
Carlo Bianchi
31 Luglio 2026
Editoriale
Per un pugno di dollari
Per un pugno di dollari
Parafrasando il capolavoro di Sergio Leone di alcuni anni fa, siamo tornati dal Mondiale con la gradita sorpresa del prode Infantino che non manca mai di stupirci. Notizia recente è stata nel ventilare l'ipotesi, per sua stessa ammissione è solo una proposta ben lungi da essere approvata, di vendere parte dei diritti dei Mondiali a partner (chiamiamoli così) terzi che fanno del business la loro fonte di vita.
Gianni il Terribile
Non è che Gianni il Terribile sia da meno, lui svizzero di genitori italiani, ha pensato bene di scalare pian piano i vertici dell'organizzazione mondiale del calcio sfruttando gli eventi che avevano portato alla defenestrazione di Blatter (anche lui un bel personaggio) ed all'uscita anzitempo da questo mondo dorato di Le Roi Michel. Le nazioni affiliate alla FIFA sono 211 e mettetevi nei panni di un Presidente di Federazione magari di Guam, Isole Cook, Djibuti o Somalia che si vede promettere dall'amicone delle entrate garantite che vanno dai 20 ed i 40 milioni di dollari per il solo fatto di essere affiliati soprattutto sapendo di non avere alcuna possibilità di andare ad un Mondiale. Voi cosa fareste? Il presidente in questione al solo pensiero si sta già sfregando le mani pensando ai lauti guadagni non solo per l'organizzazione che rappresenta ma anche personali. Deviare una parte consistente dell'obolo piovuto dal cielo su propri conti personali è un gioco da ragazzi come trovare qualche paradiso fiscale che siamo certi ancora esista. Ed allora di cosa stiamo parlando?
Aleksander Ceferin
Non pensi l'avvocato sloveno che tutte le 55 nazioni affiliate all'UEFA siano del parere di boicottare, come da sue minacce, le manifestazioni organizzate dalla FIFA. Chiedetevi se Andorra, San Marino od ancor più il Lussemburgo non strizzerebbero l'occhio a questa proposta. Da ricordare che ormai la FIFA ha messo piede in troppe scarpe e soprattutto di un paio di numeri inferiori in modo tale che sfilargliele sarà quando mai arduo (carrozze con i principi azzurri non ne arriveranno). Per esperienza diretta giova sottolineare che la Coppa Araba tenutasi recentemente in Qatar è da un paio di edizioni sotto l'egida FIFA ed ha avuto un seguito di tifosi e di sponsor notevolmente superiore all'Intercontinentale che sempre la FIFA ha organizzato con il Paris di Luis Enrique vincitore. Insomma non nascondiamoci dietro un dito, Ceferin farebbe bene a guardare bene nei 110 occhi dei presidenti europei e non fare tanto la voce grossa poichè ormai la politica dell'ONU del calcio è questa e da qui non ci si muove. Le vergini ahimé possono aspettare.
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