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Pietro Celeste

18 Settembre 2026

In Casa Bologna


23 settembre 2026
Il tunnel senza fine di Odgaard: questa volta è lesione

Nel notiziario di questo pomeriggio in merito all'allenamento odierno, il Bologna ha fatto sapere come Jens Odgaard sia stato sottoposto ad esami che hanno evidenziato una lesione ai flessori della coscia destra, con tempi di recupero di 4 settimane. L'ingresso con il Torino nella ripresa non ha portato alcun beneficio; anzi. Il trequartista di Palladino dovrà, dunque, saltare le gare contro Lecce e Inter, con la speranza che possa essere a disposizione contro il Cagliari all'ottava.

Scoccherà la scintilla? 

Proprio contro il Cagliari alla prima stagione con Vincenzo Italiano in panchina, il tecnico siculo lo adottò come trequartista, trovando il bandolo della matassa del reparto offensivo. La mossa ripagò immediatamente e da quel momento fu l'abito perfetto per il danese, che fino a quel momento aveva ricoperto tutti gli altri ruoli: seconda e prima punta, laterale a sinistra e a destra. Una sequenza di guai fisici e il calo di condizione dei compagni specialmente nella seconda metà della stagione successiva hanno fatto sì che non tornasse mai più su quei livelli. Con Italiano sembrava esser sbocciato l'amore, ma non fu così; con Tedesco non c'è stato modo nonostante l'ingresso più che deludente a Napoli, che ne sarà con Palladino? Il "buongiorno" non lascia presagire nulla di buono...

19 settembre 2026
Il nuovo Bologna di Palladino inizia con un pari, non convincente

Un inizio a metà quello di Raffaele Palladino con il Bologna: sorridente nel primo tempo, raggiunto poi nella ripresa con la papera di Skorupski. I rossoblù partono meglio mettendo la gara in discesa al quarto d'ora, seppur trattasi dell'unico tentativo verso lo specchio dei primi quarantacinque minuti (il copione non cambierà nella ripresa). Tanti errori in fase di costruzione in un pomeriggio da ambedue le parti che ne hanno consentito una manovra lenta e mai decollata.

Il Dall'Ara ha perso la pazienza

Seppur il gioco non fosse dei migliori il pubblico è parso fresco, festoso e cantante, complice il risultante premiante. Nella seconda metà della ripresa, ecco che il Bologna ha cambiato faccia: la disattenzione di De Silvestri e il pasticcio di Skorupski hanno galvanizzato un Torino che in termini statistici avrebbe perfino meritato di più. Sul gol di Kulenovic e all'ennesimo rinvio sbagliato del portiere polacco la Curva si è spazientita con una pioggia di fischi che aprono un ulteriore scenario sulla sua titolarità.

17 settembre 2026
Il momento d'oro di Massimo Pessina?

Il tempo per un attimo si blocca: Skorupski non ce la fa, Ravaglia è infortunato... è rimasto soltanto il giovane Pessina. Massimo è un giovanotto, ancora la matura età da compiere ma già la medaglia d'oro con gli azzurri all'europeo Under 17; insomma, un predestinato. Qualche apparizione in stagione e clean sheet in tre gare su quattro, prima di scalare nelle gerarchie grazie alla partenza in estate di Federico Ravaglia.

Tutto in soli pochi giorni!

Ecco che, di nuovo per puro caso, sulla sua strada ritorna in auge il Napoli: Skorupski si presenta in ritardo alla riunione tecnica, e, da regolamento, viene punito stando a guardare il giovane ragazzino. Non può nulla sul gol di Lobotka; si supera eccome sul lob di Hojlund dimostrando coraggio e quella spensieratezza giovanile. Il Bologna decide di cambiare panchina: fuori Tedesco, dentro Palladino. Nel frattempo vengono diramati i possibili convocati per la Nations League dal cittì dell'Italia, Roberto Mancini: tra questi vi è proprio Massimo Pessina. Le belle notizie non sono finite qui, perchè se in una delle prime conferenze Domenico Tedesco aveva espressamente detto che il polacco avrebbe difeso la porta da titolare, Palladino ha scelto la strada più parsimoniosa: padre tempo!

