

Giancarlo Rizzoglio
In Casa Genoa
14 ottobre 2026
Il Grifone verso la Capitale tra storia, presente e futuro
Non basterebbe un libro per descrivere ciò che accomuna il vessillo giallorosso e quello rossoblù.
A parte l’energia vitale del colore rosso e due tifoserie tra le più morbose, viscerali ed entusiaste d’Italia, soprattutto la storia si è divertita ad incrociare le strade dei due club con illustri personaggi, che hanno contribuito a rendere grande il calcio italiano.
Come non menzionare William Garbutt, il primo allenatore professionista del nostro campionato e soprannominato “mister” in virtù della sua nazionalità inglese.
Protagonista del Genoa scudettato nel 1915, 1923, 1924 e delle celeberrime cinque finali di Lega Nord del 1925 contro il Bologna, il popolare “Willy” era stato anche commissario tecnico della Nazionale azzurra tra il 1913 e 1914, prima di diventare nel 1927 il primo “mister” nella storia della neonata Roma, costituita proprio in quell’anno dall’unione dell’Alba Audace, della Fortitudo e del Football Club Roma, conosciuto anche come Roman.
E potremmo anche parlare di un frutto del vivaio giallorosso come Bruno Conti, destinato a diventare uno degli eroi azzurri nel mondiale 1982 ma solo dopo essersi distinto nella promozione rossoblù in serie A del 1976, per poi consacrarsi negli anni successivi in maglia giallorossa (tornando anche per una stagione in rossoblù nel 1978).
Se Roberto Pruzzo e Sebastiano Nela compiranno lo stesso percorso di Conti da Genova a Roma, rispettivamente nel 1978 e nel 1981, dalla Capitale arriveranno invece sotto la Lanterna prima Gianluca Signorini e poi Fulvio Collovati, difensori di grande livello (anche Fulvio era stato un eroe azzurro del 1982) che contribuiranno in modo determinante al 4° posto in campionato e alla successiva, splendida cavalcata europea del Genoa tra il 1990 e 1992.
Dunque, Daniele De Rossi, riconosciuta icona giallorossa fino al 2019 e oggi “mister” rossoblù, prosegue nel cammino che attraversa un altro incrocio tra le strade del Grifone e della Lupa, con il prestigioso (ma anche oneroso) incarico di ricercare una dimensione più consona al lignaggio del club più antico d’Italia.
Francois Modesto e Stefano Melissano già operativi
E proprio De Rossi in questi giorni si sta già confrontando con il nuovo staff dirigenziale dell’area tecnica, ossia il Chief of football Francois Modesto e il direttore sportivo Stefano Melissano.
Sul tavolo, non solo l’impostazione della squadra nelle prossime partite fino all’apertura del mercato invernale, ma anche alle sue attuali carenze, parte delle quali sono state individuate dall’allenatore come la scarsità di quinti da centrocampo con determinate caratteristiche.
Il compito di Modesto e Melissano sarà tutt’altro che semplice, visto che dovranno operare dopo un mercato estivo in cui il club si è esposto molto dal punto di vista finanziario.
Andres Balzquez:” il piano di Sucu apre la strada ad altri partner finanziari”
E così i concetti espressi dal presidente Dan Sucu a Bucarest, trovano conferma anche nelle dichiarazioni dell’AD Andres Blazquez, nell’intervista esclusiva pubblicata ieri da Flashscore.
Alcuni passaggi confermano, secondo Blazquez, i momenti difficili attraversati dal club quando A-Cap ne aveva il controllo (“non ci era permesso prendere decisioni basate su concetti sportivi”) e delle occasioni perse durante il calcio mercato, come per Spence (“avevamo un'opzione per acquistare Djed Spence per 7 milioni di euro, e loro hanno rifiutato. Quando giocava per noi, si ricordi, era felice qui, avevamo l'opzione e la dirigenza di A-Cap disse: 'No, non potete permettervelo””) oppure De Gea (“io dissi: “guardate, è una buona opportunità”. De Gea ci fu offerto a parametro zero e, ancora una volta, credo che A-Cap abbia detto: “è un portiere vecchio stampo, non dovremmo prenderlo””).
Superati in pieno i problemi legali dovuti ai ricorsi di A-Cap (“eravamo assolutamente certi che l’intero processo di ricapitalizzazione, l'aumento di capitale, non fosse stato fatto solo secondo le regole, ma fosse necessario per salvare il Genoa. Questo ha confermato che è stata fatta la cosa giusta per il bene del Genoa e ha convalidato ciò che sapevamo fin dall'inizio”), Blazquez ha ribadito ciò che il presidente Sucu aveva già espresso nella precedente conferenza stampa in Romania: “penso che questo apra la strada a nuovi tipi di partner finanziari – ha detto Blazquez a Flashscore -. Non per la situazione A-Cap, ma per il generale miglioramento finanziario del Genoa e il valore della rosa. Credo che saremo in grado di proseguire il piano di risanamento del club, migliorare i conti e continuare a investire senza che ciò sia un peso reputazionale per noi”.
13 ottobre 2026
La settimana speciale del tecnico rossoblù
Il senso di legame ad un club, la figura iconica di chi ha passato tutta la vita con una maglia cucita addosso o l’interpretazione del leader di una squadra per la quale si acquisisce l’onore e l’onere di trasmettere ai compagni spirito di appartenenza e rispetto di militanza, costituiscono un quadro devozionale di un calcio ormai d’altri tempi, ma che sopravvive ancora oggi in personaggi come Daniele De Rossi.
Roma e Genoa come ponte di un’inestinguibile, travolgente passione primordiale e un entusiasmo professionale di chi potrebbe aver trovato un’impensabile seconda casa, un altro amore da vivere integralmente soltanto per chi, come lui, conosce il segreto delle emozioni in modo così totalizzante.
Neppure durante la conferenza stampa di sabato dopo la bella vittoria sulla Fiorentina, De Rossi è riuscito a sottrarsi alla curiosità degli organi di informazione nazionale, che gli hanno puntualmente riproposto questo tema.
