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Tango o Samba?

Tango o Samba?

Flavio Ciasca

05 Novembre 2026

Tango o Samba?


Buon compleanno a Pablo Aimar, il divino diez di Río Cuarto

Buon compleanno a Pablo Aimar, il divino diez di Río Cuarto

Due giorni fa è stato il compleanno di un magnifico ex calciatore argentino: Pablo Aimar.

Nato il 3 novembre 1979 a Río Cuarto, un importante centro agricolo e commerciale situato nella provincia di Córdoba, Aimar è un ex calciatore professionista ed è attualmente uno dei collaboratori dello staff della nazionale albiceleste allenata da Lionel Scaloni con la quale e' stato campione del mondo in Qatar nel 2022.
 
Calciatore da Rio Cuarto a Rio Cuarto
Da calciatore era un centrocampista offensivo, uno splendido fantasista che ha giocato 52 partite con la maglia della nazionale argentina.
È cresciuto nell’Estudiantes di Río Cuarto, per poi proseguire il suo percorso nel River Plate grazie a Daniel Passarella.
Aimar nella sua carriera ha giocato anche in Europa: in Spagna, nel Valencia dal 2001 al 2006 e nel Real Saragozza dal 2006 al 2008.
La sua parentesi europea si è chiusa in Portogallo, nel Benfica, dal 2008 al 2013.
In seguito ha militato in Malesia per una stagione, nell’annata 2013/2014, vincendo un campionato malese.
Falcidiato dagli infortuni, Aimar ha chiuso col calcio giocato nel suo River Plate nel 2015, facendo una sola presenza.
Nel 2018, nel suo Estudiantes di Río Cuarto, ha giocato un’emozionante amichevole di addio al calcio.
 
Maradona su Aimar
Pablo è stato un divino numero dieci della nazionale argentina, l’unico giocatore per cui Diego Armando Maradona disse che avrebbe pagato per vederlo giocare.
Durante un provino al River Plate, Pablo Aimar, soprannominato “el Payaso”, impressionò talmente gli scout del River che questi chiamarono immediatamente Daniel Passarella per bloccare il talento di Río Cuarto.
 
Passarella e River Plate
Passarella in quel momento era l’allenatore della prima squadra dei Millonarios e a lui venne chiesto di correre al campo per vedere Pablo allenarsi.
Immediatamente dopo chiamò il padre di Aimar per farlo firmare prima che si accordasse altrove.
“El Caudillo”, come era soprannominato Daniel Alberto Passarella, chiamò il padre di Aimar e si presentò dicendo che era Passarella in persona. Il padre di Aimar mise giù il telefono pensando a uno scherzo di cattivo gusto e Daniel dovette richiamare più volte per parlare con il padre del talento.
El Payaso firmò e da lì prese il volo la sua folgorante carriera, esordendo con la maglia del River all’età di 16 anni e nove mesi. Con la maglia del River ha giocato 115 partite, segnato 23 gol e vinto tre campionati argentini, nel 1997, nel 1999 e nel 2000.
 
Giocatore divino ed umile
Un giocatore divino, con una classe infinita, idolatrato anche da Lionel Messi. Aimar è sempre stato un personaggio molto umile e discreto. L’umiltà acquisita dalla sua provenienza non è mai mancata, come quando, dopo il primo torneo vinto insieme a Scaloni nel 2018, al torneo internazionale di calcio L’Alcudia, dichiarò che era contento per la vittoria ma che non bisognava mai perdere di vista che c’erano tantissime famiglie alle quali sarebbero volute 24 rate per pagare i vestiti che loro indossavano per allenarsi.
 
Il legame con Messi
Il talento di Río Cuarto raccontò anche di aver vissuto la prova che il mondo andava al contrario, facendo riferimento a una partita giocata contro Messi. A fine partita il numero dieci argentino gli chiese la maglia da scambiare e, secondo lui, in un mondo logico sarebbe dovuto accadere il contrario. Il legame con Messi si è manifestato anche durante la Coppa del Mondo in Qatar nel 2022: El Payaso è scoppiato in lacrime dopo un gol di Messi al Messico, avendo la percezione che avrebbero avuto la possibilità di vincere il Mondiale, come poi si è verificato.
 
"El Mago" a Valencia
Al Valencia fece meraviglie e, per le sue capacità balistiche e la sua eleganza, prese il soprannome di “el Mago”. Dribbling e giocate hanno trasformato lo stadio Mestalla di Valencia in un palcoscenico da sogno. Ha vinto due campionati spagnoli, nelle stagioni 2001/2002 e 2003/2004, una Coppa UEFA nel 2003/2004 e una Supercoppa nel 2004.
Nel Saragozza la prima stagione si concluse con un sesto posto; la seconda, per problemi economici della società, fu pessima e culminò con la retrocessione del club. Voluto personalmente da Rui Costa, Aimar proseguì il suo percorso nel Benfica, dove si ricongiunse con il suo ex compagno del River Javier Saviola, detto “el Conejo”. Con il Benfica ha vinto quattro Coppe di Lega portoghesi dal 2008 al 2012 e un campionato nella stagione 2009/2010.

Pablo César Aimar si è sempre divertito a giocare a calcio, dando spazio al suo estro e alla sua fantasia.