Vai al contenuto principale

Romanzo del campionato

Romanzo del campionato

Fabio Lo Cascio

18 Maggio 2026

Romanzo del campionato


Tutto rinviato all’ultima puntata

Tutto rinviato all’ultima puntata

Era dai tempi in cui, con quella inconfondibile voce roca, Sandro Ciotti interrompeva Ameri per annunciare il vantaggio rossonero sul Genoa – e con Bortoluzzi che dallo studio era pronto a comunicare le variazioni dagli altri campi – che non si viveva una domenica tutta dal vivo così. Due tronconi: prima la Champions e poi la salvezza, che ci hanno letteralmente lasciato con il fiato sospeso. Tutto questo intervallato dalla festa nerazzurra per le strade di una Milano impazzita di gioia per il double degli uomini di Chivu (per la cronaca, in campo è finita con un accademico 1 a 1 contro il già retrocesso Verona). I nerazzurri prima festeggiano in campo sollevando la coppa del campionato, poi si riversano tutti in piazza Duomo per concedersi al popolo festante.
Dicevamo dei due tronconi, a partire dalle partite delle prime cinque, che vedevano in campo le squadre in lotta per la conquista dei tre piazzamenti utili per andare a giocarsi la prossima Champions. Due parole sulla scontata vittoria del Napoli in quel di Pisa, che dà ai partenopei la matematica certezza dell’obiettivo, e passiamo all’importante, se non decisivo, successo del Milan per 2 a 1 sul campo del Genoa. La squadra di Allegri, bersaglio per tutta la settimana principalmente del fuoco amico, ha saputo reagire con carattere, raggiungendo un successo che, a meno di clamorosi scossoni all’ultima giornata, dovrebbe garantirle la coppa dalle grandi orecchie. Dopo il solito primo tempo di sofferenza, i rossoneri sono scesi in campo con ben altra determinazione a inizio ripresa: sfruttando un ingenuo errore avversario, Nkunku prima si è procurato un rigore e poi lo ha trasformato. Da lì è arrivato il raddoppio, mentre nel finale è stata inutile la rete genoana che ha accorciato le distanze.
Anche la Roma, nel derby con la Lazio, ha compiuto un passo quasi decisivo verso l'obiettivo Champions, vincendo per 2 a 0 con doppietta del suo difensore centrale Mancini. Non si può certo dire che sia stata una formalità, tutt’altro. I biancocelesti, che schieravano in porta il terzo portiere Furlanetto (autore di un'ottima prova), non si sono mai arresi, ma la voglia di successo dei giallorossi è stata determinante. Adesso tutto è nelle loro mani nella trasferta di Verona. La Lazio, comunque, non può certo essere tacciata di arrendevolezza. Con non poca fatica anche il Como, battendo di misura il Parma, tiene vive le speranze di potercela fare, anche se dovranno essere gli avversari, con i loro passi falsi, a decretarne il successo.
Ed eccoci alla madre di tutte le partite, quella che ha sconvolto questo mezzogiorno di fuoco: Juventus-Fiorentina, una delle sfide più calde e sentite del nostro calcio. I pronostici della vigilia erano tutti a favore dei padroni di casa, che dovevano e potevano consolidare il punto di vantaggio nei confronti di Milan e Roma per partire avanti nel rush dell’ultima giornata. E invece ecco la resurrezione viola: dopo un campionato vissuto tra angoscia e mediocrità tecnica, la Fiorentina ha tirato fuori dal cilindro la partita perfetta, liquidando Yildiz e compagni con un perentorio 2 a 0 senza se e senza ma. Sì, la Juve i suoi due gol li aveva anche segnati, ma sono stati entrambi giustamente annullati. Così adesso alla Continassa si respira un'aria pesante, e il derby dell’ultima giornata in casa di un Torino già salvo non promette nulla di buono. Il suicidio perfetto, verrebbe da dire.
Accennato all’inutile successo del Bologna in casa dell’Atalanta – dato che saranno comunque gli orobici ad andare in Conference – passiamo alla serata di passione delle tifoserie di Lecce e Cremonese. Per quella del Cagliari si trattava invece solo di una formalità, e così è stato: 2 a 1 al Toro e salvezza matematica. Cremonese subito in vantaggio a Udine grazie alla rete del suo uomo più rappresentativo, Vardy. Immediata, però, la risposta del Lecce, che si portava in vantaggio in casa del Sassuolo. Ma mentre a Udine il risultato si cristallizzava sull’1 a 0, a Reggio Emilia i neroverdi riuscivano a raggiungere il pareggio, ripetendosi anche dopo il nuovo vantaggio leccese. Proprio mentre i violini Stradivari intonavano già l’Inno alla Gioia, ecco che all’ultimo istante di un infinito recupero a Reggio il carneade Stulic regalava agli oltre 5000 salentini sugli spalti una gioia incontenibile. Adesso tutto è rimandato all’ultimo turno con Lecce-Genoa e Cremonese-Como. Il peso dell’avversario da incontrare e, soprattutto, il punticino di vantaggio dicono però che forse i violini Stradivari saranno zittiti dai tamburelli della pizzica.
Alla prossima e ultima