“Non iniziamo così proprio il sabato della settimana del mio ritorno a Roma – ha tagliato corto De Rossi -. L’anno scorso non ha portato benissimo, anche perché è certamente una partita complicata, visto che giochiamo contro una delle squadre più forti del campionato. Sarà complicata, penseremo a prepararla come abbiamo preparato tutte le altre”.
Il Genoa studierà varianti contro i giallorossi all’Olimpico
L’eccellente primo tempo disputato dai rossoblù contro la Fiorentina, fa crescere la curiosità per il Genoa del prossimo futuro, su eventuali nuovi schemi e per altre posizioni in campo che potrebbero occupare i tanto attesi giocatori di qualità, finora fermi ai box.
Tutto però sembra ruotare nell’impostazione della difesa, basata sulle caratteristiche degli esterni.
“Non è che io non voglio giocare a quattro – ha detto il tecnico rossoblù -. Questa è una squadra costruita a tre e che finora ha giocato a tre. Abbiamo giocatori che sono terzini veri e propri e non hanno quelle caratteristiche che cerco nei quinti, quella velocità e quello strappo nell'uno contro uno. Non abbiamo tante alternative. Una squadra che vuole giocare così, magari di esterni ne ha cinque in rosa e noi invece abbiamo giocatori che a volte devono adattarsi”.
Possibili novità a centrocampo
Non è un mistero che De Rossi sia impressionato dalle qualità mostrate dal diciottenne Samuel Wiafe, entrato molto bene nella partita contro i viola.
“Non faccio i finti complimenti – ha detto l’allenatore sul giovane centrocampista -. Penso sia un giocatore che possa agire anche con esperienza, non pecca di ingenuità. Anzi nella partita contro la Fiorentina è stato anche troppo carico, ma ci può stare. Fisicamente è un mostro e sono contento del suo esordio”.
Insomma, il Genoa continua ad essere un cantiere, ma le prime fondamenta sembrano essere state finalmente gettate.
11 ottobre 2026
Genoa CFC – Comunicato stampa: Diego Lopez ai saluti
Come già preannunciato, la strada professionale tra Diego Lopez e il Genoa si è formalmente separata, come espresso dal seguente comunicato ufficiale del club rossoblù, emesso da pochi minuti.
“Genova, 11 ottobre 2026 – Il Genoa CFC comunica la conclusione del rapporto professionale con Diego López, che lascia il ruolo di Chief of Football del Club. La Società desidera esprimergli il più sentito ringraziamento per l’impegno, lo sviluppo delle diverse aree della struttura sportiva, la dedizione e la grande professionalità dimostrate nel corso del suo mandato alla guida dell’area tecnica rossoblù. Il Genoa CFC rivolge a Diego López i migliori e più sinceri auguri per il prosieguo della sua carriera professionale”.
I tifosi attendono ora di conoscere i nuovi responsabili dell’area tecnica rossoblù, che con ogni probabilità verrà ricoperta dal manager francese Francois Modesto nel ruolo di Chief of football e Stefano Melissano in quello di direttore sportivo.
10 ottobre 2026
I ritrovati assi del Genoa sorprendono la Fiorentina
Daniele De Rossi aveva visto in allenamento l’energia giusta nella sua squadra e così è accaduto.
Quello visto nel primo tempo a Marassi contro la Fiorentina, è stato tutto un altro Genoa rispetto alla squadra povera di idee e di conclusioni di cui si era preso atto nelle prime cinque giornate di campionato, prima della sosta per le nazionali.
L’intuizione di impiegare Hamed Traorè in cabina di regia, l’intraprendenza di schierare Stephan El Shaarawy e Junior Messias sulla trequarti, dietro alla punta Milutin Osmajic, e la scelta di insistere su Kingsley Ehizibue in un crescente stato di forma, hanno dimostrato come i giocatori di qualità siano decisivi nel dare a questa squadra un livello tecnico certamente superiore.
Se ne è accorta anche la Fiorentina, sbagliando sicuramente approccio contro un avversario (e uno stadio) che forse non si aspettava così arrembante e pericoloso.
Il modulo coraggioso di Daniele De Rossi
Se da una parte il Genoa si presenta alla sfida contro i viola senza sette giocatori, tra cui Lorenzo Colombo, Alexsandro Amorim e Dibril Sow, dall’altra schiera finalmente insieme i tre giocatori più attesi, ossia Traorè, sulla linea dei centrocampisti al fianco di Frendrup, El Sharawy e Messias, all’attacco insieme a Osmajic, mentre Ehizibue e Ellertsson si posizionano sulle corsie esterne, a dar man forte alla difesa formata da Vasquez, Ostigard e nella quale Otoa sostituisce Marcandalli.
La Fiorentina risponde con Vadepenas, Ranieri, Dragusin e Jimenez davanti al portiere De Gea, Fagioli, Oulai e Ndour sulla linea di un centrocampo che supporta Wilfried, Beto e Mastantuono in attacco.
Ci mette poco, il Genoa, a far breccia in una Fiorentina inizialmente evanescente; al 7’ Ehizibue penetra sulla corsia sinistra, smista al limite verso El Shaarawy il cui pericoloso tiro è respinto da De Gea sui piedi di Ellertsson. L’esterno rossoblù sbaglia forse la conclusione che però finisce verso Osmajic, lesto ad insaccare: Genoa in vantaggio.
I viola tentano una reazione con un tiro di Beto, bloccato da Bjilow, ma al 13° Ellertsson conquista palla a centrocampo, lancia sulla sinistra El Shaarawy, che, entrando in area, sfiora il raddoppio con un rasoterra radente al palo opposto.
La Fiorentina ci capisce poco e la danza rossoblù continua; al 14’ Traorè smarca Osmajic, il quale dalla destra mette al centro un pallone su cui Ranieri sbaglia l’intervento; irrompe Messias e raddoppia per i rossoblù.
Annullato un gol di Gnonto per fuorigioco, al 22° una punizione di El Sharaawy dalla trequarti viene miracolosamente deviata da De Gea.
