
Flavio Ciasca
02 Settembre 2026
Se il pallone fosse a spicchi?
Darryl Dawkins, una vita da leggenda
Darryl Dawkins, una vita da leggenda
Il 27 agosto 2015 ci lasciava, all'età di 58 anni, il cestista americano Darryl Dawkins. Soprannominato "Chocolate Thunder", Dawkins era davvero un'esplosione vivente: un uomo di oltre 120 chili che volava sopra il ferro e schiacciava con enorme potenza, e nella stagione 1979-1980 mandò letteralmente in frantumi, con delle schiacciate, i tabelloni di vetro.
Negli States aveva vestito le maglie di Philadelphia, New Jersey, Utah e Detroit, per poi approdare nel 1989 a Torino.
Devastante a Torino
Al PalaRuffini di Torino non si era mai visto uno così: spalle a canestro era praticamente immarcabile, per forza fisica, tecnica, ma anche per la sensibilità nel gioco, che fece innamorare i tifosi dell'Auxilium Pallacanestro Torino.
Dopo Torino andò a Milano, dove fece valere le sue qualità, e infine a Forlì, dove giocò 5 anni con numeri che ancora oggi sembrano incredibili. Tornò negli USA agli Harlem Globetrotters, e da lì la parabola del giocatore si sbiadì, fino a portarlo a intraprendere quella di coach.
Simpatia a go go
In generale, Chocolate Thunder era un personaggio assolutamente fuori dalle righe: estroso, sempre sorridente, sembrava uscito da un cartone animato, estremamente positivo, e ha fatto tanto bene al basket nostrano oltre che a quello americano.
Una vita movimentata..
Sentimentalmente ha avuto una vita molto complessa e articolata; inoltre, in una sua biografia, Dawkins ha raccontato anche della sua vita piuttosto sregolata e di alcuni episodi di razzismo incontrati durante la sua carriera nell'NBA, giocando al fianco del magico 76ers Julius Erving..
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