

Stefano Brianti
In Casa Parma
09 ottobre 2026
Gilardino torna a casa: il bomber del “violino” è il nuovo allenatore del Parma
Parma torna ad abbracciare uno dei suoi figli più amati. Ormai da giorni Alberto Gilardino è il nuovo allenatore del Parma Calcio 1913. Un ritorno che sa di destino, 21 anni dopo l'addio.
Per chi ha vissuto il Tardini e il Parma Calcio nei travagliati ed emozionanti primi anni duemila, se ricordiamo il crack Parmalat dell’ex Patron Calisto Tanzi, il nome di Bomber Gila è quasi sacro. Arrivato nell'estate del 2002 dal Verona del D.G. Pastorello e voluto fortemente da Mister Cesare Prandelli, il ragazzino della provincia piemontese trovò con il tempo la sua maturazione a Parma. Lo score in Crociato recita così: 116 presenze ufficiali e 56 gol fatti dal 2002 al 2005, numeri importanti: 23 gol in Serie A nel 2003-04, altri 23 l'anno dopo.
I gol di Gilardino nel passato gialloblu
L'ultimo segnato, il più pesante, è stato senza ombra di dubbio il gol nello spareggio salvezza contro il Bologna nel giugno 2005, che aveva tenuto il Parma (all’epoca in Amministrazione Straordinaria) in Serie A e che è stato anche il suo ultimo “marchio” in gialloblù, di quella sera il nitido ricordo dei 9000 tifosi Gialloblù festanti in Curva San Luca. Nella Stagione successiva di trasferì al Milan per l’importante cifra di 25 milioni di Euro. Da quel momento in poi un susseguirsi di trionfi: Campione del Mondo nel 2006, squadre blasonate come Milan, Fiorentina, Genoa, ma Parma è rimasta sempre nel suo cuore.
Ora la storia si ribalta
Non più i “ruggiti” nelle aree di rigore avversarie, ma la panchina da cui guidare la giovanissima squadra Crociata.
Giardino arriva a Collecchio dopo l'esonero di Carlos Cuesta (domenica 27 settembre). Dopo aver rescisso aver rescisso il contratto che ancora lo legava al Pisa Calcio, dove era stato esonerato a febbraio scorso, Gilardino ha successivamente firmato un contratto che lo legherà al Parma fino al 30 giugno 2027 con opzione per altre due stagioni in favore del club Ducale.
Per lui è una carriera da allenatore iniziata dal basso, fatta da una gavetta di cui va fiero: Rezzato, Pro Vercelli, Siena, la Primavera del Genoa e poi l’agognata Serie A proprio con i Grifoni genovesi, portati ad una tranquilla salvezza.
Ora la chiamata del Parma, che per lui non è una squadra qualsiasi.
Il timing è perfetto: il Parma ha appena trovato la prima vittoria stagionale, quel 2-1 al Genoa al Tardini con i gol di Romero e Almqvist che ha donato all’ambiente un minimo di tranquillità, e la sosta per le Nazionali, ormai terminata. Due settimane per lavorare, per ricaricare le pile e recuperare i pezzi da novanta come Bernabè, e per inculcare le sue idee. La filosofia di Mister Gilardino è chiara: "La fonte di tutto sono le caratteristiche dei giocatori, mi adopero per creare ad ognuno di loro un vestito personalizzato".
Lavoro, umiltà , verticalizzazioni e gol, un 3-5-2 votato paradossalmente all’attacco.
Primo ostacolo quasi insormontabile
Alla ripresa subito un incontro dal sapore particolare: sabato 10 ottobre alle 18:00 a San Siro contro l'Inter di Cristian Chivu, proprio l'allenatore che nel 2025 era stato sostituito dal giovane maiorchino Cuesta.
Il Tardini è pronto a suonare di nuovo il suo violino. Questa volta dalla panchina come un Direttore d’Orchestra nella terra di Giuseppe Verdi e di Arturo Toscanini.
Bentornato a casa, Bomber Gila.
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