
Carlo Bianchi
26 Luglio 2026
Editoriale
La nuova Triade
La nuova Triade
Una volta c'erano i tre dell'Apocalisse, al secolo Moggi-Giraudo-Bettega a farla da padroni, ora invece dobbiamo accontentarci (si fa per dire) di Malagò-Maldini-Leonardo obbligati a tenere banco. Dapprima la scelta del nuovo DT per la quale ci sono volute tre settimane con un Maldini che ci pensava e ripensava quando qualsiasi persona interpellata sarebbe venuta a piedi in Via Allegri. Ma a nessuno è venuto in mente il perchè lui sia stato cacciato in malo modo dal Milan, il percome nell'ultima partita d'addio ai colori rossoneri la curva si sia schierata contro? Qualche domanda è lecito farsela e trovare magari qualche risposta. Se fossimo stati in Malagò poi non avremmo accettato ulteriori tentennamenti e come si faceva una volta le decisioni andavano prese all'istante.
Guardiola, Ancelotti, Baldini e Mancini
La vicenda Guardiola ha poi dell'incredibile. Ma come si fa a tirare in ballo il nome del catalano quando non ci si è ancora accordati e con indubbie possibilità di una non riuscita dell'operazione? Lasciamo poi perdere il contatto con Ancelotti che avrebbe dovuto rinunciare ai suoi dieci milioni annui fino al 2030 garantiti dalla CBF. Insomma poche idee ma oltretutto assai confuse. Baldini scartato dall'inizio poiché personaggio scomodo che è meglio lasciare all'Under. In questo caso la volontà dei presidenti di Lega è stata decisiva visto che il tecnico toscano aveva dato a tutti dei lestofanti. Ora è la volta di Pirlo esumato dalle ceneri di una carriera da allenatore non certo da curriculum. Malagò sta comunque riflettendo sulla sua candidatura anche perché il suo preferito continua ad essere Mancini ed il fatto che Andrea sia legato a doppio filo sia allo United FC di Dubai ma soprattuto al magnate russo, proprietario della Fonbet, Sergey Lomakin fa ancor più riflettere i vertici FIGC. Per non parlare della levata di scudi da parte del mondo politico.
I figli di ....
Se a tutto questo aggiungiamo la carriera da procuratore del figlio Nicolò oltre che di Christian Maldini non se ne viene proprio fuori. Giova ricordare il fatto che ai tempi del Presidente Tavecchio e del CT Ventura Marcello Lippi fu fatto desistere da assumere la responsabilità di DT proprio perchè suo figlio Davide aveva fatto carriera come DS. Ci sovviene una domanda: ma è possibile che i figli di calciatori, allenatori od ex vogliano sempre intraprendere una carriera che garantisca in prospettiva lauti e facili guadagni? Non abbiamo esempi concreti di iscrizioni all'Università magari con l'ambizione di diventare ingegneri, medici, architetti, avvocati od altro, ormai per i figli di cresciuti in questo mondo gli obiettivi sono ben altri. Meglio allora approfittare delle entrature dei genitori e scegliere la strada più in discesa e più ampia possibile, per i sentieri di montagna ed i dislivelli più elevati ci sarà sempre tempo. Una generazioni di pistard ma non di scalatori.
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