
Carlo Bianchi
Editoriale
1000 secondi con Carlo Pizzigoni
1000 secondi con Carlo Pizzigoni
L’intervista di oggi ce la concede il giornalista, scrittore e soprattutto cultore del calcio sudamericano Carlo Pizzigoni con il quale introduciamo subito il discorso Mondiale con i suoi prezzi esorbitati ed alla portata di pochi. Un Mondiale scomodo soprattutto avendo tre paesi organizzatori e le relative distanze da coprire. Un solo centro stampa a Dallas con una conferenza stampa prefinale aperta anche ai tifosi ma a pagamento.
Gli argentini
Parlando della tifoseria argentina Carlo conferma il mistero incredibile ed inspiegabile di come si registri per qualsiasi partita un’affluenza di almeno quarantamila spettatori-tifosi dell’albiceleste. Presenti qualsiasi tipo di mezzi d’informazione anche le radio più piccole. Rimane un mistero.
Lele Adani
Parlando dell’amico Lele Adani e delle critiche che gli sono piovute per l’eccessivo trasporto emozionale pro Argentina, Pizzigoni conferma che mettere d’accordo tutti soprattutto nel mondo dei social diventa impossibile. Lele ha una formazione giornalistica e culturale di tipo sudamericano. Il lavoro di ricerca che c’è dietro lo vedono in pochi, c’è preparazione ed in questo lui non ha rivali. Il suo stile lo conosciamo.
La rubrica Percorsi
Veniamo ora alla rubrica del regista Fugazzotto oltre che del duo Pizzigoni-Adani, Carlo conferma che si tratta di un lavoro costruito nell’ultimo periodo ma non per tutte le nazionali, solo le più importanti. È stato abbastanza lungo anche dal punto di vista di immagini e grafiche, una grossa mano l’ha data Fugazzotto, pittore milanese che si diletta anche nella regia. Le varie puntate sono tutte disponibili su Rai Play e dopo la finale andrà in onda uno speciale. Si tratta lo sapevamo di un prodotto di nicchia, che andrà anche sui social.
Le partecipanti
Per tornare al calcio giocato si è affrontato il discorso della partecipazione delle nazionali delle varie confederazioni. Pizzigoni spera che non ci sia un ulteriore allargamento nel prossimo Mondiale. In questo si è dato troppo spazio all’Asia con un livello ancora troppo basso, con la delusione della Corea del Sud, Arabia Saudita e Qatar, solo il Giappone ha fatto un po’ meglio. Anche il discorso Concacaf con le tre qualificate di diritto andava rivisto, da sempre hanno avuto troppi posti garantiti. Per raggiungere l’imparzialità si dovrebbero dare delle percentuali uguali a tutte le sei confederazioni per poi organizzare un torneo di qualificazione fra tutti i continenti (tipo torneo preolimpico di basket) per arrivare al totale delle squadre.
La finale oltre alle delusioni è la sorpresa
Concludendo con la finale fra Spagna ed Argentina, Pizzigoni conferma che le due nazionali arrivate all’ultimo atto a conti fatti sono state le più meritevoli. Le più cocenti delusioni sono state l’Ecuador ed il Brasile, fra le africane sono piaciute soprattutto Marocco e Senegal, ossia le finaliste dell’ultima Coppa d’Africa unitamente alla Costa d’Avorio che ha fatto un bel percorso. La grande sorpresa è stata senza dubbio la Norvegia ma neanche tanto, oltre alla nazionale maggiore gli scandinavi stanno ben facendo soprattutto con le giovanili Under 19 e 17.
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