Traorè è abile a prendere palla e a servire i compagni negli spazi come al 26°, quando lancia in area viola, dove prima Ellertsson e poi El Shaarawy non riescono a trovare la conclusione vincente.
È solo alla fine del tempo che la Fiorentina si fa pericolosa: prima Jmenez e poi Ranieri mettono fuori di poco.
A inizio ripresa escono El Shaarawy e Messias: la musica cambia
Nella ripresa, dopo una decina di minuti De Rossi sostituisce Messias e El Shaarawy rispettivamente con Vitinha e Wiafe, spostando Traorè nella posizione di trequartista.
La squadra rossoblù cambia così assetto di gioco, proprio quando i viola, sotto la regia di Fagioli, prendono in mano le redini del gioco, senza peraltro essere particolarmente pericolosi.
Infatti, la rete dei toscani arriva al 27° in modo abbastanza rocambolesco; Ndour scende sulla destra, conclude e il tiro viene deviato da Vasquez nella propria rete nei più classici degli autogol.
Ora i viola costringono alla sofferenza i padroni di casa, che non hanno più la qualità per ripartire in modo pericoloso, e così vanno vicinissimi al pareggio al 31° con un tiro alto da buona posizione di Pellegrino e poi al 41°, quando Ndour dal limite prende il palo esterno alla sinistra di Bjilow.
Dopo cinque minuti di recupero, non succede più nulla di rilevante e i tifosi rossoblù, tirando un sospiro di sollievo, posso festeggiare la prima, meritata vittoria di questo campionato.
10 ottobre 2026
De Rossi:” primo tempo travolgente, speravo nel terzo gol”
È un De Rossi felice, quello che entra in sala stampa dopo la prima vittoria del Genoa in campionato, tanto meritata, grazie ad un sontuoso primo tempo, ma così sofferta nella ripresa, quando la Fiorentina ha preso sempre più campo dopo le sostituzioni di El Sharaawy e Messias.
“il nostro primo tempo è stato travolgente, siamo stati molto bravi e speravo nel terzo gol – ha detto De Rossi -. Mi dicevo, questi li devi ammazzare, perché sennò rientrano in partita, hanno giocatori che ti fanno gol in ogni istante, poiché sono una squadra viva, unita, compatta”.
Un nuovo modulo che ha davvero convinto, basato su Traoré in cabina di regia con El Shaarawy e Messias trequartisti, dietro alla punta Osmajic.
“Sì, possiamo pensare di riutilizzare questo schieramento – ha precisato il tecnico -. Però poi ci sono gli avversari e bisogna capire che partita dobbiamo giocare. Non dobbiamo troppo snaturarci in base al nostro avversario, ma quando in teoria è più forte di noi, un pochino dobbiamo adattarci, tenendo presente che abbiamo pochi esterni di questo tipo, cioè aperti e in grado di saltare l’uomo. Possono fare questo Messias, Robinho e Vitinha, ma altri esterni con queste caratteristiche ne abbiamo pochi. Penso che abbiamo lavorato nella stessa maniera dall'inizio del ritiro a oggi, che abbiamo fatto, secondo me, un primo tempo eccezionale. Poi magari pareggi, perché non è che la Fiorentina non meritasse di pareggiare”
Per De Rossi sono state tre settimane complicate e lui stesso ne è consapevole.
“Il calcio è così, bisogna mantenere un po' di lucidità e pazienza. E allora devo ringraziare la mia società per la pazienza e per la fiducia. Sono contento per me, per il mio staff, tanto contento per i miei giocatori, tanto contento per la mia società, per Blazquez e Lopez, perché da subito mi hanno fatto sentire inchiodato a questa panchina”.
El Sharaawy, Messias e Traorè ormai recuperati dietro le prodezze di Osmajic
“Nel secondo tempo la fase difensiva è stata fatta bene – continua De Rossi -. Dovevamo cercare un pochino di spingerli fuori e non abbassarci troppo dentro l'area. Soprattutto contro squadre così forti, vieni abbassato dietro, perché il controllo è sempre pulito. Però è stata una prova di forza, di carattere e anche di organizzazione e di attenzione”.
Su Osmajic.
“Ha portato serenità, soluzioni in profondità, ossia una caratteristica molto più simile a Ekuban che l’anno scorso utilizzavo tanto. La mia prima richiesta è stata quella di avere giocatori che vanno in profondità. Osmajic non era il primo nella lista, ma sono tanto contento di non essere riuscito a prendere i primi della lista. Non lo conoscevo bene, temevo il nuovo approccio al campionato. Giocava il campionato di serie B, anche se poi bisogna vedere se il livello della serie B inglese sia tanto inferiore alla nostra serie A. Ma con Lopez abbiamo in lui riconosciuto subito quello che ci serviva. Ha portato energia, lui riesce a essere centrale nel nostro spogliatoio; quindi, è un acquisto incredibile da parte della società.
Su Messias.
“Negli ultimi 5/10 minuti del primo tempo non capivo se fosse infortunato o semplicemente stanco e già nell’intervallo abbiamo cercato di capire se sprecare uno slot o meno. Abbiamo giocatori importanti sui quali contare, chi a partita in corso, chi dall'inizio. Oggi è rimasta fuori gente che io ho stravoluto a tutti i costi, ma siamo tutti importanti”.
Su Traorè ed El Sharaawy.
“A volte leggiamo qualche dato vediamo qualche allenamento un po' sottotono e pensiamo a un giocatore non pronto, quando magari la cosa migliore sarebbe buttarlo in campo. Abbiamo fatto così con lui a Bucarest quella amichevole ci ha fatto perdere Colombo, ma ci ha fatto ritrovare Traorè. E lo stesso abbiamo fatto con El Shaarawy, che, secondo me, a Bucarest non era sembrato così pimpante. Loro sono giocatori da campo, da domenica e li devi buttare dentro. Secondo me El Shaarawy ha fatto 55/60 minuti molto bene anche lui.
