
Carlo Bianchi
02 Maggio 2026
Editoriale
Vancouver come Teano
Vancouver come Teano
Sono passati ormai centosessantasei anni ma i corsi e ricorsi storici sono sempre presenti. Giuseppe Garibaldi ed il re Vittorio Emanuele II si incontrarono in sella ai loro due cavalli anche se quell'atto fu ben lungi dall'essere considerato di grande amicizia e concordia. Tutto fu improntato ad una fredda cortesia, caratteristica che neppure ha sfiorato i due contendenti dell'altro giorno al Congresso FIFA. Il Presidente della Federazione Calcistica Palestinese che si rifiuta di stringere la mano all'omologo israeliano. Come dargli torto? Infantino, che ormai ha assunto da tempo le doti di gran cerimoniere, si è dimostrato oltre che impacciato anche terribilmente sorpreso visto che il teatrino che aveva organizzato è venuto meno. Se a quanto accaduto aggiungiamo il fatto che i rappresentanti iraniani, sebbene provvisti di visti regolari, sono stati fermati all'aeroporto di Toronto per poi essere costretti a far ritorno in patria, allora la situazione si fa terribilmente grave. Il congresso FIFA, che come sempre alla vigilia di un Mondiale riunisce le 211 federazioni affiliate, non ha fatto altro che testimoniare il momento di manifesta tensione geopolitica che stiamo vivendo. Questo è stato certamente un campanello d'allarme e non sarà il solo. Attenzione a cosa potrebbe succedere fra poco più di un mese visto che le nazioni ospitanti sono ben tre senza scordarci del Messico. Le partite che si disputeranno a Guadalajara sono da tempo sotto la lente di ingrandimento per le note tensioni legate alla sicurezza nella zona di Jalisco. Ritornando all'incontro di Teano dobbiamo ricordare che in quella occasione uno dei due, per così dire contendenti, ammise di rinunciare alla conquista di Roma e fare dell'Italia una repubblica lasciando il paese in mano alla monarchia sardo-sabauda che fra l'altro si era resa protagonista della caduta del regno di Napoli. Nel nostro caso invece la frattura è ormai insanabile e mettiamoci il cuore in pace che anche il calcio come tutto lo sport in genere risulta impotente di fronte a certe situazioni. La morale di tutto questo porta a chiederci dove andremo a finire. Una risposta ce l'avremmo. Di che colore era il cavallo bianco di Garibaldi?
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