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Editoriale

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Carlo Bianchi

23 Giugno 2026

Editoriale


Malagò e la melassa

Malagò e la melassa

Finalmente abbiamo un Presidente Federale, al secolo Giovanni Malagò ex CONI e Comitato Milano-Cortina, che con il 68% dei suffragi ha battuto l'inossidabile Abete che ritorna quindi alla sua Lega Dilettanti.
L'intervista
La notizia però sta nell'intervista concessa a casa sua al Direttore di Rai Sport Lollobrigida, quest'ultimo composto in poltrona e con cravatta. Giovanni invece stravaccato sul divano con la gamba a penzoloni e camicia sbottonata. Il clima che si respirava da quelle parti era tutt'altro che istituzionale, tutti a darsi del te (come alla cinque della sera a Buckingham Palace) sperticandosi in elogi e salamelecchi vari. Dapprima Paulo Roberto Falcao (ma voi capite cosa dice?) osannato dal Presidente in quanto da sempre tifoso romanista, poi i due ex nazionali Graziani e Tardelli per non parlare del giornalista Massimo De Luca.
Perché fare domande scomode?
Clima da volevoseme bene e non una domanda astuta, pungente e scomoda se non quella del conduttore Antinelli, anche se dal tenore abbastanza soft. L'occasione era più che ghiotta per sviscerare alguni se non i molti problemi de calcio italiano. Neppure un accenno alla future relazioni con la Lega Calcio ma concentrandosi solo sulla scelta del nuovo CT. Sui settori giovanili neppure un cenno e davvero non si capisce il perché il governo debba intervenire quando ci sono fior di club che spendono e spandono senza dimostrare la capacità di destinare una quota dei loro lauti proventi a far crescere le nuove generazioni. Tutto condito dalla latente democristianità istituzionale che governa il paese, meglio non fare domande scomode e vivere nel limbo che esporsi per poi essere soggetti a critiche da più parti. Se questo è giornalismo stiamo freschi.
Il futuro
Ora staremo a vedere i prossimi passi a partire del Consiglio Federale del primo Luglio, cosa riserverà il budget e che tipo di accorgimenti si prenderanno anche se la fiducia nelle istituzioni viene sempre meno. Diceva un noto politico: le persone con responsabilità devono attorniarsi di gente competente che poi alla lunga diverrà loro fedele, se si fa conto solo sui fedeli non si va da nessuna parte.