

Redazione
Europa League
AZ-Juventus 1-2 - Finale da evitare per i cardiopatici. Vittoria tirata coi denti
AZ-Juventus 1-2 - Finale da evitare per i cardiopatici. Vittoria tirata coi denti
Un cioccolatino scartato al volo
Vi ricordate quando, da bambini, la nonna lasciava il cioccolatino sul tavolo e voi non lo guardavate nemmeno, lo prendevate e via? Ecco, Koopmeiners ha fatto così al diciannovesimo minuto: Kolo Muani gli ha servito la palla giusta e lui, di prima intenzione, l'ha scartata senza pensarci. Partita incanalata subito. Per tutto il primo tempo la Juventus ha tenuto l'AZ lontano dalla propria area e dal ritmo, con Alajbegovic che dal limite ha sfiorato la traversa e lo stesso Kolo Muani che si era già fatto vedere, con un destro uscito di poco a lato. All'AZ Stadion gli olandesi hanno guardato i bianconeri fare quello che volevano.
Un doppio vantaggio meritato
La Juventus ha vinto per come ha giocato nella prima parte, e il raddoppio lo spiega meglio di qualsiasi cifra: pressing alto, De Busser costretto all'errore e Kolo Muani che col sinistro lo fulmina. Spalletti ha avuto quello che chiedeva, ovvero una squadra che aggredisce, recupera e punisce. Nei primi quarantacinque minuti i bianconeri sono stati dominanti, e non c'è altro modo di dirlo. Peccato che il resto della serata abbia raccontato un'altra storia.
La paura dell'ultimo quarto d'ora
L'AZ di Echteld ha perso Schouten per infortunio a metà del primo tempo, un colpo che sembrava togliere ogni residua speranza. Invece, col passare dei minuti, i padroni di casa hanno trovato coraggio e spazi. Smit ha calciato sopra la traversa dopo un respinto, poi Meerdink ha accorciato da pochi passi sul cross basso di Dijkstra, e da lì in avanti la gara è cambiata faccia. Gli olandesi hanno schiacciato la Juventus nella propria metà campo e, certo, non l'hanno raggiunta per un soffio. Chi voleva un finale tranquillo ha dovuto aspettare: l'AZ ci è andata vicina e, se non è bastato, è perché il resto non ha trovato la porta.
Vicario, l'uomo del miracolo
Al novantunesimo minuto Meerdink si è ritrovato un'altra palla gol sul destro, e Vicario ha fatto quello che i portieri fanno una volta ogni tanto: l'ha negata con una parata che vale la serata. Poi de Wit era in offside, ma intanto il pallone era già stato salvato. Senza il portiere bianconero questo pezzo avrebbe un altro titolo. Nel finale la Juventus ha rischiato davvero di buttare via quanto aveva costruito con merito, e a tenerla in piedi è stato quasi solo lui.
Un cammino che si fa in discesa
Il risultato lascia i bianconeri tra le prime della fase campionato, al momento al quinto posto in una giornata ancora da chiudere, imbattuti in Europa League. La strada verso i primi otto, quelli che passano direttamente agli ottavi, si è fatta molto più agevole, anche se la paura finale suggerisce di non rilassarsi. Ora arriva l'Omonia a Torino: una partita per confermare che il primo tempo di stasera è la regola e il finale l'eccezione. L'AZ, invece, sarà a Praga a cercare lo Sparta e un modo di giocare novanta minuti come ha giocato gli ultimi venti.
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