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Gabriele Lucchini

30 Agosto 2026

In Casa Juventus


30 agosto 2026
Ultimi "fuochi" di mercato e un cantiere ancora aperto

Cinismo o fortuna?

Prendiamo i tre punti, incartiamoli nel giornale di ieri e portiamoli a casa senza fare troppe domande. Spalletti, davanti ai microfoni, fa il pompiere e canta le lodi della truppa, ma la nuda verità è che sul tabellino di questo 2-0 c'è la firma in calce e in bella copia della buona sorte.

Un primo tempo soporifero

Primo tempo da sbadiglio agonistico. Certo, mancavano Yildiz, Thuram e McKennie, ma la manovra orizzontale della Vecchia Signora viaggiava a una lentezza tale da far sembrare entusiasmante un incrocio semaforico alle sei di sera, una vera e propria manna per chi viene a Torino a chiudersi a doppia mandata. Occasioni vere, non pervenute, eccezion fatta per un palo scheggiato da Conceicao da fuori circoscrizione.

Il fattore Nico Gonzalez

Poi Spalletti pesca il jolly e butta dentro Nico Gonzalez. Uno che, stando ai si dice, aveva già le valigie sull'uscio. L'argentino ha la dinamite nel piede e ci prova: la prima volta l'estremo ducale fa il miracolo, la seconda volta prende il legno, la terza volta sferra una conclusione sbilenca che il signor Troilo pensa bene di aggiustare col braccio, spiazzando il povero Corvi. Gol. Misteri gaudiosi del football.

Gatto Silvestro e l'olandese volante

Da lì in poi, gli astri si allineano. Vicario decide di travestirsi da Gatto Silvestro volando sulla capocciata di Romero, e poi Alajbegovic decide di rischiare l'ergastolo sportivo franando su Keita nella propria area. L'arbitro non vede, il VAR sentenzia che è il belga ad aver cercato il contatto, e si va in pace. Sipario tirato giù, infine, dall'oggetto finora misterioso Koopmeiners: subentra all'infortunato Cambiaso (la cui partita è durata lo spazio di un caffè ristretto) e la butta dentro con una segnatura di pregevole fattura.

Serve un "Golia", altro che David

Le dolenti note? Jonathan David. Gira a vuoto con un eufemistico "sotto tono", mentre Carnevali sfoglia la rubrica cercando disperatamente di piazzarlo per regalare a Spalletti uno di quei centravanti ruvidi che ti risolvono le famose "partite sporche". In mezzo al campo, tolta l'illuminante crescita di Douglas Luiz, è la solita tristezza. Arriverà Pape Sarr all'ultimo minuto di mercato dopo il "no, grazie" di Kessie? Basterà a portare un po' di polmoni e idee? Attendiamo i rientri di McKennie e Thuram.

Tutto questo mentre piove sul bagnato in infermeria (Cambiaso ed Ekhator ko) e mentre, radiomercato sussurra, pare sarà Zhegrova a fare le valigie al posto del redivivo Gonzalez.

Morale della favola: la Juventus di oggi si accontenta dell'ossigeno. Ma la coperta è corta, il gioco latita, e i santi in paradiso non fanno certo i doppi turni fino a maggio.