Il tecnico sottolinea la capacità della sua squadra di fare gruppo
“Dopo Parma ero proprio uno straccio – conclude il mister rossoblù -. Voi vedete i 90 minuti, ma noi viviamo tutti gli avvicinamenti a questi 90 minuti. Vivo tutte le dimostrazioni che in questi giorni ho ricevuto dai giocatori. Chi con un messaggio, chi con un abbraccio, chi con una frase, chi viene in ritiro anche se non è convocato oppure chi mi dice di essere contento per me. Facciamo questo lavoro per le emozioni, anche se poi non è successo niente, perché abbiamo quattro punti in sei partite. È molto lunga e vivremo probabilmente anche emozioni negative. Abbiamo vinto con il Sudtirol in Coppa Italia e provato a far finta di essere contenti come in una partita di campionato, che però mancava. Ora è arrivata ed è molto bella”.
09 ottobre 2026
Un tandem per il Genoa: Francois Modesto e Stefano Melissano
Non c’è ancora la comunicazione ufficiale della società rossoblù, ma tutto sembra ormai deciso.
Francois Joseph Modesto e Stefano Melissano assumeranno rispettivamente le cariche di Chief of football e direttore sportivo del Genoa in sostituzione di Diego Lopez, ormai sulla strada dell’Inghilterra verso il Burnely.
L’indizio più probante è arrivato proprio nelle ultime ore da La Spezia, quando è giunta la notizia della rescissione contrattuale di Melissano con gli aquilotti, società per la quale lavorava come direttore sportivo, mentre Modesto avrebbe già preso visione delle strutture di allenamento di Villa Rostan.
Per loro, sarebbe pronto un contratto fino al 2029, con la prospettiva di cominciare già ad operare per un mercato invernale che dovrà colmare alcune lacune tecniche emerse da quello condotto in estate.
Per Modesto un curriculum di tutto rispetto
Quarantottenne nativo di Bastia, Francois Modesto ha già una profonda conoscenza del calcio italiano, anche come difensore di talento.
In forza al Cagliari per ben cinque anni dal 1999 al 2004, il manager francese si è poi distinto tra il 2004 e il 2013 prima nel Monaco e poi nell’Olympiakos, squadre nelle quali ha disputato diverse partite di Champions League.
Conclusa la sua carriera di calciatore nel Bastia nel 2016, Modesto viene ingaggiato dall’Olympiakos come direttore sportivo, club nel quale rivestirà anche la carica di direttore dell’area scouting, valorizzando e cedendo diversi giocatori a prestigiose squadre europee.
Il manager transalpino è stato poi protagonista nel 2019 di una bellissima promozione nel Nottingham Forest, che mancava dalla Premier inglese da ben ventitré anni, mentre nel 2022 viene scelto da Silvio Berlusconi e Adriano Galliani per ricoprire il ruolo di direttore tecnico del Monza, ottenendo due salvezze in serie A e creando importanti plusvalenze con le cessioni di Carlos Augusto (Inter), Daniel Maldini (Atalanta), Warren Bondo (Milan) e Michele Di Gregorio (Juventus).
Nel 2025 assume il ruolo di direttore tecnico della Juventus, incarico che porterà avanti per un solo anno.
Stefano Melissano porta allo Spezia Pio Esposito
Quarantaseienne nativo di Lecce, Stefano Melissano inizia la carriera come direttore sportivo proprio in forza ai salentini, prima di trasferirsi allo Spezia facendo coppia con l’allenatore Vincenzo Italiano, che seguirà anche nella sua avventura alla Fiorentina tra il 2021 e il 2024.
Tornato agli aquilotti, Melissano porta in bianconero Pio Esposito, Romano e Comotto; manca di un soffio la promozione in serie A nella stagione 2024/2025, nella famosa finale play off persa al Picco contro la Cremonese.
A questo punto, si attende solo l’ufficialità dal club rossoblù per conoscere i due manager che cureranno il prossimo mercato del Genoa.
08 ottobre 2026
De Rossi: “sento l’energia giusta: contro la Fiorentina faremo una grande partita”
In attesa che la società rossoblù ufficializzi entro domani la sempre più probabile separazione consensuale con il Chief of Football Diego Lopez, Daniele De Rossi ha parlato oggi nella consueta conferenza stampa prima del match, stavolta in programma sabato alle ore 15 a Marassi contro la Fiorentina.
“Visti gli acquisti, la squadra viola è veramente forte – ha detto il tecnico -. Ha disputato tre partite iniziali magari non buone, ma non meritava di restare a zero punti. Hanno trovato stabilità e convinzione, cosa che permette loro di esprimere un potenziale incredibile con giocatori fortissimi. Però non esistono squadre imbattibili e secondo me noi faremo una grande partita, perché sento l’energia giusta”.
Tutto ciò anche se gli uomini di Vanoli sono segnalati in pieno recupero, sia come squadre e sia a livello di singoli.
“Sì, perché se dovessimo guardare troppo alle qualità tecniche del loro centrocampo, rischieremmo di snaturarci, facendo una partita quasi esclusivamente difensiva – continua De Rossi -. Contro giocatori forti, mettendo qualche attaccante in più magari li costringi a fare qualcosa che a loro non piace. Loro preferiscono avere palla piuttosto che non averla, quindi noi possiamo difendere sia a livello fisico, sia a livello tattico ma anche levandogli qualche occasione in più di tenere la palla. Vanoli sta facendo un ottimo lavoro ed è giusto che ciò gli venga riconosciuto”.
Possibili novità in formazione?
Vista la caratura dei viola, ci si chiede se potranno esserci novità nella formazione iniziale dei rossoblù, per la quale De Rossi fa alcune considerazioni.
“Noi abbiamo bisogno di uomini pronti a giocare e Wiafe è uno di quelli – puntualizza il tecnico -. Lo ritengo un giocatore forte come quelli che giocano più di lui e se entrerà in campo, dall’inizio o a partita in corso, ci saranno poi ancora tanti minuti con noi. Samuel è un giocatore che mi ha stupito e lo ritengo uno dei nostri venti titolari. Lo stesso dico per Puczka, anche se lui potrebbe aver bisogno di qualche prova in più in campo, proprio per quella trasformazione di ruolo che gli sto facendo fare. Credo che anche lui avrà spazio in futuro perché ti da vantaggi sui calci piazzati e sulla spinta propositiva in avanti”.
