
Carlo Bianchi
20 Gennaio 2026
Editoriale
Milano-Cortina 2026: questi benedetti tedofori
Milano-Cortina 2026: questi benedetti tedofori
Polemica bella che servita come se ci mancasse pure questa. Dopo le lunghaggini burocratiche nell’allestimento degli impianti sportivi, alcuni non ancora completamente terminati a dimostrazione di un’Italia che arriva come sempre con il fiato grosso per non parlare della querelle su San Siro ed il caro biglietti per assistere alla cerimonia inaugurale oltre che alle varie discipline. In tutto questo bailame si è prepotentemente inserita la questione tedofori con la relativa polemica dei “non convocati” messa in evidenza da Kristian Ghedina. Non si pretendeva che nelle varie tappe di avvicinamento della fiaccola dovessero partecipare tutti i medagliati olimpici ma almeno quelli degli sport invernali avrebbero dovuto essere coinvolti edv avere per loro un’occhio di riguardo. Dal termine “teda” ossia fiaccola cerimoniale ricordiamo che il fuoco veniva acceso ad Olimpia nel tempio di Era (Giunone a Roma) da sacerdotesse che usavano uno specchio ustorio per riflettere i raggi solari. Questo fuoco rimaneva acceso per tutta la durata dei giochi antichi (non più di una settimana) a simboleggiare la purezza ed il legame con gli Dei. Non c’era nessuna staffetta che fu introdotta per la prima volta con le olimpiadi tedesche di novant’anni fa. Ebbene ricordando la storia non si capisce come mai sia successo tutto questo visto e non si caoisce come sia i ministri Salvini ed Abodi oltre all’ex Presidente Coni Malagò non si siano fatti una domanda riguardante gli esclusi. In questo caso avrebbero potuto benissimo darsi più di una risposta. Ora il rimpallo delle responsabilità viene suddiviso fra sponsor, enti locali e ... malcapitati. D’altronde se per installare quattro luminarie nel centro di Milano ci si affida ad una nota multinazionale farmaceutica, tutto è concesso. Passiamo pagina.
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