
Carlo Bianchi
28 Maggio 2026
Editoriale
Juve e Milan: qual'è la differenza?
Juve e Milan: qual'è la differenza?
Biancorossoneri uniti nel dolore e da anni protagonisti di un vincolo quasi carnale fin dai tempi del pre Calciopoli. Ricordate il Galliani sorridente che arrivava in Lega sull'auto con la Triade salvo poi separarsi "fuori casa" vent'anni fa ai tempi dello scandalo? La Juve ci rimase molto male anche se fu proprio lei ad essere oltremodo penalizzata dalla giustizia sportiva ma anche grazie alla complicità del proprio avvocato, il cosiddetto "Barbetta" che reclamò a gran voce la Serie B per giunta con penalizzazione. Il Milan dal canto suo si fece i fatti propri arrivando ad affermare di non conoscere il prode Meani, addetto agli arbitri per la squadra milanese, e che da tutti veniva ricordato come ristoratore di non rinomata fama ma soprattutto per il suo famoso "risotto al salto" di cui andava particolarmente fiero. Pare che ora dopo alcuni anni di raffreddamento di rapporti i due club viaggino ancora a braccetto. Se sta fuori dalla Champions uno (la Juve che aveva ormai un piede e mezzo fuori prima del derby) è giusto che anche il Milan faccia lo stesso in casa con il Cagliari (un punto li avrebbe salvati). Ed ora che succede? Le proprietà sono ben diverse. Quella di via Aldo Rossi che fa capo a Red Bird ed a Gerry Cardinale ha pensato bene di azzerare i vertici nel puro stile a stelle e strisce. Ed allora, si chiedono i più, perché mantenere nella sua posizione, seppur apparentemente defilata, lo svedese dal tacco facile? Si parla del cambio di allenatore ma senza un Direttore Sportivo ed ancor peggio un Ammistratore Delegato il tentativo ci sembra improbo. Si è tirato fuori il nome di Iraola senza sapere di cosa si stesse parlando visto che per quale motivo il tecnico basco dovrebbe venire in Italia lasciando la Premier? Dopo la sua eccellente stagione con il Bournemouth le porte del Crystal Palace gli vengono spalancate. La Juve invece i propri dirigenti li ha tenuti tutti ma è sintomatico oltre che preoccupante il fatto che Spalletti dica di dover parlare con John Elkann e non con il proprio Direttore Sportivo o lo stesso Comolli, anche qui c'è qualcosa non quadra. Insomma le due situazioni sono diametralmente opposte ma arrivano poi dalla stessa parte, convergenze parallele o parallelismi convergenti, fate voi. Nel frattempo le altre si stanno organizzando pur con un valzer delle panchine che animerà il prossimo Calciomercato. Como e Roma, qualificate in Champions, si fregano le mani e sono pronte per dire la loro nel prossimo torneo. L'Inter che fa? Solo vacanze, qualche sorriso ed appuntamento fra quaranta giorni.
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