” di Italia dei Derby viene impreziosita dall’intervista a Francesco Repice il radiocronista dei radiocronisti. Non sappiamo se anche lui come Nicolò Carosio alla fine di una partita commentata all’Old Trafford si sia ritirato in un pub, fuori da occhi indiscreti, per farsi il suo wiskaccio ma ne siamo certi che sia uscito dal Teatro dei Sogni soddisfatto del lavoro svolto. Nel poco tempo che purtroppo dobbiamo concedere ai nostri ospiti Francesco ha dapprima ricordato la delusione del suo Cosenza nello scontro promozione con l’Udinese di Garella e di Nedo Sonetti e del palo (che ancora trema) colto da Lombardo che sarebbe valso l’esordio in Serie A. Lui calabrese di nascita ma romano d’adozione manifesta la sua passione per la Roma e la sofferenza che prova un tifoso nel seguire la propria squadra. A maggior ragione chi poi deve commentare la partita in modo professionale ed asettico. Proprio per questo poi la gioia per un successo si manifesta ancor più prorompente. Come si prepara una radiocronaca? Dormendo e facendo una pennichella pre-partita, è lo stadio ed il calore della gente che ti prepara alla narrazione, tutto rigorosamente in diretta. Un cenno poi alla storia, ricordando le due icone Ameri e Ciotti, professionisti a 360 gradi e persone eccezionali e di livello. Come tifoso del Boca Francesco ricorda la finale della Libertadores disputata a Madrid e persa dalle Xeneize contro “las gallinas de River” del muñeco Gallardo. L’esperienza fu comunque irripetibile avendo incontrato in quella occasione il suo idolo Víctor Hugo Morales che entrando in cabina subito lo riconobbe chiamandolo per nome. Per concludere un accenno al prossimo Mondiale al quale non parteciperà avendo preso la saggia decisione di dare spazio alle nuove leve, lui del 1963 lascia quindi il passo ma non l’impegno a rimanere in un mondo che tanto gli ha dato ma che ne siamo certi gli riserverà ancora nuove sfide. Se non sarà così sicuramente altri obiettivi saranno per lui altrettanto allettanti.