Ovviamente, il discorso verte poi sull’attesissimo Traorè e sulla sua condizione fisica.
“Per Hamed c’è solo il problema della ricerca di condizione, che lui sta portando avanti. Lui è un giocatore pronto per tutto. Adesso lo abbiamo recuperato dopo un infortunio delicato per il quale è stato tanto tempo fermo. Comunque, a Bucarest ha dimostrato di essere in una condizione migliore di quanto sperassi”.
Il tecnico sente comunque un clima positivo intorno a sé
Molti hanno ritenuto di vedere nel tecnico un atteggiamento diverso rispetto all’anno scorso, temendo una sua perdita di fiducia.
Ma a questo proposito De Rossi rassicura tutti.
“Sono fiducioso perché ho visto una squadra che ha continuato a lavorare in maniera incredibile dal punto di vista dell'impegno fisico e dell'attenzione - ha detto l’allenatore -. Anche dal punto di vista dell'umore la squadra reagisce, anche se, ovviamente, non siamo contenti dei risultati. Sono sereno anche dai colloqui quotidiani avuti con la società, dalla quale ho sempre ricevuto fiducia. Sono sereno ma anche voglioso di cambiare marcia”.
Tuttavia, dovrà fare i conti con diversi infortunati a causa delle partite di Nation League.
“La sosta ci ha aiutato, non in termini effettivi, perché abbiamo perso due o tre giocatori, ma per lo studio svolto su noi stessi. È stata un po' lunga, dovremmo abituarci tutti quanti a gestirla. In quattro partite ci può stare, perché ti alleni meno, viaggi di più e le possibilità di farsi male aumentano, ma questo vale per noi e anche per gli altri. Siamo tutti sulla stessa barca”.
E allora sabato si ricomincia, in una sfida cruciale per il Vecchio Grifone.
07 ottobre 2026
Guai muscolari per Djibril Sow
La quarta giornata di National League porta cattive notizie in casa Genoa.
Il ventinovenne centrocampista elvetico Djibril Sow si è prodotto ieri sera un malanno muscolare, che lo ha costretto ad uscire alla fine del primo tempo nella partita disputata dalla nazionale svizzera contro la Macedonia del Nord, valevole per il gruppo 1 della League B.
Nonostante debbano ancora essere fatti gli accertamenti del caso, appare pressocché sicura la defezione di Sow nell’importante gara di sabato al Ferraris contro la Fiorentina.
Una vera tegola per Daniele De Rossi, che in questo modo si vede privare di uno dei due giocatori più vicini a quel ruolo di “play” del quale tanto si è sentita la mancanza in queste prime partite di campionato.
In una squadra che deve quindi già scontare l’infortunio di Lorenzo Colombo, il solo Alexsandro Amorim pare destinato ad assumere la regia di un reparto che dovrà contrastare un centrocampo avversario segnalato nel pieno recupero della forma.
I due “motori” della Viola
Dunque, è proprio a centrocampo che il Genoa dovrà trovare le dovute contromisure.
Il tecnico viola Paolo Vanoli ha restituito sicurezza alla sua squadra, mettendo in risalto soprattutto la tecnica e la qualità di Nicolò Fagioli, considerato come una delle fonti di gioco della Fiorentina insieme al talento di Cher Ndour.
Di conseguenza, per i rossoblù non ci sarà solo la necessità di dare più inventiva alla manovra, giungendo più spesso al tiro in porta, ma anche limitare il raggio di azione di quei giocatori viola in grado di creare azioni pericolose.
Ecco perché è sempre più accreditata l’ipotesi di affiancare un altro attaccante a Milutin Osmajic con lo schieramento di tre centrocampisti e due “quinti”, lasciando invariata la difesa a tre.
Futuro rossoblù tra campo e nuovi assetti societari
A tenere banco nella curiosità dei tifosi non c’è solo la scelta del nuovo direttore sportivo, che a questo punto sembra ristretta (a meno di possibili sorprese) in un testa a testa tra Giovanni Rossi e Daniele Pradè.
Hanno infatti suscitato interesse le dichiarazioni di Dan Sucu a Bucarest, soprattutto quando il presidente ha rilasciato un’affermazione considerata, nell’ambiente rossoblù, certamente più importante di una semplice apertura a nuovi soci per il club.
Quel “sono sempre disposto a trovare altri partner, perché non sono interessato a restare necessariamente l’unico azionista di riferimento” - unito alla dichiarata volontà di riportare il Genoa in posizioni più ambiziose - è stato da molti interpretato come la possibilità di scegliere con quale soggetto potenziare le possibilità economiche della società.
Se le battaglie legali hanno fin qui frenato l’interesse di nuovi investitori, la sentenza in primo grado di giugno del Tribunale di Genova ha legittimato l’operazione di Dan Sucu nell’aumento di capitale da lui fatto nel 2024, facendo definitivamente chiarezza nel futuro del Genoa.
Secondo diverse interpretazioni, dalle parole del presidente non sarebbe quindi detto che nuovi soci dovrebbero eventualmente entrare acquisendo il pacchetto del 23% ancora riconducibile a 777 Partner, sotto sequestro conservativo e i cui interessi sono tuttora curati da un custode.
L’auspicio di molti è che sul tavolo ci possa essere invece l’apertura a soggetti finanziariamente capienti, in grado di procedere anche ad un aumento di capitale, creando così i presupposti per una nuova struttura societaria.
Fedele al suo cliché storico, il Genoa è dunque in piena ebollizione, sia dentro e fuori dal campo.
06 ottobre 2026
Il Grifone tra partite cruciali e nuovo d.s.
Dopo la lunga sosta, mancano ormai pochi giorni alla partita di Marassi contro la Fiorentina, nel corso della quale tutti auspicano miglioramenti sostanziali nel gioco della squadra rossoblù e nel recupero di giocatori considerati fondamentali fin dal loro arrivo durante il mercato estivo.
