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Redazione

31 Ottobre 2026

Campionato


Milan-Inter 3-1 - Il Milan ci mette il cuore, l'Inter risponde col nulla

Milan-Inter 3-1 - Il Milan ci mette il cuore, l'Inter risponde col nulla

Amor proprio rossonero

Chi ben comincia è a metà dell'opera, dice il proverbio. Il Milan ha preso la massima alla lettera e, dopo dieci minuti, l'opera era già bella che impostata. Nel derby del Giuseppe Meazza i rossoneri hanno vinto 3 a 1, e lo hanno fatto con un approccio da squadra affamata: aggressivi su ogni pallone, dal primo all'ultimo minuto, senza mai tirare il fiato. Dall'altra parte, diciamo pure, un'Inter che non si è vista. Per i nerazzurri continua la maledizione dei derby, e stavolta non c'è stato nemmeno il tempo di accorgersene.

Moreira apre la cucina

Gli uomini di Amorim hanno messo il cuore in campo, ma anche la testa. Il primo gol nasce da un cross di Moreira, il secondo da un suo corner rasoterra, servito come un piatto caldo. Quando l'Inter ha provato a rientrare, il Milan non si è scomposto: ha tenuto il campo con la stessa ferocia, ha trovato il terzo gol prima dell'intervallo e poi ha amministrato senza abbassare il ritmo. Dopo il passo falso interno con il Bologna, una risposta netta. Al momento il Milan è quarto, con la sensazione di aver ritrovato la strada.

Il rebus di Chivu

Che cosa avesse in mente Chivu resta un mistero. Uno schieramento anomalo, un 3-4-2-1 che non ha mai trovato le misure, e le assenze possono valere al massimo come palliativo, nulla più. Stasera l'Inter non c'era, a cominciare proprio dalla sua panchina. Arrivava da quattro vittorie e un pareggio, al momento resta seconda, ma incassa la prima sconfitta stagionale nel modo più amaro. Il gol di Bastoni, di testa su calcio d'angolo, aveva riacceso la partita. Poi Spence ha trovato sulla sua strada Maignan, e lì si è spenta la luce. Perfino un rigore assegnato all'Inter, finito sotto la lente del VAR nella ripresa, è rimasto un episodio isolato in una serata storta.

Il mancino di Moreira

La serata è soprattutto di Moreira. Due palloni d'oro per Pulišić e Rabiot, e poi il colpo personale: una punizione di mancino che scavalca la barriera e manda tutti negli spogliatoi con il derby in tasca. Insomma, un giocatore ovunque. Accanto a lui merita una riga Maignan, il numero uno che a metà primo tempo ha tolto con una mano sola il pallone a Spence. Una parata da saracinesca, di quelle che valgono quanto un gol. Senza quel guizzo, forse avremmo visto un'altra partita.

Una lezione da ricordare

Il Milan ora va a Genova, contro il Genoa, con il compito di dimostrare che questo derby non è stato un fuoco di paglia. Per l'Inter, invece, la sfida casalinga con il Como diventa subito un esame per Chivu, chiamato a rimettere ordine dopo una notte da dimenticare. Chi ben comincia, appunto. E i rossoneri hanno cominciato meglio.