Vai al contenuto principale

Carlo Bianchi

21 Marzo 2026

In Casa Inter


21 marzo 2026
Guardati alle spalle c'è qualcuno che ...

Aveva ragione Gene Pitney quando a Sanremo assieme all'interista di provata fede Nicola Di Bari nel 1967 proponeva questo ritornello quanto mai attuale alla luce di quanto sta succedendo nel campionato italiano. Con la scusa di assicurarsi un posto Champions Milan e Napoli sono ancora lì seppur distanziate ma pronte ad approfittare del benchè minimo tentennamento della Beneamata. Napoli che con la vittoria di Cagliari ed il recupero dei suoi pezzi da novanta si trova a sei punti dalla vetta (pur con una partita in più). Milan ad otto punti ed attesa oggi pomeriggio dall'appuntamento casalingo contro un ritrovato Toro rigenerato dalla cura D'Aversa e con un Leao fuori per una affaticamento muscolare che induce a sospetti. Domani sera gli uomini di Chivu sono tenuti a fornire una prestazione convincente in quel di Firenze contro una compagine ancora alle prese con la lotta salvezza. Kolarov per la prima volta in questa stagione sarà l'allenatore vista la squalifica di Chivu mentre per vedere capitan Lautaro bisognerà attendere fin dopo la sosta ossia la partita interna con la Roma. Fuori anche Mkhitaryan per infortunio. La formazione sembra scontata con il rientro di Calhanoglu e l'inserimento di Sucic o Zielinski al posto dell'armeno. Confermata la difesa con Bisseck, Akanji e Bastoni che sono i tre che danno maggiore affidamento mentre in attacco fiducia ad uno spento Thuram oltre che la conferma dall'inizio di Pio Esposito. Insomma una trasferta non certo agevole quella del Campo di Marte sperando appunto che quel qualcuno di qui sopra ... non abbia il pugnale in mano per colpire te!

15 marzo 2026
The day after

A mente fredda ed a ben pensarci quello visto e perpetrato ieri pomeriggio a San Siro ha dell'incredibile. Detto nel nostro editoriale del comportamento sia dell'arbitro che del VAR, ci sembra giusto e doveroso per onestà intellettuale soffermarci sul comportamento deglii uomini di Chivu. Un'Inter da alcune partite troppo sottotono causa anche le defezioni di elementi chiave come Lautaro su tutti, oltre che di Calhanoglu, pur sostituito benissimo da Zielinski. Se a tutto questo aggiungiamo un Thuram indisponente ed inguardabile oltre ad un Barella che pur prodigandosi da par suo non riesce a tirar fuori il meglio di se stesso, allora c'è veramente da preoccuparsi. Non è che gli avversari costruiscano occasioni gol a raffica, la difesa regge bene, ma alla prima il gol si prende sempre. Ieri Sommer, abbastanza criticato negli ultimi tempi, ha fatto il suo respingendo il bel tiro di Sulemana ma invano. La manovra è troppo prevedibile, si cerca di arrivare a tu per tu con il portiere senza tentare il tiro da fuori e la cronica assenza di almeno un paio di elementi destabilizzanti fa il resto. D'ora in avanti sarà giusto guardarsi alle spalle e sperare negli scivoloni degli avversari, il Milan si trova a meno otto ed il Napoli a meno nove e non fanno ancora paura ma l'attenzione deve essere massima. Nessuna dichiarazione post partita anche se ce ne sarebbe stato alquanto bisogno in attesa che oggi qualcuno esprima le proprie opinioni e non solo in merito all'arbitraggio. La dirigenza faccia il suo dovere.

09 marzo 2026
Così non va!

Dopo una prestazione così incolore, inodore ed insapore gli uomini di Chivu nonché il suo allenatore qualche domanda è giusto che se la facciano. Una partita così scialba e senza carattere non si era vista da tempo contro un avversario che ha fatto lo stretto indispensabile per portare a casa la vittoria e portarsi a meno sette dalla vetta. A nulla valgono le recrimininazioni sugli assenti visto che sia Calhanoglu che la coppia Lautaro-Thuram recentemente non sono stati protagonisti di prestazione epiche. Sui loro sostituti meglio stendere un velo pietoso. Su Luis Henrique ormai gli spari sono a salve in quanto le critiche nei suoi confronti pare non lo tocchino. Che dire poi di Diouf, pur subentrato alla fine, per non parlare di un Frattesi che neppure uina camera iperbarica riuscirebbe a rigenerare. Per non parlare dei due giovanotti là davanti, che pur non ricevendo palloni giocabili, ci hanno messo del loro scomparendo e nascondendosi nel grigiore generale della serata. Chi si è salvato? Zielinski, ancora schierato play che il suo l'ha fatto, Barella che almeno nel primo tempo qualche cosa ha cercato di fare pur fornendo una prestazione non certo ai suoi livelli. Oltre a un Dimarco, propositivo ahimé solo quando il danno era stato fatto e che si è divorato una favorevole occasione capitata proprio sul suo piede fatato. Se poi la punizione viene da un tale Estupiñán, laterale da sempre bistrattato da tutti ma non dal suo mentore Jorge Mendes che assieme alla famiglia Pozzo ha fatto la fortuna di questo ecuadoriano dalla faccia simpatica, allora qualche risposta bisogna pure scovarla.

04 marzo 2026
Sbadigli lacustri

Serata noiosa al limite del superlativo "issima" quella di ieri in "quel ramo del lago di Como ....". Una semifinale di Coppa Italia che tutto faceva speraree sperare meno quello che poi si è visto. Poche occasioni da gol ed un incontro che si è trascinato stancamente fino alla fine senza un sussulto come se per le due squadre la partita fosse un mero tramite rispetto ai due prossimi impegni: i lariani in quel di Cagliari ed i nerazzurri nel derby. Gioco lento e prevedibile con il solo Vojvoda da una parte e Carlos Augusto dall'altra a cercare qualche sortita ed è tutto dire. Bene ha fatto Fàbregas nel dopo partita ad affermare che loro si aspettavano un'Inter ben diversa, propositiva ed aggressiva come la conosciamo in campionato. E' pur vero che Chivu dal canto suo ha adottato un turn-over massiccio per non dire uno stravolgimento completo della squadra. Difesa con Bisseck a destra (fa paura vedere le sue gambe stilo bacchette per sushi), Acerbi al centro (meno male che il Como non schierava la prima punta) e Bastoni sulla sinistra (fischiatissimo). Non parliamo poi del centrocampo con un Frattesi atteso ancora una volta e che ha fornito l'ennesima opaca prestazione. Il croato Sucic timoroso ed impersonale, Calhanoglu ancora non al 100% fisicamente. Se poi in attacco lasciamo a combattere il ragazzino Pio, di nome e di fatto, coadiuvato (si fa per dire) qualche metro indietro da un tale Diouf, allora lasciamo stare. Un risultato che porta alla partita di ritorno con intatte possibilità per ambedue le formazioni e non si capisce perché lo si debba disputare fra ben cinque settimane quando la prossima nessuna delle due è impegnata in Europa. Misteri della Lega Calcio che prima o poi verranno svelati.