A seguito del ritorno in viola del tecnico Vanoli, la Fiorentina è un avversario annunciato in crescita anche per le ritrovate condizioni di forma di diversi elementi, a cominciare da Radu Dragusin, ex genoano che ha lasciato un ottimo ricordo tra i tifosi del Grifone.
Il Genoa dovrà dunque decidere come affrontare questa partita, già vista da molti come lo spartiacque tra un prosieguo di campionato sul viale della ripresa oppure quello all’insegna della sofferenza.
C’è curiosità per la formazione e il modulo di gioco
L’infortunio occorso a Lorenzo Colombo durante l’amichevole a Bucarest non è una buona notizia per Daniele De Rossi, costretto ora a progettare un attacco che potrebbe portare anche ad un cambiamento di modulo.
Se Milutin Osmajic verrà impiegato come unica punta, è possibile che il tecnico rossoblù inserisca nella formazione iniziale Hamed Traorè e Stephan El Shaarawy, che hanno finalmente giocato per 90 minuti nella partita contro il Rapid.
La classe e l’indiscussa qualità dell’ivoriano e del “Faraone” potrebbero regalare alla manovra del Genoa quella imprevedibilità finora mancata, creando superiorità numerica e liberando i compagni al tiro in porta.
Tutto probabilmente dipenderà anche dalle condizioni degli esterni Ehizibue, Drameh, Mitaj e Puczka (visto dal mister anche come “braccetto” nella difesa), che, se pronti a giocare fin dall’inizio, renderebbero possibile lo spostamento di El Shaarawy dalla posizione di “quinto” a quella del trequartista.
Attenzione però alle succose novità: anche il diciannovenne Robinho Jr si è distinto nella partita in Romania, convincendo De Rossi di essere già pronto all’impiego nonostante una struttura fisica ancora sulla strada della completa formazione.
Possibile la sua presenza in panchina per un eventuale esordio in serie A.
Girandola di voci sul nuovo direttore sportivo
È ormai quasi certo: tra Diego Lopez e il Genoa le strade si divideranno dopo neppure un anno di collaborazione, con il Chief of Football destinato al Burnley nella Championship inglese.
Dopo le ricorrenti voci sull’interessamento del club più antico d’Italia per Giovanni Rossi, ecco spuntare la forte candidatura di Daniele Pradè, direttore sportivo proprio della Fiorentina fino al novembre 2025.
Dall’alto di una profonda conoscenza del nostro campionato e un curriculum di primo piano formatosi anche alla Roma, Pradè si è distinto nel portare alla ribalta giocatori come Vucinic, Pizarro, Cuadrado, Kean e Borja Valero.
Tra le alternative, rimangono sullo sfondo Nicolas Burdisso, Pantaleo Corvino, Giovanni Sartori o Sean Sogliano, pronti a diventare, eventualmente, la prima scelta del club rossoblù.
Che peraltro non è nuovo a sorprese nelle decisioni di questo tipo.
05 ottobre 2026
Genoa: Diego Lopez già ai saluti?
Chissà quanto sarà stato sibillino quel passaggio del presidente Dan Sucu nel corso della conferenza stampa di alcuni giorni fa a Bucarest, in occasione della partita contro il Rapid.
“Quando fai investimenti di questa dimensione – aveva detto il presidente rossoblù – stai un po’ pensando di arrivare in una posizione più ambiziosa. Ed è chiaro che per ora non siamo dove speravamo di arrivare”.
Nel momento in cui i risultati non arrivano, con una squadra alla ricerca di una soluzione su problemi strutturali come una manovra prevedibile e carente nel creare occasioni da gol, è normale mettere sotto osservazione tutto il mercato estivo, ossia principalmente l’operato del Chief of Football Officer Diego Lopez.
L’interesse del Burnley
Squadra di Championship orientata su un programma che possa riportarla in tempi brevi in Premier, il Burnley si è fatto avanti con Lopez offrendogli la plancia di comando per questa ambiziosa operazione, proprio quando il direttore sportivo è in pieno confronto con la dirigenza rossoblù.
Le parti sarebbero ormai molto vicine ad un accordo, costringendo il Genoa ad affrettare i tempi nella ricerca di un altro dirigente, idoneo a gestire l’area tecnica in momento molto delicato del campionato.
Dopo neppure un anno dal suo arrivo, Diego Lopez sembra dunque già destinato a salutare i colori rossoblù.
Un novero di alto profilo
Sono diversi i nomi candidati a sostituire Lopez nel ruolo di direttore sportivo.
Il più gettonato pare essere quello di Giovanni Rossi, club manager dell’Olympique Marsiglia già direttore sportivo delle squadre giovanili della Juventus e responsabile dell’area tecnica di Sassuolo e Cagliari.
Ma altri nomi sarebbero circolati nell’entourage rossoblù: da Nicolas Burdisso, ex Genoa ed esperto di mercato italiano e sudamericano, a Pantaleo Corvino, scopritore di talenti e specializzato nel creare plusvalenze; da Giovanni Sartori, qualificato nello scouting e nella valorizzazione dei giocatori, a Sean Sogliano, molto preparato nel mercato internazionale e abile nel lavorare anche con budget contenuti.
Insomma, la situazione in casa Genoa è molto fluida e si aspettano novità già dalle prossime ore.
04 ottobre 2026
De Rossi: “cerco più soluzioni, non ho mai mollato un centimetro”
Non sarà un’amichevole persa sul campo del Rapid di Vienna senza sedici giocatori a disposizione, a gettare nello sconforto Daniele De Rossi, anche se qualcuno gli fa notare la differenza del suo atteggiamento rispetto allo scorso anno.
“Una persona che mi vuole bene mi ha mandato la mia foto in ginocchio sotto la gradinata nord, dicendomi “ti vogliamo vedere così, ti manca questa esultanza” – ha detto il tecnico rossoblù -. Però cosa devo fare? Esultare quando perdo? Potrei fare del cinema in panchina, urlando e sbraitando con i giocatori, arrivando in conferenza e attaccando tutti. Ho sentito tanti colleghi dire che i giocatori si devono assumere più responsabilità, tirare fuori gli attributi. Da me questa cosa non la vedrete”.
