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Carlo Bianchi

20 Settembre 2026

In Casa Inter


19 settembre 2026
Inter ancora sotto ma poi la rimedia

Non c'è due senza quattro, a Madrid la rimonta non ha sortito effetto come invece in casa contro Napoli ed Udinese. Stesera a Roma è stata solo parziale riuscendo gli uomini di Chivu a pareggiare un confronto che ha visto, almeno per il momento, fronteggiarsi le due squadre più forti del campionato. Il 2-2 finale è merito delle due doppiette di Manu Koné nel primo tempo e di capitan Lautaro nel secondo.

La partita

Inizia male la Beneamata rispetto al gol in avvio dell'anno scorso di Bonny subendo quello di Koné. Dopo un paio di occasioni sprecate sia da Bisseck che da Lautaro, arriva anche il secondo romanista confermato dal VAR per un fuorigioco dubbio segnalato dal guardalinee. Inter che non c'è per i primi venticinque minuti e come spesso succede da troppe partite (Chivu dovrà porre rimedio) ha un approccio alle gare troppo morbido e compassato. Si riprende negli ultimi quindici-venti minuti del tempo annotando un palo esterno di Bastoni ma il pasticcio è già stato commesso.

La seconda frazione inizia bene con il gol di Lautaro quando non è passato il primo minuto ma è tutta l'Inter ad aver cambiato marcia costringendo la Roma a difendersi e ad arretrare il suo baricentro rispetto a quanto fatto nei primi quarantacinque minuti. Le azioni si susseguono e prima del pareggio il tanto bistrattato Martínez compie un miracolo mettendoci ... la testa su un tiro di Malen con il popolo romanista che già vedeva la palla in fondo alla rete. Arriva come detto il pareggio interista al termine di un'azione confusa in area giallorossa con un tentativo di testa di Thuram dapprima sventato da Svilar, la successiva conclusione di Lautaro si stampa sulla traversa mentre la palla rimane nei pressi e Bisseck da un assist al bacio per l'argentino che trafigge il portiere serbo pur proteso in tuffo.

Conclusione

La Roma perde quindi una buona occasione per rimanere da sola in testa alla classifica ma non deve rammaricarsi più di tanto avendo avuto contro una corazzata che alla fine riesce sempre a rimediarla. Preoccupano Gasp le amnesie difensive all'inizio dei secondi tempi come successo ad Istanbul ed in casa contro l'Atalanta. Sul fronte Inter un buon punto che permette alla Beneamata di non perdere la testa, e non solo quella della classifica.

19 settembre 2026
Il Baffo ci ha lasciati

Lui era Alessandro Mazzola detto Sandrino o come lo definiva il mitico Carosio "Mazzolino" ricordando il suo papà eroe del Grande Torino. Agli esordi gli fu affibiato anche il nomignolo "gamb de seler" che in milanese vuol dire "gambe di sedano" per la sua esile costituzione. Lui ha deciso di lasciarci così in questo sabato di Settembre. Malato da tempo e dopo aver perso la moglie anni fa aveva ormai abbandonato il suo mondo ed anche quello circostante vivendo in quel di Vedano al Lambro. Fu uno degli interpreti di quella Milano calcistica sponda interista che più che da bere era da ammirare, protagonista dell'Inter Herreriana.

Gli esordi

Come non ricordare il suo esordio in quel di Torino nella sconfitta per 9-1 con la formazione De Martino, schierata per protesta contro la decisione della Federazione di far ripetere l'incontro nonostante l'invasione di campo di alcuni giorni prima. Sei gol di Sivori mentre fu suo quello della bandiera su calcio di rigore. Il suo esordio con gli azzurri a San Siro nel 1963 segnando un gol su rigore al mitico Brasile di Pelè ed in quella occasione gli volò la scarpa nel settore distinti proprio dietro la porta di Gilmar. Arriva poi la notte del Prater di Vienna con i suoi due gol al mitico Real Madrid quando, anche se sconfitto, il mitico Di Stéfano gli si avvicinò dicendogli che assomigliava proprio a suo padre (pare che anche il magiaro Puskas si unì ai complimenti regalandogli la maglietta). E lui la prese tanto alla lettera che una volta vinto tutto con l'Inter con la sua numero otto, ma praticamente facendo il centravanti aggiunto assieme agli Hitchens, Milani, Cappellini, Boninsegna e compagnia si mise in testa di giocare venti metri più indietro per emulare appunto la posizione in campo e le gesta dell'asso argentino. Partecipò al suo primo Mondiale in Inghilterra nel 1966 nello squadrone di Mondino Fabbri che venne subito rimandato a casa dai nordcoreani con lancio di pomodori incluso. Con gli azzurri vinse nel 1968 l'Europeo per presentarsi ancora titolare al Mondiale messicano del 1970 alternandosi con Rivera nella famosa staffetta che tanto fece discutere. Il 20 ottobre del 1971 fu protagonista della famosa notte al Bökelberg Stadion di Mönchengladbach quando sul punteggio di 2-1 Boninsegna fu colpito dalla famosa lattina che Mazzola riuscì a carpire ad un ignaro spettatore convincendo l'arbitro che era stata quella l'arma del delitto. L'avvocato Prisco poi fece il resto riuscendo a far ripetere quella partita che l'Inter di "Robiolina" Invernizzi aveva perso sul campo con uno scandaloso 7-1. Nell'ottobre dello stesso anno si disputa a Berna un'amichevole con la Svizzera e chi non ricorda il pareggio del Baffo dopo un palleggio di sei tocchi al limite dell'area elvetica e pallone scagliato alle spalle dell'incredulo ed immobile portiere rossocrociato? Infine il Mondiale tedesco del 1974 fu il suo crepuscolo ed anche lì la squadra di Valcareggi non fece di certo una bella figura. Mazzola decise poi di ritirarsi a trentasei anni.

