
Fabio Lo Cascio
Romanzo del campionato
Roma versione "er più", le grandi tutte insieme, Napoli in allarme
Roma versione "er più", le grandi tutte insieme, Napoli in allarme
Diciannove vittorie su venti: la A che non sa più pareggiare
C'è un numero che vale più di ogni altro, in questa seconda giornata, e non è un gol: è che su venti partite disputate nelle prime due giornate, diciannove si sono chiuse con un vincitore e una sconfitta, e uno solo con un pareggio. Roba mai vista, un campionato che sembra aver smarrito il concetto stesso di equilibrio. O forse, più semplicemente, un campionato dove il divario fra chi ha костruito e chi sta ancora cercando la forma si vede già, a agosto, in modo quasi imbarazzante. Da lì bisogna partire per raccontare come sono andate le cose sui campi.
Il sabato del gigante Malen
Si comincia venerdì con Milan-Venezia, e la sintesi sta tutta nella difficoltà: i rossoneri ci mettono un tempo intero a sbloccarla, il muro veneziano regge fino al 69', quando Ramos - dopo una manciata di tentativi falliti nel primo tempo, compreso un legno colpito da lontano - trova finalmente la rete giusta. Il resto lo mette l'autogol di Halhal all'89', che chiude 2-0 una partita più sudata di quanto dica il tabellino.
Ma il sabato lo consegna Gasperini con la sua Roma, e soprattutto lo consegna Malen. A Lecce, dopo appena quattro minuti, i giallorossi sono già in vantaggio: errore in disimpegno del Lecce e Malen che non perdona. Ne segue un altro al 23', stesso schema, sempre l'olandese, con un tocco delicato che fa impazzire il Via del Mare in senso opposto. Poi Soulé, al 25', chiude di fatto la partita ribadendo in rete la respinta di Falcone su un suo stesso tiro. Mora completa il poker al 65'. Lecce-Roma 0-4 non è solo il punteggio più largo della giornata: è la fotografia di una squadra, quella romanista, che con due vittorie su due e sei punti si conferma capolista, e lo fa con un centravanti-non centravanti da doppietta che sembra avere il tiro sempre pronto.
Nello stesso pomeriggio, Fiorentina-Frosinone racconta un'altra storia, forse la più dolorosa della giornata. I viola erano arrivati a questa stagione con un mercato quanto mai dispendioso, e si ritrovano invece a 0 punti, 0 gol fatti e sette subiti in due partite. Contro il Frosinone, formazione neopromossa, la Fiorentina prende tre pali nel primo tempo - Mastantuono e Valdepeñas colpiscono legno su legno - ma è il Frosinone a colpire davvero: Raimondo al 26', Bracaglia al 38' di testa su corner, poi ancora Raimondo al 68' con un netto stop e tiro al volo che chiude 0-3. Un secco che dice tutto sul divario fra investimenti e rendimento.
Juventus-Parma si decide invece nella ripresa: doppio tentativo di González al 62', il primo respinto dal palo, il secondo deviato in rete, poi Koopmeiners chiude all'88'. Due a zero, secondi sei punti bianconeri, ma con qualche affanno visibile: la squadra di Vlahović e compagni ha dominato il possesso senza però trovare varchi facili, segno che anche dentro le vittorie ci sono crepe da limare.
Monza-Udinese è la partita più pazza della giornata, cinque gol in appena 63 minuti: Piotrowski porta avanti l'Udinese al 32', Colpani pareggia al 37', poi tra il 45' e il 48' i friulani piazzano un uno-due letale con Kamara ed Ekkelenkamp che li manda avanti 1-3 già nel recupero del primo tempo. Varela accorcia al 63' ma non basta: 2-3 finale, un'Udinese solida nel complesso di giornata. Sassuolo-Torino si chiude invece 2-1 per i neroverdi, con Volpato che apre le marcature al 32' e Berardi che le chiude al 78', in mezzo il momentaneo pari di Comuzzo.
La domenica dello scontro diretto
Domenica si apre con Cagliari-Inter, e qui la differenza di caratura si vede tutta in nove minuti: Çalhanoğlu risolve subito con un piatto destro dal limite, e da lì in poi l'Inter gestisce senza affanno, come se muovesse pedine su un tavolo di gioco dove ha sempre la mossa vincente. Il Cagliari ci prova, sfiora il pareggio nel finale, ma resta 0-1: una sconfitta che non pesa, perché arriva contro la squadra più forte del campionato e perché i rossoblù hanno comunque lottato fino all'ultimo.
Poi la Lazio, che batte il Genoa 1-0 con il gol di Frattesi al 25', su assist di un ottimo Nuno Tavares. Partita sofferta ma altri tre punti in cascina per i biancocelesti, che agganciano il gruppo di testa a sei punti.
Ma è Napoli-Como la partita che pesa di più, perché era il primo vero scontro diretto della stagione fra due squadre ambiziose, e a uscirne con l'amaro in bocca è proprio il Napoli, sconfitto in casa. Baturina porta avanti gli ospiti al 17' con un controllo e un mancino perfetto, Højlund pareggia al 30' con un destro potente da fuori area, ma il Como ribalta subito, al 34', con Douvikas che punisce un errore difensivo di Rrahmani. Il Napoli spinge nella ripresa, arriva a un passo dal pari con un gol annullato nel lunghissimo recupero, ma non basta: 1-2, e la classifica per gli azzurri comincia già a farsi scomoda.
Lunedì, l'Atalanta e il brivido nel recupero
Si chiude lunedì con Atalanta-Bologna, la partita più tirata e meno prolifica di tutte: gli emiliani costruiscono, sprecano, colpiscono un palo con Cambiaghi, mettono in difficoltà Carnesecchi più volte senza però trovare la zampata giusta. E alla fine paga il conto: Samardžić decide al minuto 96, praticamente all'ultimo respiro di un recupero infinito. Tre punti pesantissimi per l'Atalanta, arrivati con una buona dose di fortuna contro un Bologna che ha sciupato più di quanto meritasse.
Una classifica già chiara
Dopo due giornate, in vetta ci sono sei squadre appaiate a sei punti: Roma, Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Lazio, ognuna con il pieno di vittorie. In fondo, il quadro è altrettanto netto: Parma, Monza, Venezia e Fiorentina sono ancora a quota zero, e per le prime tre restava solo da aspettare i primi punti, che però non sono arrivati. La differenza, in questo avvio, non è nei dettagli: è nei numeri secchi, vittoria o sconfitta, senza vie di mezzo.
Alla prossima.

Dati: archivio ufficiale Serie A, realizzato con l'uso del sito datinumeridelcalcio.it
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