E allora cominciano ad arrivare le risposte sul lavoro condotto in queste due settimane di sosta dal campionato.
“Non ho mai mollato un centimetro, sto al campo più ore di quanto ci stavo lo scorso anno, cerco più soluzioni e anche queste settimane di pausa le ho passate al centro sportivo, tranne un giorno e mezzo. Ora abbiamo due giorni liberi, ma starò al campo e lavorerò per il Genoa”.
Le condizioni di El Shaarawy e Traorè secondo il tecnico
“El Shaarawy, secondo me, è sempre stato un giocatore di fascia, tranne qualche partita l’anno scorso. – dice De Rossi -. L’abbiamo preso per sopperire ad una necessità sulle fasce, così di avere un giocatore che inventi e salti l’uomo. Può giocare dietro alla punta, l’ha fatto anche alla Roma ma quasi sempre partendo dalla panchina. Farlo giocare dietro alla punta, vorrebbe dire levare un altro dei giocatori d’attacco. Aggiungendo lui, cerchiamo di avere più opportunità nell’uno contro uno o nelle soluzioni offensive e non fare come a Vienna, quando siamo arrivati al limite sei o sette volte e non abbiamo mai tirato. Questo è il nostro grande problema”.
E poi su Traoré: “siamo venuti a Bucarest per vedere le condizioni dei giocatori e ci eravamo ripromessi di tenere Traoré, El Shaarawy ed Ehizibue in campo fino allo sfinimento, cercando di vedere fino a che punto potessero resistere prima di crollare. La nostra sensazione è che Traoré non sia mai andato in affanno, nel finale qualche rincorsa in meno l’ha fatta ma mi ha impressionato la sua condizione, che non è così carente come temevamo”
De Rossi ha anche apprezzato molto la prova di Robinho Jr: “sì, mi ha fatto una grande impressione. Non lo conoscevo, è un investimento per il futuro ma è molto interessante. Fa le cose utili, intelligenti e giuste. Fisicamente è da costruire, ma dentro al campo ci sa stare. Spesso guardiamo il fisico, ma ci dimentichiamo di chi passa la palla a quelli con la stessa maglia. Giovani così fanno bene alla squadra e in futuro dovremo attingere a queste situazioni”.
Una situazione diversa da quella auspicata
“Io ho le idee chiarissime, da agosto, luglio, maggio e aprile – ha detto De Rossi -. Siamo in una situazione in cui guardare indietro non serve. Con lo staff abbiamo deciso di far finta di essere subentrati adesso, dopo la partita contro il Parma. Cerchiamo di dare indicazioni semplici e basilari per trovare quello che manca. I numeri vanno letti quando le cose vanno molto bene e molto male. Non riusciamo a tirare in porta, non concretizziamo la mole di gioco che facciamo”.
E adesso quasi non si vede l’ora di essere in campo contro la Fiorentina.
03 ottobre 2026
Con sedici assenze, il Grifone cede al Rapid
Si sapeva già salendo sul charter diretto a Bucarest.
Tra giocatori infortunati, rimasti a Pegli a causa degli allenamenti differenziati e soprattutto quelli impegnati nelle rispettive nazionali, Daniele De Rossi avrebbe dovuto far appello a tutta la sua fantasia per schierare una formazione in grado di dare indicazioni attendibili sul recupero fisico di alcuni elementi.
E così è stato, basti pensare ai ben dieci giocatori della “primavera” al seguito dei titolari.
Con Stolz in porta, Marcandalli centrale in una difesa inedita insieme ai due “braccetti” Ehizibue a destra e Sabelli a sinistra, anche il centrocampo presenta la novità Traorè al fianco di Frendrup, in linea con Drameh a destra e El Shaarawy a sinistra; Colombo è l’unica punta supportata sulla trequarti da Vitinha e il giovane Robinho Jr, autore di spunti davvero interessanti.
Primo tempo in equilibrio
La prima frazione di gara è condotta dalle due squadre a ritmo contenuto, in cui il Rapid si fa pericoloso solo al 7°, quando Stolz è bravo a neutralizzare una conclusione di Stojikovic.
Dopo alcuni puntuali salvataggi di Marcandalli, protagonista di una buona prova, al 36° il Genoa va vicinissimo al vantaggio: destro dell’ottimo Robinho Jr, Aioani non trattiene una palla rimasta vacante in area di rigore sulla quale Vitinha non riesce a deviare, facendosi anticipare da Kramer all’ultimo momento.
Alla fine del tempo, Colombo è costretto a lasciare il campo per una brutta botta alla caviglia sinistra, che probabilmente gli impedirà di prendere parte alla prossima partita di campionato contro la Fiorentina a Marassi.
Calo fisico rossoblù nella ripresa
Nel secondo tempo rimangono in campo fino al termine sia Traorè e sia El Shaarawy, quest’ultimo spostato però sulla trequarti campo; vengono sostituiti Stolz da Sommariva e Colombo da Marcelo Vaz, che si rende protagonista al 55° commettendo un fallo di mano al limite dell’area.
La successiva punizione di Stojikovic è deviata dallo stesso Vaz che inganna Sommariva, altrimenti sulla parata: Rapid in vantaggio.
Mentre Robinho Jr. viene sostituito al 73° da Mendolia, il Genoa si rende pericoloso al 76° con Frendrup, il cui tiro è probabilmente deviato da un difensore con un braccio, giudicato dall’arbitro Giulesti attaccato al corpo: Ungureanu blocca.
I rossoblù tentano di recuperare ma – forse a causa dei loro pesanti carichi in allenamento – il Rapid pare avere più “benzina”, tanto da arrivare al raddoppio.
Infatti, all’81° Pop si infila in una difesa genoana sulla linea del centrocampo (in un ripetersi dei gol subiti a Parma) e, arrivato davanti a Sommariva, lo batte con un sinistro radente indirizzato sul palo più lontano.
A fine partita, dai duecento tifosi genoani al seguito della squadra arriva la contestazione, di cui – pur con tutte le attenuanti del caso – i rossoblù dovranno tenere conto.