15 settembre 2026
Domenico Tedesco già in bilico nella panchina del Bologna: due le alternative

Stando a quanto riportato questo pomeriggio da Matteo Moretto, spalla destra di Fabrizio Romano: il Bologna starebbe valutando la posizione di Domenico Tedesco dopo appena quattro giornate. Ecco che quella dei rossoblù potrebbe essere la seconda panchina a saltare dopo che, appena otto giorni fa, c'è stato il caos di Fabio Grosso con la Fiorentina, la quale ha riaccolto Vanoli, vittorioso alla prima contro il Venezia.

I nomi più caldi per sostituire Tedesco

La sconfitta contro il Napoli ha lasciato un ulteriore vuoto, nonché un senso di amarezza per la prestazione messa a segno dai ragazzi di Domenico Tedesco, il quale non era presente per via della squalifica rimediata contro il Sassuolo e che lo vedrà in tribuna anche sabato contro il Torino. Potrebbe essere lo stesso tecnico ad aver chiesto alla dirigenza di interrompere i rapporti: da capire se un'eventuale vittoria - la prima - al Dall'Ara nel prossimo weekend potrebbe annullare ogni dubbio. Nel mentre, non mancano le alternative: Roberto D'Aversa e Raffaele Palladino sono i due nomi più caldi, con l'ex Monza e Fiorentina che ha visto tre delle quattro partite del Bologna fin qui giocate.

10 settembre 2026
Libra, il nuovo 'cinno' che ha stregato Tedesco e il Bologna

Libra entra e cambia il Bologna: il nuovo “cinno” conquista il Dall’Ara

Marco Libra Alvarado, meglio noto semplicemente come Marco Libra: l'ultimo giocatore ad aver scritto una pagina indelebile della propria carriera e della storia del club, entrandone a far parte. Centrocampista elegante, dotato di grande qualità con il pallone tra i piedi, mantenendo il ritmo della corsa quando in possesso della sfera. Cattura l'occhio per le sue movenze, leggiadre, sulla scia di un ragazzo nemmeno tanto più vecchio, autore della cavalcata Champions proprio con il Bologna, di Thiago Motta. Stiamo parlando del polacco classe 2004, Kacper Urbanski. Ammaliati dal loro talento, ruolo preciso indecifrabile: né mezz'ali, né veri e propri play, tantomeno trequartisti, dove è richiesta intensità di esecuzione. Certo è che il Bologna di Tedesco ha muscoli e volume, ma non la qualità di cui, invece, dispone Marco Libra.

Il Bologna traballa, Libra convince

L'avvio del Bologna nel nuovo formato non è stato dei migliori: appena un punto raccolto nelle prime tre giornate di Serie A. Dopo le prime due sconfitte, entrambe per uno a zero - malgrado l'apporto offensivo non sia mancato -, ecco che contro il Sassuolo è arrivato un due pari solo nei minuti conclusivi. Paradossalmente, i ragazzi di Tedesco, hanno fatto risultato quando non meritato, e per di più entrambi gli attaccanti arrivati nel mercato estivo sono andati a segno. Non è stata, però, la nota più dolce della serata: ad accendere il caloroso tifo dell'Andrea Costa ci ha pensato Marco Libra Alvarado. Sotto all'intervallo, il tecnico di casa non ha voluto perdere tempo, facendo una tripla mossa a inizio ripresa, tra cui quella del centrocampista venezuelano. E pensate che avrebbe rischiato di non esserci...

