
Carlo Bianchi
02 Agosto 2026
Editoriale
La Premier prima o poi farà il botto
La Premier prima o poi farà il botto
Ormai ci siamo fatti l'abitudine di vedere i club della Premier primeggiare e spadroneggiare nel calciomercato estivo potendo spendere e spandere a più non posso. Da tempo pensiamo che questa politica abbia i giorni contati anche se ormai va avanti da molti anni ed i club inglesi, come ci si augura da più parti, prima o poi faranno il botto. Questo lo sa anche la federazione ed il governo inglesi ma i proprietari delle varie società non riescono proprio ad abbassare la quota salari dall'85% rispetto alle entrate fino ad almeno il 70% obiettivo raggiunto da molte leghe europee, la spagnola su tutte.
Cessioni eccellenti
Notizie dell'ultima ora parlano di un Liverpool in vendita per addirittura il 49% ed un Leicester sceso ormai in terza divisione (League One) che registra perdite superiori ai 70 milioni di sterline. Il dato più preoccupante è che il 90% dei club inglesi delle quattro divisioni registra perdite di bilancio ma nonostante tutto le spese non diminuiscono. I dati sono quanto mai significativi: La Premier spende 12.390 milioni di Euro, contro i 585,5 dell'Italia, i 434,2 della Germania, i 307 della Spagna ed i 245 della Francia.
Gli acquisti
In questa sessione di calcio mercato, ancora non conclusa, quattro dei cinque acquisti più cari provengono dagli inglesi e l'altro da LaLiga. Morgan Rogers dall'Aston Villa al Chelsea per 138 MM, Elliot Anderson dal Forest al City per 135, Sandro Tonali dal Newcastle al Tottenham per 108, Mateus Fernandes dal West Ham al Tottenham per 99 ed Anthony Gordon dal Newcastle al Barcellona per 80.
Cambio di strategia
La nuova filosofia degli investitori che si affacciano a questo mercato sta nel non considerare più l'atleta come l'obiettivo finale dell'investimento passando ad essere solamente un attivo essenziale per sostenere la valorizzazione multimilionaria del club. Ormai il mero aspetto sportivo riveste una minima importanza rispetto al consolidamento di una piattaforma globale di intrattenimento, agli investitori soprattutto se sono fondi poco importa della storia del club ma badano alla sola forza di attrarre più pubblico possibile (e diciamo noi di un certo livello), rinforzare il brand ed elevare al massimo la capacità di generare entrate commerciali dimostrando la capacità di trasformare lo sport in uno spettacolo a livello internazionale. E se anche la Premier si è abbassata a questo, musei come quelli finora visitati e teche con il cappotto dello Special One saranno ahimé destinati a sparire.
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