Il dirigente

Intraprese la carriera prima nell'Inter, nel Genoa poi ancora nell'Inter per finire nel suo amato Toro fino al 2003. Era particolarmente apprezzato dalla famiglia Fraizzoli (la Signora Renata stravedeva per lui) e costituì per anni assieme al DS Beltrami un connubio indissolubile. Si diceva che fosse il protetto dal Presidente e che avesse carta bianca in società, erano di certo altri tempi quando i club calcistici venivano gestiti da due massimo tre persone come pure la conduzione tecnica veniva assegnata ad uno staff composto da allenatore e vice alla faccia di psicologi, match analists, vice dei vice e quant'altro. Un altro mondo che Sandrino aveva abbandonato da tempo ma che tutti noi serbiamo nell'album dei ricordi come alcune foto in bianco e nero che siamo pronti a colorare nelle nostra mente affinché rimangano attuali.

14 settembre 2026
Altra rimonta con una cinquina ma attenzione ai gol incassati

Vittoria nerazzurra roboante nel punteggio e nella prestazione soprattutto dopo aver subiro il doppio svantaggio. Carlos Augusto, Barella, Thuram, Esposito e Bonny i marcatori. Qualche crepa in difesa dovuta soprattutto ad errori individuali e non di reparto.

Primo tempo

Inizia male la partita per gli uomini di Chivu che prendono due gol nei primi quindici minuti ad opera dell'irlandese (non si direbbe) Abankwah che trafigge Martínez di testa e dell'olandese Ekkelenkamp con la coppia Diouf-Martínez che ci mette del proprio. L'Inter reagisce e pareggia dapprima con una fuciltata di sinistro di Carlos Augusto e poi con Barella, caparbia la sua difesa del pallone in area e tiro imparabile per Okoye. Inter che purtroppo subisce ancora due gol in avvio di tempo, nel primo come a Madrid mentre con il Napoli nel secondo. Diventano ormai troppe le incertezze in fase difensiva e probabilmente i meccanismi con il nuovo centrale Stones non sono stati ancora ben oliati. Sul finire del tempo ancora due occasioni per Barella ed Akanji ma il punteggio rimane sul 2-2 con Kolarov espulso per proteste appena passato il quarto d'ora.

Secondo tempo

L'Inter capisce subito che deve spingere per andare in vantaggio e ci riesce con Thuram protagonista di un bel tiro incrociato nell'angolino sul quale Okoye poco può fare. I nerazzurri non cedono il campo e continuano ad attaccare fino all'arrivo del quarto con Pio Esposito ben servito in area da Zielinski, il polacco fin qui assai in ombra. Entrano Dimarco e Bonny oltre a Stankovic mentre prima era stata la volta di Jones e Pavard. Gli uomini di Chivu quando spingono soprattutto nella trequarti avversaria sono indomabili. Non pensate che sia finita, Bonny mette il sugello ad una serata speciale segnando il quinto dopo una corta respinta del portiere friulano. Udinese che accorcia le distanze segnando il terzo con Gueye appena entrato. Sei gol incassati in quattro partite cominciano ad essere troppi e bisognerà correre in qualche modo ai ripari. Inter comunque a punteggio pieno assieme alla Roma ed ora testa allo scontro diretto di Sabato.

07 settembre 2026
THU-LA is back!

Se ne sentiva proprio la mancanza e dopo le prime due giornate con l'interregno di Pio Esposito accompagnando prima Bonny e poi Lautaro, finalmente la coppia franco-argentina è ritornata siglando le tre reti che in rimonta hanno permesso alla Beneamata di battere il Napoli di Allegri. Polemiche riguardanti un mani ospite non visto e reclamato da Barella oltre che una gomitata di Lautaro (peraltro già ammonito) sempre in area partenopea. Ma si sa che da quest'anno gli interventi del VAR verranno ridotti al minimo sindacale lasciando facoltà all'arbitro di decidere in completa autonomia.

Le cose migliori

Si sono viste proprio in attacco quando la furia nerazzurra si è scatenata dopo il doppio vantaggio napoletano che avrebbe minato le certezze di una squadra senza carattere. Il rapido primo gol di Lautaro ha contribuito e non poco a ravvivare le speranze di rimonta. La testa di Thuram e poi quello di rapina dell'argentino nel recupero hanno fatto il resto. Venendo ai singoli Akanji ha fatto il proprio confermato al centro della difesa ed assegnandogli per diritto la fiducia del gruppo. A centrocampo sottotono la prestazione di Sucic (poi sostituito) mentre molto bene sia Barella che soprattutto Diouf, che pur schierato in un ruolo non suo, se la dovrà vedere in un futuro con la concorrenza di Spence e non certo quella di Luis Henrique. In attacco il solito Esposito impegnato a creare gli spazi per un Lautaro ritornato quello di un tempo. I due gol subiti in avvio secondo tempo lasciano comunque perplessi soprattutto per il comportamento della difesa nelle due occasioni ed ancora una volta quello di Martínez nel secondo.

Testa al Bernabéu

Ora la testa va alla partita di Madrid, esordio in Champions ricordando che la stagione scorsa le prime quattro furono altrettante vittorie salvo poi decellerare nelle altre ed assere costretti and andare ai play-off. I conti portano a ritenere opportuno collezionare cinque vittorie su otto per entrare quasi matematicamente fra le prime ed evitare quanto successo in passato. Vedremo come gli uomini di Chivu affronteranno il prossimo impegno. Nel frattempo assieme alla Roma si godono il primato in classifica a punteggio pieno, registfrando inoltre sei punti in più dell'anno scorso.