Il punto sul mercato

Facciamo un passo indietro. In estate il Bologna ha subito un vero e proprio cambiamento, dovendo rinunciare all'ossatura della rosa: Lucumì alla Juventus, Freuler all'Olympiakos e Santiago Castro alla Roma; non dimenticandoci di Rowe all'Atalanta nell'ultimo giorno di mercato. Si è parlato tanto del non semplice ruolo che avrebbero dovuto avere i nuovi per limitare il rimpianto dei partenti, senza interessarsi più di tanto della zona nevralgica del campo. Dopo aver catturato l'occhio dei meno avvezzi soltanto a maggio nella semifinale del campionato primavera contro la Fiorentina, ecco che Marco Libra si è pian pianino guadagnato il debutto. Lo Scudetto sfiorato con l'Under 18, la prima storica convocazione in Nazionale maggiore venezuelana e il ritiro a Valles con la Prima squadra... fino ad arrivare al debutto in Serie A. Tedesco ha voluto non mettere mano al centrocampo, credendo fortemente nel ragazzo come "jolly" di centrocampo.

Il nuovo beniamino dell'Andrea Costa

Un'accoglienza così non la si vedeva dallo scorso 9 novembre, quando in casa si presentò un Napoli inerme davanti a un Bologna gigantesco. Ma non fu per la vittoria l'ovazione, bensì per l'ingresso dopo pochi minuti del portierino classe 2007, Massimo Pessina, dopo l'infortunio di Skorupski e l'assenza di Ravaglia. Il Dall'Ara per un attimo è tornato indietro, esaltandosi per un nuovo "cinno", oramai diventato anch'esso figlio acquisito di Bologna. La palla, poi, è passata al campo, nel quale il classe 2008 ha dispensato calcio, presentandosi con il filtrante per Cambiaghi ed entrando nel gol del pareggio al novantesimo.

1° settembre 2026
Bologna, altra beffa: questa volta più dolorosa!

A chiudere la giornata di Serie A nuovamente il Bologna di lunedì: stesso giorno, esito uguale. I rossoblù cadono ancora, questa volta alla New Balance Arena di Bergamo con un gol al 96' di Samardzic, aiutato da uno Skorupski non esente da colpe. Il Bologna ha il pallino del gioco, crea più occasioni ma manca sottoporta, dove si vincono le partite, pur non concedendo assolutamente nulla eccezion fatta per la scoccata vincente.

I protagonisti

L'accoppiata centrale formata dai due norvegesi sembra funzionare sempre di più, anche se va sottolineato l'impasse nerazzurro; novità sulla fascia sinistra: non c'è il solito Miranda, bensì Alhassane, autore di una buona prova seppur con qualche incertezza. Sulla destra un Holm che si limita al compitino, marcando la scarsa voglia e la bassa soglia di attenzione. Il migliore in campo del Bologna è l'uomo davanti alla difesa, Lewis Ferguson, che sembra - almeno per quest'oggi - essersi messo alle spalle la malacopia vista nell'ultimo anno. Pobega solido, Odgaard poco cercato, ma positivo quando trovato tra le linee e artefice di un ottimo lavoro a schermare il play dell'Atalanta. Bernardeschi vispo, uno dei più pericolosi: Carnesecchi gli nega il gol in un paio di circostanze, seppur nella prima ci fosse il leggero tocco di Piccoli di testa a sottolineare i grandi meriti del portiere italiano.

Bene le fasce, manca il riferimento centrale

Cambiaghi molto vicino a Piccoli in fase di non possesso sulle uscite dal basso, con addirittura Alhassane su Zappacosta e Heggem a scalare. Il primo guizzo dell'esterno del Bologna nasce da una dormita di Kossounou: Cambiaghi gli strappa il pallone e s'invola in porta, ma davanti a Carnesecchi il suo tiro è troppo timido. La ripresa si apre con il palo colpito proprio dall'esterno di Tedesco; nel mezzo tante corse e combinazioni con il terzino di riferimento. Piccoli-Dovbyk sotto la sufficienza, mentre l'ingresso di Orsolini è più che sfortunato, dovendo salutare la compagnia praticamente subito per un fastidio ai flessori della coscia sinistra (le condizioni verranno valutate nei prossimi giorni). Come se non bastasse...ecco la beffa nel finale: Samardzic si crea lo spazio per tirare e da oltre 30 metri lascia andare la gamba, Skorupski se la fa sfilare sotto le braccia, condannando il Bologna alla seconda sconfitta su due.