

Redazione
Champions League
Porto-Napoli 4-1 - Il Napoli affonda mancando l'approdo sicuro al Porto.
Porto-Napoli 4-1 - Il Napoli affonda mancando l'approdo sicuro al Porto.
Un'altra serata storta
Certe sere uno spegne la luce in cucina, sente il frigorifero che borbotta e pensa: non può andare peggio. Poi arriva il Napoli a Porto e trova il modo di dimostrare il contrario. Il 4 a 1 dell'Estádio do Dragão non è un incidente di percorso, è la fotografia di una squadra che da settimane cerca la quiete e non la trova.
Eppure la partita era cominciata con un'altra idea. Il Porto ci aveva messo poco a farsi vedere, prima con un destro di Sainz uscito di un soffio sopra il sette, poi con il colpo di testa di Bednarek che aveva sbloccato la gara. Il Napoli aveva reagito, aveva reclamato un rigore per un fallo di Kiwior su Højlund, e prima dell'intervallo aveva pareggiato con McTominay, che in questa Champions è già alla terza rete. Rimontare, insomma, i partenopei ci erano riusciti. Il guaio è venuto dopo.
Il Porto che aspetta e colpisce
Nella ripresa gli uomini di Farioli hanno capito di poter fare a meno del pallone e di giocare sugli errori altrui. Rosario a un metro dalla porta si è visto negare il gol da un miracolo di Meret, Veiga ha preso la traversa al volo, e a furia di insistere la partita è girata. Il gol di Veiga Novas ha scosso l'equilibrio, quello di Kiwior ha fatto il resto. Certo, il Porto è lontano dai quartieri alti della classifica, in venticinquesima posizione, e resta una squadra con due sconfitte in più di quelle che vorrebbe. Ma stasera ha avuto idee chiare e pazienza, e la serata gli è bastata per respirare.
Il Napoli che non comanda
Qui sta il punto, e lo diciamo senza girarci intorno. Questo Napoli non va. Si potrà dare la colpa agli infortuni, si potrà parlare di sfortuna, ma noi crediamo che manchi la tranquillità, quella calma che ti fa tenere il pallone quando la partita scotta. A questo si aggiunge una cronica incapacità di comandare il gioco: il Napoli ha corso dietro agli eventi, mai davanti. Quando ha preso il secondo gol non ha trovato un modo per rimettere ordine, e il crollo è stato rapido. La ciliegina amara è l'espulsione di Marín, con il rigore regalato a Aghehowa che ha chiuso i conti. Un passivo pesante, in una classifica dove la posizione, in attesa che la giornata finisca, è la ventisettesima.
McTominay e Meret, gli unici in piedi
Se qualcuno esce a testa alta è chi ha fatto il proprio dovere senza sbandare. McTominay ha trovato il gol quando serviva, uno dei pochi lampi di una serata altrimenti buia. Meret ha salvato quel che si poteva salvare, e almeno la sua parata resta nella memoria. Dall'altra parte Veiga Novas ha firmato il gol che ha spaccato la gara e Aghehowa ha messo il sigillo dal dischetto.
Allegri sui carboni ardenti
Adesso la strada sale. Il Manchester City non è l'avversario ideale per chi cerca serenità, e Allegri lo sa meglio di tutti. Il tecnico danza proprio sui carboni ardenti: se la squadra non ritrova in fretta un po' di pace, di scuse da offrire non ce ne saranno più.
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