02 ottobre 2026
Sucu: “se trovo partner più forti di me, rimango socio minoritario”
Aveva detto che doveva essere una festa e perlomeno ne ha creato i presupposti.
Il presidente rossoblù Dan Sucu ha parlato a margine dell’amichevole di oggi a Bucarest tra il Rapid ed il Genoa con delle dichiarazioni tutt’altro che banali, dimostrando sempre quel cliché serio ed affidabile mostrato fin dal suo arrivo a Genova.
E subito ha toccato un tasto molto sensibile per i tifosi genoani.
“Nel momento in cui sento che la potenzialità finanziaria richiesta è più grande di ciò che io posso fare – ha detto Sucu -, sono sempre disposto a trovare altri partner, perché non sono interessato a restare necessariamente l’unico azionista di riferimento”.
Il presidente avverte le potenzialità della piazza, rendendosi disponibile ad operazioni che ne facilitino la crescita secondo il suo grande blasone.
“Vogliamo trasformare il Genoa, riportarlo dove è stato anni fa. Questa è l’idea. Lo avevo sempre detto e lo sto ripetendo. Dove io non posso fare da solo, lo farò insieme con altri partner. E se trovo partner più forti di me non c’è nessun problema, perché io posso rimanere anche un socio minoritario”.
Le vicissitudini legali come elemento frenante nelle trattative
Ora che il Genoa sembra aver finalmente risolto tutte le querelle di natura legale, il presidente è molto più ottimista sull’ingresso di nuovi soci nel club.
“Il problema principale – ha detto Sucu -, è che la metà del tempo che dedico al Genoa lo perdiamo in tribunale, lo spendiamo in questioni legali, per cui è difficile trovare un valido e forte partner con questi problemi. In trent’anni non avevo mai visto così tante battaglie legali come a Genova in sei mesi.
Ora che le cose sono diventate più chiare, per il Genoa è molto più facile pensare ad un futuro brillante e trovare un partner forte per poter sviluppare un’operazione di crescita insieme”
Rimane immutata la fiducia nel tecnico De Rossi e nel d.s. Lopez
Il presidente rossoblù sottolinea gli sforzi della società fatti durante il mercato estivo.
“Sono convinto che avete visto i nostri importanti investimenti durante questo mercato. Chiaramente quando fai investimenti di questa dimensione, stai un po’ pensando di arrivare in una posizione più ambiziosa. Ed è altrettanto chiaro che per adesso non siamo dove speriamo di arrivare”.
Nonostante questo, il club continua a credere nell’allenatore e nel direttore sportivo Lopez, a cui si è interessato il Burnley, squadra della Championship inglese.
“Abbiamo un allenatore campione del mondo che ha la fiducia di tutti noi – ha detto Sucu -. Siamo convinti di questa decisione e l’ultima cosa che voglio fare è mettere pressione alla squadra. Sono convinto che De Rossi senta non solo la mia fiducia, ma la fiducia di tutti noi e dei suoi giocatori. Sono convinto che lui sente che insieme tutto è possibile, per arrivare al posto in classifica a cui siamo interessati. Ho letto anch’io del sondaggio che il Burnley avrebbe fatto per Lopez. Sono cose che nel calcio succedono più o meno ogni settimana, perché ci sono persone che parlano. Vedremo cosa succederà”.
01 ottobre 2026
Il Grifone vola a Bucarest
Oggi, con un volo charter, la truppa rossoblù capitanata dal tecnico Daniele De Rossi è partita alla volta di Bucarest, dove domani alle ore 18 italiane affronterà il Rapid, ossia l’altra squadra di proprietà del presidente del Genoa Dan Sucu.
“Dovrà essere una festa”, ha detto il massimo dirigente rossoblù, sebbene il suo Rapid occupi il secondo posto in classifica nel campionato romeno mentre il Genoa sia penultimo in Serie A con un solo punto.
In una trasferta che ancora ricorda al Vecchio Grifone la fantastica cavalcata in Coppa Uefa nella stagione 1991/92, durante la quale eliminò anche le squadre romene della Dinamo e della Steaua, De Rossi sarà costretto a rinunciare anzitutto a ben nove giocatori impegnati nelle rispettive nazionali: Ellertsson, Mitaj, Osmajic, Ostigard, Otoa, Puczka, Sow, Vasquez e Wiafe si aggiungeranno all’assenza di Meichtry, rientrato dalla nazionale Svizzera Under 21 per una distrazione muscolare all’anca, che lo terrà fermo dalle due alle tre settimane.
Bijlow, Messias e Amorim rimangono a Genova
A scopo precauzionale, lo staff tecnico rossoblù ha deciso di lasciare al campo di allenamento “Signorini” di Pegli Bijlow e Messias, impegnati in un lavoro differenziato utile a rafforzarne le note fragilità fisiche.
Discorso diverso, invece, per Amorim, che ancora risente di un trauma distorsivo alla caviglia rimediato già nella gara di Coppa Italia contro il Sudtirol a Marassi.
Diversi, dunque, i ragazzi della squadra primavera che seguiranno i titolari alla volta della capitale romena.
Test probante per Hamed Traorè
Atteso con impazienza fin dall’inizio della stagione, l’attaccante ivoriano sta ormai scaldando i motori.
Dopo i nove minuti giocati in Coppa Italia e i cinque disputati a Parma, Traorè sta acquisendo sempre più minutaggio e presumibilmente verrà impiegato fin dall’inizio a Bucarest, al fine di valutarne la tenuta fisica in vista della ripresa del campionato.
Stesso discorso per El Shaarawy per il quale c’è attesa di conoscerne la posizione in campo, se cioè impiegato sulla trequarti o come “quinto” di centrocampo.
Nonostante dunque le molte assenze, l’amichevole del Genoa a Bucarest è attesa con curiosità per verificare il lavoro di recupero dei giocatori più importanti e quello in corso sugli schemi della squadra, che dovrà necessariamente fornire nuove indicazioni su una maggiore pericolosità in fase d’attacco.
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