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Stefano Brianti

11 Ottobre 2026

In Casa Parma


Per il Parma, dopo la sconfitta di domenica contro l'Inter a San Siro, il giudizio è sospeso. Dipenderà molto dalla partita casalinga con il Torino di lunedì 19 ottobre.

Non vorrei ci fosse un fraintendimento di fondo: prima il Parma faceva tutto male e adesso invece "cerchiamo di giocare". Se nella scorsa stagione il Parma totalizzô f45 punti, significa che squadra e tecnico utilizzarono al massimo la tecnica e la tattica, sia quella individuale che quella collettiva per ottenere quei 45 punti con una squadra e una rosa di caratura medio-bassa.

Mister Cuesta, calcisticamente parlando, non mi faceva impazzire. 

Non tanto per il gioco espresso in sé - quelle sono tutte elucubrazioni mentali, dal mio punto di vista - quanto perché assiduamente non sapeva "leggere" le partite e effettuava cambi, spesso sbagliati nei modi e nei tempi. Bisogna però dare atto a Carlos Cuesta di aver dato a una squadra giovanissima una quadra a livello comportamentale, di valori e di spirito di gruppo. Difficilmente una squadra si salva nel massimo campionato italiano se non è in possesso di questi ingredienti. Nel calcio non esistono ricette vincenti: è un gioco che si basa troppo sull'estro, sull'invenzione del singolo, sull'errore del singolo, sugli episodi e sulla casualità. L'allenatore deve essere più un demiurgo che un trainer sportivo.

L’ errore di Corvi (e Keita)

L'altro capitolo riguarda la costruzione - che io chiamo distruzione - del gioco dal basso: è una mia crociata che porto avanti dal primo giorno in cui ho visto praticare questa nefandezza calcistica. Non esiste scambiarsi la palla con il proprio portiere, spesso nell'area piccola. Questo giochetto, attuato contro squadre "normali", può portare a subire caterve di gol e a patire handicap pesanti. I passaggini tra portiere e difensori funzionano solo in fase iniziale, quando la squadra avversaria non pressa alto e ti attende sulla trequarti. Credo comunque che, a mente fredda, il giudizio sul nuovo corso di Mister Gilardino debba essere "sospeso". La partita di ieri non fa testo: troppo grande il divario tecnico e fisico tra le due squadre, troppo il timore da parte di tutti nell'affrontare la partita, Gilardino compreso.

Ritroviamo la fiducia, ritroviamo la compattezza e la grinta, componenti fondamentali per ottenere la salvezza.

Il commento statistico 

- 13' Sucic, 19' rig. Calhanoglu, 31' Thuram. Tutti gol nel primo tempo, partita chiusa lì.

- I numeri dicono: 60% possesso Inter contro 40% Parma,

- ⁠12 tiri totali a 8, ma 6 nello specchio contro 2. 

- ⁠541 passaggi tentati dall'Inter contro 433 del Parma.

- Il Parma ha provato a reagire nella ripresa - primo tiro nello specchio solo al 55' con Troilo - ma Corvi ha evitato un passivo più pesante parando su Esposito 

- ⁠contro una capolista che viaggia a 16 punti in 6 partite e che ha il miglior attacco, la costruzione dal basso del Parma a San Siro è diventata un boomerang. 

- ⁠Il rigore del 2-0 nasce proprio da un contatto in area dopo un possesso prolungato e un pestone di Diego Carlos su Esposito visto al VAR.