Vai al contenuto principale

Carlo Bianchi

13 Ottobre 2026

In Casa Inter


13 ottobre 2026
Sofferenza Inter, tripletta del baby Tresoldi

Inter-Club Brugge 3-4

Una gara pazza della Pazza Inter tornata ai fasti di un tempo. Il Club Brugge espugna San Siro meritando la vittoria segnando quattro reti che potevano anche essere il doppio. Tripletta del baby Tresoldi. Fra gli uomini di Chivu si salva solo capitan Lautaro autore di due gol. Per pudore non diamo voti alla difesa ed al centrocampo interista.

Ritorna la Champions con un'Inter obbligata alla vittoria per arrivare ai quei 16-17 punti finali che la metterebbero al riparo da eventuali sorprese che i play-off sempre riservano. Nerazzurri che si schierano con tutti i titolari e con rientri importanti decisi a far proprio l'incontro in una competizione che sentono propria. Club Brugge con un 4-5-1 con l'ex Sommer in porta e con il talentino Tresoldi in attacco supportato sulle ali da Carlos Forbs e Virgili.

Calma piatta

Non succede nulla ma proprio nulla per i primi ventisei minuti, poi si scatena l'inferno. Dapprima un tiro secco di Tresoldi che si va a stampare sull'incrocio dei pali. Poi una discesa di Zielinski con il polacco che si fa recuperare da Vetlesen. Due minuti dopo arriva il vantaggio belga su rigore calciato da Tresoldi alto sulla sinistra di Martínez, imparabile. In questo caso la retroguardia nerazzurra si fa cogliere impreparata sulla ripartenza e Calha commette un fallo inutile su Forbs che si era involato puntando la porta avversaria. Calha si fa perdonare con un tiro che sbatte sulla traversa con Barella che di ginocchio mette fuori. Il pareggio di Lautaro viene annullato per fuorigioco ma il capitano si riscatta sul filo del riposo su tacco smarcante di Dimarco, l'argentino si libera del difensore e trafigge uno Sommer sorpreso. Insomma in venti minuti è successo quello che non era accaduto nei primi ventisei.

La ripresa più pazza

Inizia bene ma via via che passano i minuti il Brugge prende il sopravvento su una difesa interista mai vista così insicura. La prima occasione capita comunque a Lautaro che liberatosi si fa respingere il tiro con il piede da Sommer. Spreca Dimarco con un tiro al volo da buona posizione ma arriva il raddoppio belga ancora con Tresoldi ma qui Martínez ci mette del suo, si fa scartare da Forbs e permette al centravanti di siglare la sua doppietta. Inter irriconoscibile. Il palo di Virgili è solo il prologo al terzo gol ospite ancora con Tresoldi che riprende una respinta del portiere nerazzurro e lo batte. Poco prima Esposito subentrato a Thuram aveva sprecato una buona occasione. Ripetiamo mai vista un'Inter così in affanno soprattutto in difesa e completamente in balia dell'avversario. Lautaro a dieci dalla fine sigla il secondo su respinta di Sommer. Arriva anche il quarto belga con la difesa nerazzurra completamente in bambola, autore Vermant. Meno male che finisce qui la partita, a niente vale il terzo di Bonny, l'amaro in bocca dei tifosi rimane oltre che le perplessità sul futuro nerazzurro in questa Champions.

10 ottobre 2026
Tutto troppo facile per la corazzata Chivu

Diceva una famosa reclam "Sembra facile fare un buon caffè" ma quello era l'omino coi baffi. Qui si tratta di un'Inter che già nel primo tempo ha fatto suo l'incontro con i gol di Sucic, Calhanoglu e Thuram contro un Parma che "attonito al nunzio sta".

Finalmente si riprende dopo due settimane di stop con una partita sulla carta facile per i nerazzurri anche se gjustamente il loro allenatore si altera quando sente parlare di quadre anti-Inter. La Beneamata si presenta con Dimarco capitano visto che Lautaro partirà dalla panchina. In difesa riposa Bastoni con il tuttofare Carlos Augusto al suo posto, in avanti Thuram con Pio Esposito. Ancora ai box i tre inglesi oltre a Stankovic. Ducali che si presentano con il nuovo allenatore che in queste due settimane ha lavorato più sulle motivazioni che sull'aspetto tattico. Il franco-camerunese Elphege unica punta supportato da Touré in un 5-3-2 abbastanza guardingo.

Buon inizio Parma

I gialloblù fanno subito passare un paio di brividi alla difesa interista proprio in avvio con l'ex atalantino Touré il cui tiro prima viene bloccato in tuffo da Martínez. Finisce poi di un niente sopra l'incroncio dei pali un'altra sua conclusione. Passato lo spavento arriva la reazione interista che in appena sei minuti raggiungono il doppio vantaggio. Prima con Sucic che ruba al limite dell'area un pallone che Corvi lascia a Keita e poi con Calhanoglu su rigore decretato dal VAR per fallo in area su Pio Esposito. Parma affranto nel morale e disperazione sulla panchina parmense. Arriva sul filo della mezzora il terzo su una poderosa discesa di Thuram imbeccato magistralmente da Mkhitrayan, pallone nell'angolino basso e Corvi battuto. Strapotere Inter ed impotenza Parma. Si va al riposo con un gran cerchio alla testa.

La possibile imbarcata

Che non c'è stata poiché la seconda parte ha visto sì un'Inter comandare il gioco ma senza affondare i colpi pensando giustamente al prossimo impegno di Champions contro il Club Brugge. Tre cambi simultanei con Thuram, Pio e Calha fuori sostituiti da Lautaro, Bonny e Stankovic. Parma che tiene il campo ma senza offendere. Arriva anche il momento di Spence al suo esordio stagionale. Proprio l'inglese si fa notare con un bel paio di belle galoppate sulla fascia destra che però non si concludono con occasioni da gol. Finisce così l'incontro sul punteggio del primo tempo ed Inter prima in classifica con un Parma a quota quattro dopo sei partite.