
Carlo Bianchi
16 Giugno 2026
Editoriale
1000 secondi con...Ivano Bordon
1000 secondi con...Ivano Bordon
E’ la volta di Ivano Bordon, icona dei Mondiali che addirittura ne ha vinti tre pur manifestandosi 75enne ma ancora in forze. Prima quello da terzo portiere in Spagna 1982, da allenatore dei portieri in Germania 2006, oltre al Congo con la Nazionale Militare. Non esprime previsioni sulla squadra vincitrice oltre che quella che potrebbe essere la rivelazione dei Mondiali mentre si sbilancia definendo Maignan come il miglior portiere della rassegna. Parlando del Dibu Martínez conferma la sua particolarità, il classico testa matta “pazzerello” che in questi anni ha dimostrato il suo valore come tecnica argentina essendosi ben adattato al campionato inglese. Il ruolo del portiere è cambiato ed anche conseguentemente il modo di allenare. Il lavoro è totalmente diverso da quello di anni fa, il portiere prima di tutto deve avere una tecnica di base poi viene tutto il resto. La notte di Berlino, quella dello 0-0 dell’Inter contro il Moenchengladbach, ancora ritorna nei suoi ricordi, una serata eccezionale che gli conferì una grande visibilità. La carica morale che gli diede Facchetti la sera della vigilia con le sue parole di conforto fece il resto. Un cenno anche al suo allenatore Bersellini, che ha avuto cinque anni all’Inter e due alla Sampdoria, altro che Sergente di Ferro, lui seppe adattarsi ai giocatori e non il contrario. Assieme al suo amico Scanziani (capìtano) vinsero la prima Coppa Italia della Samp.
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