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Editoriale

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Carlo Bianchi

03 Aprile 2026

Editoriale


Se non si cambia lo spartito ...

Se non si cambia lo spartito ...

Settimana di passione nella migliore tradizione pasquale quella vissuta dalla FIGC (pare che il nome della via a Roma verrà cambiata da Allegri a ....) e dai suoi componenti dopo l'eroica ed epica disfatta bosniaca e l'azzeramento avvenuto ieri dei vertici federali. Il Presidente Gravina oltre al Capo Delegazione Buffon hanno gettato la spugna. E sono arrivate anche le dimissioni del CT Gattuso che si trova in questi giorni al sole di Marbella, e si attendono quelle di Bonucci (sapete quale fosse il suo vero ruolo?) oltre che di tutto lo staff tecnico. Ieri in una riunione di meno di mezz'ora è stata presa questa decisione sollecitata a gran voce da parte di tutte le componenti. In quell'occasione sono riemerse figure ormai dimenticate come quella dell'ex Presidente Giancarlo Abete (la Lega Dilettanti vanta comunque il 34% come peso elettorale) per non parlare del prode Calcagno, uno de desaparecidos e Presidente dell'Assocalciatori del quale se ne erano perse le tracce. Spazio anche all'ultraottantenne Renzo Ulivieri che ha avuto il coraggio di dire che la giornata è stata per lui molto triste. Presente anche il Presidente della Lega Ezio Simonelli secondo molti una delle maggiori responsabili dell'accaduto. Elezioni convocate per il 22 Giugno in pieno Mondiale e già girano i nomi dei possibili candidati, alcuni dei quali presi da qualche libro di Salgari o di Stevenson, il quale tempo fa fu chiaroveggente e prevedendo l'accaduto scrisse la sua l'Isola del Tesoro e Lo Strano Caso del Dr. Jeckill e Mr. Hyde. Gianni Rivera ridestatosi dal torpore è pronto al subentro (ma non aveva partecipato al corso allenatori a Coverciano?), per non parlare della fantasiosa opzione del duo Guardiola-Roberto Baggio, passando da Albertini, Maldini, il ritrovato Abete per finire all'ex CONI Giovanni Malagò che solo a pronunciare il suo nome si provocano attacchi schizzofrenici da parte del ministro Abodi. Per non parlare della scelta del nuovo CT evocando le gesta europee di Mancini, scappato in Arabia per questioni affettive, nonchè Conte, Allegri per arrivare anche a Baldini che potrebbe essere convocato ad interim prelevandolo dall'Under 21. Le soluzioni al problema sono molteplici: il salary cap, la riduzione delle squadre professionistiche ed una serie A a diciotto per passare alle fantasie più disparate senza magari dare un occhio a cosa hanno fatto le altre nazioni. Tutte ipotesi che dimostrano vieppiù come si navighi a vista (e forse neppure quella) e che ancora non ci siamo per niente. Se non si cambia lo spartito potremmo chiamare anche Riccardo Muti od Herbert von Karajan senza ottenere l'effetto voluto, li ritroveremmo relegati come tristi musicanti chiedendo ausilio ed oboli in qualche stazione sotterranea.