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Champions League
Feyenoord-Inter 0-3 - L'Inter torna ad essere se stessa e allora avversari dominati
Feyenoord-Inter 0-3 - L'Inter torna ad essere se stessa e allora avversari dominati
Il giorno dei fratelli Coen
Ci sono film in cui il cattivo sembra pericolosissimo, poi gli girano due volte la testa e finisce a terra senza aver capito cosa è successo. Al De Kuip è andata più o meno così: i nerazzurri sono arrivati in Olanda con un cammino europeo zoppicante e se ne sono andati dopo aver fatto un sol boccone del Feyenoord. Il 3 a 0 addirittura non dice tutto, e vediamo perché.
Il sinistro di Bisseck
All'inizio c'è un uomo che di solito non fa notizia. Bisseck si gira sul sinistro e la mette all'angolino, primo gol con l'Inter nelle coppe europee: insomma, il difensore che si prende la scena prima ancora che gli avversari abbiano trovato il ritmo. Da lì la partita prende una piega sola. Gli uomini di Chivu non si accontentano, spingono, fanno correre la palla. Dimarco sulla sinistra è un'altra persona rispetto a quello spento di qualche settimana fa: tiro che Ernst deve bloccare sul palo, poi la chiusura su Moussa in area, di quelle che si guardano e si applaude. E Barella a centrocampo ha ritrovato gamba e idee. Giocatori rivitalizzati, diciamo pure così, e si vede.
Il Feyenoord lasciato a metà
Dall'altra parte, la squadra di van Bronckhorst non ha mai trovato il modo di far male. Ernst ha fatto il suo, anzi più del suo: si è tuffato sul tiro dalla distanza di Zieliński, ha respinto il destro di Spence da dentro l'area. Ma un portiere che lavora così tanto è il segno di una difesa che non regge. Il Feyenoord è oggi nella parte bassa della fase campionato, con una sola vittoria in quattro partite e un conto di reti che non lascia margini di interpretazione. Per gli olandesi la serata ha avuto la stessa fisionomia del precedente più recente: un 2 a 2 con l'Inter, nel 2002, che oggi sembra preistoria.
Esposito e Zieliński a segno
Il raddoppio è un colpo di testa di Esposito sulla deviazione, tanto netto che Kraaijeveld resta a guardare. Zieliński, invece, ci ha provato tre volte prima di trovare la porta: la prima palla fuori di un soffio, la seconda con Ernst in tuffo, la terza dal limite, un sinistro che bacia il palo e si insacca. Perseveranza premiata. Esposito ha pure rimesso dentro un pallone a porta vuota, ma era tutto annullato: una distrazione che non ha cambiato niente.
Una vittoria che vale la fiducia
L'Inter resta a metà classifica, e la posizione è provvisoria, visto che la giornata è ancora in corso. Ma il punto non è dove si trova adesso: è come ci è arrivata. Con una prova di carattere dopo due sconfitte, con facce nuove e vecchie che girano bene, con la sensazione di aver recuperato un'identità. Ora arriva lo Stoccarda a Milano: l'occasione per capire se questa è una serata o una svolta.
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