
Carlo Bianchi
14 Aprile 2026
Editoriale
Ci doveva pensare un indonesiano
Ci doveva pensare un indonesiano
La notizia è questa, ossia il presidente del Como Mirwan Suwarso si scusa con i dirigenti interisti per il riprovevole comportamento avuto da tifosi locali in tribuna del Sinigaglia verso il terzetto composto dai soliti Ausilio, Marotta e Zanetti, oggetto di scherni ed insulti durante l'incontro di domenica sera. Una volta esisteva la tribuna d'onore frequentata da dirigenti, politici e persone di un certo livello culturale ora ahimé sostituita dai box nei quali sedicenti tifosi invitati da sponsor compiacenti si beano di tifare la propria squadra stravaccati su un divano. Fra tartine e pasticcini serviti da accattivanti presenze femminili gli stessi, quando la temperatura scende sotto i dieci gradi, si rintanano guardandosi bene dall'occupare i posti esterni preferendo godersi la partita al "calduccio" e protetti da un vetro che rende il tutto di una "freddezza" estrema. Il presidente indonesiano, pur complimentadosi con la sua squadra per l'orgoglio e l'abnegazione dimostrate non ha mancato di redarguire i tifosi presenti per il becero comportamento avuto verso i dirigenti nerazzurri ai quali come tali e soprattutto come ospiti andava dato il massimo rispetto. Quanto successo mina vieppiù i solidi valori di un club che sta sforzandosi di dare un'immagine positiva e vincente soprattutto fuori dal campo. Le parole che anche Cesc Fàbregas ha rivolto alla panchina nerazzurra avvalorano questa tesi, il tecnico catalano non ha fatto altro che ricordare ai suoi componenti di limitare certi atteggiamenti ed espressioni non consone ad un top club che oltretutto si trova primo in classifica. Sapersi comportare e rispettare l'avversario è la virtù dei forti, tutti ne siamo consapevoli ma alcune volte almeno qui in Italia ce lo scordiamo. Ci voleva uno straniero per giunta asiatico e da pochi anni nel nostro calcio per bacchettare e dar risalto ai comportamenti riprovevoli da qualsiasi parte arrivino? Si sa che per noi il calcio è questione di vita o di morte anche se uno straniero catapultato in questo mondo fa fatica a comprenderlo tanto da stupirsi ed essere costretto a queste dichiarazioni. Quando impareremo a rispettarci pur nella giusta confrontazione ed ironia derivanti dal tifo per la propria squadra sarà sempre troppo tardi. Poi lamentiamoci pure se per la terza volta non siamo ad un Mondiale? Non sarà questa la causa ma tutto somma, un'attenta riflessione non ci farebbe proprio male.
Il Campionato

Le Coppe

In Casa


















