
Carlo Bianchi
09 Agosto 2026
Editoriale
LaLiga dà i numeri
LaLiga dà i numeri
Chiaramente tutto nel buonsenso della parola tanto per giustificare il fatto (come se ce ne fosse bisogno) che stiamo parlando di una nazione Campione d'Europa e del Mondo, per cui qualche merito le verrà pur dato capendone i motivi.
La situazione
Il bilancio 2024/25 ha portato ad un incremento dell'8,1% rispetto alla stagione precedente arrivando a registrare entrate per 5.464 milioni. Quelle commerciali per il terzo anno consecutivo superano il miliardo grazie all'espansione internazionale, nuove strategie di monetizzazione oltre che il continuo aumento di presenze negli stadi. In questo senso si sono superati per la prima volta i 17 milioni di spettatori che parallelamente portano ad un incremento della tassa d'occupazione del 84,5% nella Liga EA SPORTS (la prima divisione) e del 68,5% in quella HYPERMOTION (la seconda). Gli investimenti hanno subito anche loro un significativo aumento fino a raggiungere il 12% anche grazie al programma Impulso ed al fondo CVC (quello per intenderci scartato dai nostri lungimiranti presidenti) grazie alla ristrutturazione degli stadi e delle infrastrutture dei club. Come efficienza operativa i club spagnoli, controllati in modo quanto mai scrupoloso ed efficiente da LaLiga, si stanno allineando ai parametri UEFA che dettano un monte salari al di sotto del 70% della fatturazioine globale. Il controllo economico dei club, in atto da anni, garantisce una solidità delle istituzioni a lungo termine, una stabilità operativa oltre che una sicurezza giuridica.
Las canteras
LaLiga si differenzia inoltre dalle altre per la continua valorizzazione dei propri settori giovanili (un giocatore su cinque proviene infatti dalle varie cantere). Parliamo di un valore assoluto di mercato di 1.460 milioni, seguiti a distanza dalla Premier con 1.076. La Bundesliga con 419, la Serie A con 393 e buon ultima la Ligue 1 con 322. La stagione 25/26 appena conclusa registerà numeri ancor più positivi e con questi dati in mano noi, anziché prendere quanto di buono fatto dagli altri, ci preoccupiamo ancora di discutere sul capo delegazione, sul CT avanzando anche seri dubbi sul neo eletto presidente federale. Con queste premesse è dura pensare di venirne fuori.
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